Anglotedesco

Anglotedesco

domenica 2 febbraio 2014

Gli ebrei sono insuperabili nella tortura.Intervista ad un ragazzo palestinese (3 parte)



10 100 1000 Antonio Salas ma anche quel Paolo Barnard del PERCHE' CI ODIANO,un libro interessantissimo sull'argomento Israele -Palestina.
Ci sono tanti altri episodi che lo dimostrano ma dopo questa intervista,che pubblicherò in due parti , c'è ancora qualcuno che nega che gli israeliani nei confronti dei palestinesi utilizzano metodi nazisti? Perchè il Corriere, Repubblica o Radio Radicale non organizzano convegni con palestinesi torturati dagli ebrei?
Mi raccomando, continuate sempre con la malainformazione...Girerò questo link (tramite Twitter)hai grandi sostenitori di Israele,guardiamo se riceverò altri avvisi dalla redazione di Twitter come è successo la prima volta per Papa bergoglio.
Per rileggere le prime due parti dell'intervista:

http://anglotedesco.blogspot.it/2014/01/gli-ebrei-sono-insuperabili-nella.html

http://anglotedesco.blogspot.it/2014/01/gli-ebrei-sono-insuperabili-nella_26.html

da L'INFILTRATO-Antonio Salas (Newton Compton)

SALAS:"Vi tenevano tutto il tempo sotto controllo,con telecamere montate su palloni che facevano volare sopra la chiesa,i cecchini ecc..."

IBRAHIM:"Si,telecamere attaccate a palloni che manovravano da sotto con grossi cavi e torri altissime disposte intorno alla basilica".

SALAS:" Se non sbaglio,dopo tutte quelle settimane di assedio,alcuni compagni arrivarono a perdere fino a sedici chili,non è vero?

IBRAHIM:"Quello era il minimo.Io ne persi diciotto,ma era una dieta obbligata..."

SALAS:"Se non sbaglio,gli israeliani fecero anche molta pressione su tua madre perchè vi convincesse a consegnarvi agli israeliani..."

IBRAHIM:"L'arrestarono sei volte per spingermi alla resa,a uscire dalla basilica.Una tattica sporchissima,ma per loro è ordinaria amministrazione".

SALAS:"E come fin' l'assedio?"

IBRAHIM:" Le trattative cominciarono la prima o la seconda settimana,ma si trascinarono fino alla fine.Noi chiedevamo che lasciassero entrare cibo e medicine ,ma gli israeliani non volevano perchè sapevano che potevamo resistere anche tutta la vita li dentro.Allora,tanto per metterci ancora piu pressione,ritardavano fino all'ultimo fino all'ultimo l'uscita dei feriti.Cioè,ogni volta che un soldato colpiva uno dei nostri, i sacerdoti avvertivano che dentro c'era un ferito ,ma loro tiravano per le lunghe,anche due o tre ore,che è molto per un ferito.A qualcuno andò bene e riuscì a uscire in tempo e a farsi curare".

SALAS:" E alla fine delle trattative,vi dicono che per evitare altra sofferenza a tutta quella gente alcuni di voi dovevano accettare l'espulsione dalla vostra terra".

IBRAHIM:"Una condizione crudele,ma gli israeliani non volevano altre soluzioni:consegnarsi o morire dentro la basilica.Ci andò male in ogni caso,ma tutte le altre opzioni erano da scartare e così accettammo la meno dolorosa:l'esilio.Solo per non dare soddisfazione agli israeliani,che volevano vederci morti oppure in carcere".

SALAS:"Alla fine,siete stati esiliati in tredici"

IBRAHIM:"Tredici in Europa e ventisei nella Striscia di Gaza.All'inizio lo pretendevano solo da me e da altri compagni.Cioè,punivano tutte quelle persone, quasi trecento insieme ai religiosi,solo per noi tre.Ne parlammo e decidemmo di accettare l'esilio purchè facessero uscire tutti gli altri e lasciassero tranquilla la città.Invece, quando accettiamo,gli israeliani dicono che ci sono anche altri terroristi con noi e che vogliono esiliarne sei.Accettiamo i sei,ma loro dicono tredici,e quando diciamo che va bene, loro ne chiedono trentanove.Non so perchè quel numero,forse per ciascuno dei giorni passati nella basilica,comunque alla fine ci mandarono in tredici in Europa e il resto nella Striscia di Gaza".

SALAS:mentre chiaccheravamo,Ibrahim mi mostrò alcuni video dei quali era assai orgoglioso.Erano vari servizi girati da al-Jazira e altri network prima e dopo l'assedio.Erano vari servizi girati da al-Jazira e altri network prima e dopo l'assedio.Riconobbi Abayat,al comando della resistenza palestinese,armato di fucile d'assalto.In un video,poi, il mio amico veniva intervistato addirittura dal collega,Jon Sistiaga,inviato a Betlemme da Telecinco per le notizie sull'assedio della basilica.Allora,Ibrahim non parlava nemmeno una parola di spagnolo.Certo, non poteva immaginare che il suo destino fosse legato al paese d'origine di quel giornalista che lo intervistava nella sua amata Betlemme.

Nessun commento:

Posta un commento