Anglotedesco

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venerdì 7 febbraio 2014

BRUNO TINTI:"Nonostante tutto,per fortuna c'è l'euro"




Quando si parla di giustizia io ammiro Bruno Tinti, ho letto i suoi libri (uno l'ho pure comprato) e condivido, purtroppo però quello che ci azzeccano su certi temi, poi sono disastrosi nel campo economico e ringraziano l'euro perchè esiste e ci rincoglioniscono dicendo che se uscissimo,saremmo in condizioni peggiori di adesso.Peccato che i premi Nobel e importanti studi fatti dalla Bank of America,sostengono esattamente il contrario.
Quando svalutavamo la lira, non ci siamo mai trovati in queste situazione.Seguo il Tg3 della regione piu ricca d'Italia cioè la Lombardia, e tutti i giorni ci sono servizi su fabbriche che chiudono e vanno all'estero con gente che resta a casa.
I problemi,per la classe operaia sopratutto, sono iniziati con il divorzio Tesoro-Banca d'Italia e con la caduta del socialismo reale nel 1989 ma con l'euro sono iniziati altri guai,caro dottor Tinti legga questo:

da LA DITTATURA DEI BANCHIERI-Emiddio Novi (Controcorrente)

I soli immobili dello Stato valgono 420 miliardi di euro e il reddito si aggirerebbe sullo 0,1%  del loro valore.Le partecipate dello Stato e degli enti locali,dallo Poste all'Anas,dalle Ferrovie alle municipalizzate,contano ben 80.000 tra membri di consigli d'amministrazione,dirigenti e consulenti.Tutti ben retribuiti.L'Italia è stato il Paese che dopo l'Inghilterra della Thatcher ha privatizzato di piu.Ma furono ricavate dalle privatizzazioni appena cento miliardi di euro.Uno scandalo orfano di inchieste giudiziarie e di colpevoli.
Ma è possibile bloccare la speculazione sul debito pubblico con la vendita o svendita del patrimonio dello Stato e con un terrorismo fiscale che provoca soltanto la chiusura di fabbriche e uffici e una perdita delle entrate per lo Stato? La realtà è ben altra.Le cinque maggiori banche americane detengono il 95,7% di tutti i derivati.Di quelle scommesse che rappresentano un puro azzardo finanziario.Si tratta di centinaia di migliaia di miliardi di dollari di scommesse sui derivati è coperta da soli 19 miliardi di dollari di capitale.Le scommesse sono 2295 volte maggiori del capitale che le ricopre.Fino a quando sul debito pubblico italiano o spagnolo graveranno le scommesse sul fallimento dei due paesi sarà quasi impossibile salvarsi.Bisognerebbe,semmai,a livello internazionale,prendere misure draconiane per colpire al cuore biscazzieri della grande finanza.Sarebbe possibile spurgare la fogna della speculazione.E non si comprende perchè ci condannano alla fame nei grandi paesi industriali dell'Occidente decine di milioni di uomini pur di non chiudere le bische della grande finanza.
 Ma ci sono anche degli Stati che,come la germania, riescono a guadagnare,e tanto, a spese degli altri.i titoli di Stato tedeschi a dieci anni prezzano un rendimento dell'1,34%.Berlino non ha mai pagato interessi così bassi sul debito pubblico.Nel 1995 sui suoi titoli la Germania pagava il 15,5%.Prima dell'euro.Perchè a partire da gennaio 2002 è tutta un'altra storia.La bilancia dei pagamenti correnti, che registra tutte le transazioni economiche di un paese traresidenti e non residenti,tra il 1989 e il 2000 era in rosso di 126 miliardi.Con l'euro, tra il 2001 e il 2012 è balzata a un positivo 1791 miliardi di euro.L'Italia,negli stessi periodi,fino al 2000 registrò una bilancia dei pagamenti correnti positiva per 53 miliardi.Dopo l'ingresso dell'euro ha reso forte e robusta l'economia tedesca.Ha indebolito e resa anemica l'economia italiana.La BCE e la moneta europea hanno arrecato soltanto danni all'Italia.

ARTICOLO DI BRUNO TINTI

da IL FATTO QUOTIDIANO del 7 febbraio 2014

Il primo febbraio il professor Andrea Ricci dell'Università di Urbino ha pubblicato su ilfattoquotidiano.it uno straordinario post sul suo blog a proposito del caso Electrolux.Interessantissime sono le sue tabelle ,ne emerge che il salario lordo espresso in euro di un lavoratore polacco e poco piu di un terzo di quello italiano,a fronte di una produttività media annua pari a due terzi.Ciò vuol dire che investendo in Polonia la stessa somma di euro spesa per impiegare un lavoratore in Italia,un'impresa occuperebbe 2,82 lavoratori polacchi e produrrebbe un valore superiore di ben l'86%.Dunque produrre in Italia piuttosto che in Polonia è antieconomico.
Ricci analizza poi il potere d'acquisto del salario polacco rispetto a quello italiano."Dato il minor peso della tassazione,il livello salariato netto polacco raggiunge il 44,4% di quello italiano".Percentuale che si accresce se si valutano "i salari espressi in termini di parità dei poteri d'acquisto in dollari,il livello retributivo polacco recupera terreno su quello italiano arrivando al 62,4% in termini lordi e al 78% in quelli netti".Il che significa sostanzialmente che il potere d'acquisto dell'operaio polacco non è tanto male rispetto a quello italiano e,sopratutto ,che per oltre la metà, è sostenuto dallo Stato (minore livello di tassazione) e da un'economia che garantisce prezzi ridotti,in sostanza,dice Ricci, "il minor prelievo tributario polacco è compensato da un maggior deficit pubblico ,che nel periodo 1999-2012 è stato pari in media annua al 4,6% del Pil contro il 3,2% di quello  italiano.Non dovendo sottostare alle politiche di austerità imposte dall'appartenenza all'euro,la Polonia ha potuto così scegliere una pressione fiscale interiore al costo di un maggiore indebitamento pubblico".Conclude auspicando che si recuperi la "sovranità monetaria nazionale attraverso la fuoriuscita unilaterale dell'Italia dall'euro.In tal modo si amplierebbero i margini finanziari per politiche di investimento pubblico,oggi represse dai vincoli imposti dalla Troika".E qui la mia adesione alle sue argomentazioni si è dissolta.Il 3 febbraio Mimmo Candito ha scritto su la Stampa un articolo."La maledizione del peronismo e la crisi eterna dell'Argentina".Nel solo mese di Gennaio il peso è ha ceduto quasi il 20% del suo valore".Per comprare un dollaro al 1 gennaio ci volevano 7 pesos:adesso ce ne vogliono 9.E questo succede dopo che,nel 2013 il peso ha perduto il 38% del suo potere d'acquisto.Per comprare energia e tecnologia all'estero (e in verità qualsiasi altra cosa non sia prodotta sul posto) gli argentini si devono svenare:continuano a stampare carta che perda costantemente di valore in una "crisi eterna",appunto.
Racconta Candito che:cambiavalute clandestini vendono dollari al cambio ufficioso del 14 per comprare un dollaro ci va quasi il doppio del cambio ufficiale:che dunque è finto,irreale.I prezzi dei generi di prima necessità aumentano ogni giorno e,naturalmente ,il paese diventa sempre piu povero.Succede questo quando si fanno debiti e li si pagano con altri debiti.
Ecco,se la Polonia continuerà a far gravare sul debito pubblico,dunque su tutti i cittadini,la retribuzione degli operai di Electrolux (e delle altre fabbriche) si troverà inevitabilmente nella situazione dell'Argentina il che a noi non succederà fino a quando saremo protetti dall'euro,insomma è la storia della cicala e della formica.Non è bene dimenticarsi di quello che è successo alla cicala.

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