Anglotedesco

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venerdì 17 gennaio 2014

L'Italia è il paese europeo dove il gioco d'azzardo è piu diffuso...




Che bel primato, gli italiani (il 90%)  però se lo meritano cosi cominciano a svegliarsi e darsi da fare.
Quando vedo fuori nelle tabaccheria o bar il cartello con scritto che "IL GIOCO PUÒ CAUSARE DIPENDENZA PATOLOGICA" penso a quanto sia ipocrita questo paese.Rovinano migliaia di persone e poi su 98 miliardi di euro ,il governo ha chiesto a queste associazioni a delinquere solo 600 milioni.E' così ovunque,basta pensare  all'immigrazione. Gli altri paesi sono tutti nazisti dove esiste il reato di clandestinità e devi entrare in regole,qui no perchè siamo un paese umano e accogliamo tutti. In realtà i clandestini fanno comodo a società vicino alla Chiesa e alle cooperative rosse così riceveno soldi e se li "mangiano" e poi sono piu disposti ad essere trattati da schiavi.

NEW YORK TIMES-articolo di Elisabetta Povoledo pubblicato su INTERNAZIONALE

Famosa per le sue università e per un importante monastero rinascimentale,negli ultimi anni Pavia si è guadagnata un titolo poco lusinghiero,quello di capitale italiana del gioco d'azzardo.
I videopoker-che si tratti di modelli tradizionali o dei nuovi Video lottery terminal (VlT) collegati a un server nazionale-si trovano nei bar,nelle tabaccherie,nelle stazioni di servizio,nei piccoli negozi e nei centri commerciali,per non parlare delle tredici sale dedicate esclusivamente al gioco d'azzardo.
Secondo alcune stime,a Pavia (68.300 abitanti) c'è un videopoker ogni 104 residenti.Molti sono convinti che la diffusione dei videopoker sia la causa del forte aumento di giocatori patologici (e di debiti,fallimenti ,casi di depressione e violenza domestica) registrato dagli assistenti sociali pavesi.
In realtà la città lombarda è un caso eclatante nel quadro dell'aumento generalizzato delle giocate in Italia negli ultimi dieci anni, da quando sono state ammorbidite le norme che regolano il gioco d'azzardo.Secondo i dati di Global betting and gaming consultants,l'Italia è diventata il primo mercato in Europa e il quarto al mondo dopo gli Stati Uniti,Giappone e Macao.

TERRITORIO DEVASTATO

Oggi però molti italiani,a Pavia e altrove,hanno deciso di affrontare il problema.A ottobre la Lombardia è diventata la sesta regione italiana ad approvare una legge per contrastare il fenomeno del gioco d'azzardo e assistere i giocatori patologici.
Decine di comuni hanno approvato misure a livello locale per limitare il fenomeno,come la riduzione degli orari di apertura delle sale da gioco.L'aumento vertiginoso delle giocate sta "devastando il territorio",spiega Simone Feder,psicologo e fondatore di No slot,un movimento che a Pavia chiede il bando totale dei videopoker dagli spazi pubblici."E' un fattore antieconomico che impoverisce la zona, perchè non fa circolare il denaro ma al contrario lo prende avidamente".A causa della fragile situazione economica italiana la spesa per il gioco d'azzardo è calata per la prima volta (come altre spese legate ai consumi),ma in ogni caso la cifra complessiva per il 2013 dovrebbe raggiungere gli 84 miliardi di euro.In media il gioco d'azzardo assorbe un ottavo della spesa di ogni famiglia italiana,il quadruplo rispetto a quindici anni fa, spiega Maurizio Fiasco,sociologo che lavora per una commissione nazionale per la lotta all'usura.

GIOCARE OVUNQUE

Secondo un rapporto pubblicato a dicembre dall'Agenzia giornalistica sul mercato del gioco (Agimeg),gli abitanti della provincia di Pavia spendono circa tremila euro pro capite all'anno per il gioco d'azzardo,piu del doppio rispetto alla media nazionale (1.200).Molti sono convinti che la grande diffusione dei videopoker sia all'origine dell'aumento delle giocate."Non esite piu alcuna distinzione tra il gioco d'azzardo e la vita",spiega Fiasco."Non c'è uno spazio dedicato al gioco.Il gioco è ovunque".
Gli ultimi tentativi di mettere un freno alla diffusione dei videopoker hanno spinto molti comuni e governi regionali (che affrontano direttamente i costi sociali della dipendenza dal gioco) a contrastare le decisioni del governo nazionale,sempre piu dipendente dagli introiti legati al gioco (circa 8 miliardi di euro nell'ultimo anno).
"Il governo incassa mentre il territorio paga le conseguenze",spiega Angelo Ciocca,consigliere regionale lombardo che ha sostenuto la recente legge per limitare il gioco d'azzardo.
A dicembre il senato italiano aveva approvato un emendamento a un decreto che prevedeva la riduzione dei fondi alle regione e ai comuni che introducono misure per combattere il gioco d'azzardo.Il provvedimento ha suscitato forti polemiche e dopo essere stato definito "un errore" dal presidente del consiglio Enrico Letta è stato bocciato alla camera di deputati.
"L'industria del gioco si sente protetta dal governo,e sa di avere le spalle coperte.Gli interessi in ballo,d'altronde,sono enormi,spiega Ciocca.
Nel 2001 gli introiti delle aziende legate al gioco d'azzardo -il totale del denaro speso, meno lo vincite-hanno toccato i quattro miliardi di euro.In base ai dati presentati da Global betting and gaming,nel 2012 la cifra è addirittura quadruplicata (16 miliardi).I rappresentanti dell'industria del gioco sostengono che le norme introdotte dieci anni fa hanno permesso di debellare il mercato clandestino,controllato in gran parte dalla criminalità organizzata.Nei primi anni del Duemila,spiegano,in Italia c'erano circa 800.000 videopoker illegali che facevano concorrenza ai giochi regolati dallo stato come il lotto,le lotterie,le scommesse ippiche e il totocalcio.Inoltre in Italia c'erano già quattro casinò legali.
Oggi in Italia ci sono 380.000 macchine tradizionali a 50.000 Vlt,eredi legali dei sistemi illeciti.Quasi l'80% dei videpoker si trova nei bar e nelle tabaccherie."Oggi si può giocare ovunque.I videopoker ci sono anche in farmacia",spiega un ex giocatore che chiariremo Roberto e che oggi è un consulente per le persone dipendenti dal gioco a Pavia."Invece quando c'erano solo i casinò,per giocare bisognava viaggiare".Roberto ha scelto uno pseudonimo per evitare imbarazzo alla famiglia.Una volta in pensione,con molto tempo libero da spendere,Roberto,ex manager di una multinazionale,racconta di essere stato rapidamente "ipnotizzato" dai videopoker in un bar del suo paese,vicino a Pavia.
Alla fine,oltre a 27.000 euro,Roberto ha perso anche la sua famiglia,prima di entrare in un programma di riabilitazione alla Casa del Giovane, un centro per le dipendenze  di Pavia gestito dallo psicologo Feder."Ti accorgi che stai perdendo solo quando non hai piu nemmeno un euro",spiega Roberto."Una cosa è autodistruggersi,un'altra è distruggere  la tua famiglia".
Secondo uno studio dell'università La Sapienza,di Roma, pubblicato nel 2012,in Italia ci sono 790.000 persone a rischio di dipendenza dal gioco.Lo studio segue due scale di valutazione riconosciute a livello internazionale che tengano conto,tra gli altri fattori ,del pericolo di indebitamento e del tempo trascorso giocando.
I rappresentanti dell'industria del gioco d'azzardo sminuiscono queste cifre, e sottolineano che gli italiani inseriti nei programmi sponsorizzati dallo stato per la gestione della dipendenza dal gioco sono meno di settemila.
"Non è un'emergenza sociale,e non c'è nessuna epidemia",assicura Massimo Passamonti,presidente di Sistema gioco Italia, un'azienda che rappresenta le compagnie italiane del settore.Secondo Passamonti,anche le cifre che riguardano i giocatori a rischio dipendenza "sono in linea con altri paesi europei".
I rappresentanti dell'industria del gioco sostengono che le vincite sono abbastanza alte e possono raggiungere il 98% del totale scommesso online.Per quanto riguarda i videopoker la percentuale,per legge,dev'essere almeno dell'85%, e questo è uno degli aspetti che rende il gioco così popolare.Le aziende del settore,comunque,concordano sul fatto che il mercato italiano è ormai maturo ed è arrivato il momento di una ristrutturazione.L'organizzazione di Passamonti ha proposto che il governo valuti e riduca il numero di strutture dedicate al gioco e il numero di videopoker,vietando che in ogni struttura ci sia piu di una macchina (fatta eccezione per le sale da gioco).
Un attacco piu deciso a un'industria che direttamente o indirettamente impiega circa 200.000 persone sarebbe controproducente,spiegano i rappresentanti delle aziende del settore."Un ritorno al proibizionismo comporterebbe una rinascita del gioco illegale", garantice Passamonti.Di sicuro non sarebbe facile convincere le migliaia di proprietari di bar e piccole attività a rinunciare ai videopoker e agli introiti derivati dalle percentuali sulle vincite.
La regione Lombardia offre sgravi fiscali come incentivo,ma molti titolari di bar temono che rimuovendo i videopoker perderebbero i loro clienti a vantaggio dei locali che conservano le macchine per il gioco.
"Un tempo la gente giocava per passione.Nessuno finiva in rovina.Ora invece è  una malattia",spiega il proprietario di un bar che ha chiesto di rimanere anonimo perchè coinvolto in una causa con l'azienda titolare dei videopoker che lui vorrebbe rimuovere."Una volta qui si veniva per un caffè,non per giocare",racconta prima di spigare il motivo per cui ha deciso di provare a sbarazzarsi dei videopoker."Ho visto persone ammalarsi.Mi sono spaventato".

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