Anglotedesco

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mercoledì 19 febbraio 2014

L'organizzazione sociale dello spreco.Americani maestri e tanti li prendono come esempio...




Come sempre quando penso agli Usa,torno indietro agli anni 80' e a quello che si diceva in Italia della piu grande potenza del mondo.Decine e decine di film di Vanzina dove si copiava,senza successo, i film come I GUERRIERI DELLA NOTTE ,FUGA DA NEW YORK, come se si sperava che un giorno anche nel nostro paese si sarebbe trovato,non solo nelle grandi città,ma anche nelle piccole (rendendole sporche,con rifiuti dappertutto perchè nei loro paesi sono abituati così) , con così tanta delinquenza, con baby gang a far da padroni.
Ti hanno sempre fatto credere che l'America sono i ricchi, chi gira con grandi macchine, chi va al casinò accompagnato da belle ragazze,con il sigaro in bocca e adesso, in Europa grazie all'UE (o stati uniti d'Europa) criminale serva di Washington, insistono che gli Usa sono da prendere come esempio perchè sono i piu ricchi del mondo.
Bene, prima del crollo del muro di Berlino e dell'invenzione dell'euro, c'era sempre qualcuno piu ricco dell'altro ma adesso c'è la società spezzata in due:la serie A e la C2. Chi sta in A può avere tutto,chi sta in C2 nulla, deve scegliere se mangiare o farsi curare, la vacanza non se la può piu permettere come trent'anni fa.Negli Usa questo c'è sempre stato.
E poi ovviamente in tutti i paesi europei,come negli Usa, serve l'immigrazione per aumentare la delinquenza e tener bassi i salari dei ceti medio-bassi.Le sinistre europee che sono gli unici partiti ben visti dalla dittatura europea,sono formati da ex membri di Nato, FMI (vero Stefano Fassina?),Banca Mondiale,Onu che sono responsabili di saccheggi,danneggiamnti dell'ambiente e che costringono milioni di persone che vivono in paesi ricchissimi di risorse,a fuggire ed entrare in Europa (come succede negli Usa con i centro-sud americani).
Posso capire le grandi città come Torino,Milano,Roma dove ci sono sempre stati quartieri pericolosi,ma in cittadine come Bologna o altre dell'Emilia dove io vivo ,no, ci giro spesso quando ci sono manifestazioni e per fortuna che c'è sempre la presenza delle forze dell'ordine perchè senza si rischierebbe di far la fine di uno che gira nel Bronx.
Il libro di Piero Bevilacqua spiega benissimo  l'organizzazione sociale dello spreco,di quella società vergognosa che è quella americana.

da IL GRANDE SACCHEGGIO-Piero Bevilacqua (Laterza)

Da almeno 10 anni una vasta platea di economisti che ha voce e influenza pubblica non ha cessato,per un solo momento,di ricordarci che i "consumi americani tirano la crescita".Sono gli americani,ci ricordavano,che alimentano lo sviluppo con il loro formidabile ritmo di consumo.Nessuno di costoro lasciava cadere,sul proporio entusiastico compiacimento,qualche ombra di perplessità.Nulla di piu naturale che una crescita economica internazionale,la continuazione del processo di accumulazione capitalistica mondiale,affidata al traino dello spreco organizzato su larga scala in un solo paese.Nessun problema se quel paese "comprava cose che non si poteva permettere e di cui non aveva bisogno con i soldi che non aveva".Purchè si cresca,purchè si vada avanti,o si  "corra",come spesso si dice,non ha importanza sapere con quali mezzi ci si muova,nè tanto meno dove si sta andando.Eppure,oggi, tra tali commentatori non si trova quasi nessuno che voglia ricordarsi del nesso tra perseguimento della "crescita infinita",sviluppo illimitato e iperconsumo americano.E tra questi e la crisi economica e finanziaria presente.Il tracollo del sistema bancario e le distruzioni in corso nell'economia reale vengono spiegati con poche categorie disciplinari (basso tasso di sconto del dollaro,debito estero ,ecc) e con la violazione delle regole,mancanza di controlli istituzionali,con l'imbroglio finanziario.
Cominciamo,dunque, col rammentare-informazione di cui in genere gli economisti dello sviluppo non sanno che farsi,che gli americani,e i Canadesi ,con il 5% della popolazione mondiale,grazie a quel consumo che tirava divoravano e divorano oltre il 31% delle risorse mondiali.E' una vecchia storia imperiale che si ripete in altro modo.Al culmine della sua espansione territoriale,negli anni Trenta del Novecento,la Gran Bretagna controllava,a vario titolo,un numero cos' grande di colonie da coprire 1/4 delle terre emerse del globo,popolate da 500 milioni di abitanti,pari a 125 volte la propria superficie.Un territorio di riserva indispensabile a sostegno della macchina produttiva e degli elevati standart di consumo dei cittadini britannici.Quesi sempre la prosperità dell'Occidente si è fondata su risorse che altri popoli non hanno potuto utilizzare.Anche oggi lo "stile di vita americano" si regge su un immenso territorio di riserva,sullo sfruttamento di risorse altrui,utilizzati grazie alla vasta influenza economica,politica e militare degli Usa,e pagati con il dollari,moneta di riserva e mezzo universale di pagamento.
Quel territorio oggi consiste anche nei salari da fame degli operai cinesi e del resto dei paesi del Sud del mondo,nei bassi costi delle loro materie prime, che hanno consentito ai consumatori degli Usa di divorare interi continenti di merci senza generare inflazione,rendendo possibile alle imprese americane di tenere bassi i propri salari,di realizzare profitti che si riversavano nel ribollente calderone della speculazione finanziaria.
Una recente ricerca della Fao ci informa che tra il 1960 e il 1997 circa 200 milioni di ettari di foresta tropicale sono stati abbattuti per trasformarli in ranch  per gli allevamenti o in colture da foraggio.Per sostenere il crescente consumo di carne dei cittadini americani ed europei si fanno fuori gli ultimi polmoni della Terra.E naturalmente si intensifica la produzione di gas serra.Nel 2006 persino la Banca Mondiale ,che in passato ha fatto la sua parte nel promuovere economie distruttive delle risorse naturali del pianeta,ha stimato che le defosterazione potrebbe essere responsabile del 20% dell'emissione dei gas serra negli ultimi decenni.Mentre l'Intergovernamental Panel on Climate Change sostiene che il cambiamento d'uso delle terre potrebbe aver contribuito per un buon terzo al riscaldamento globale nel corso degli anni Novanta.E qui si tace,per brevità,sui gas serra che a loro volta producono gli stessi allevamenti.
Ora trascuriamo,per brevità,ciò che è avvenuto a gran parte delle famiglie di ceto medio-basso ,che ci sono indebitate in dimensioni sconosciute al passato.Tra il 1990 e il 1996 l'interesse preteso dalle banche sulle carte di credito dei loro  clienti ha toccato il 20%.Sicchè non ci si può stupire se, nei primi anni del nuovo millennio ,il tasso delle famiglie in bancarotta era superiore a quello che si verificò nel corso della Grande Depressione.Ma accennare alle difficoltà finanziarie è utile in questo caso per comprendere,ad esempio,come e perchè gli Americani abbiano accettato il consumo su larga scala di cibi scadenti,prodotti a basso costo dall'industria alimentare,danneggiando la propria salute.Tra il 1991 e il 2001,in soli 10 anni,l'obesità in Usa è aumentata del 71% ,vale a dire si è quasi raddoppiata in un decennio:tratto accelerato di una tendenza sempre piu dispiegata a livello mondiale.
Naturalmente, quel che gli americani risparmiano sul prezzo del cibo lo pagano piu tardi in termini di spese sanitarie,oltre che nella moneta invisibile della sofferenza e delle malattie. Una funesta "partita di giro" che interessa poco agli apologeti della crescita.Tali "effetti collaterali" non turbano certo il buon andamento dell'economia.Tanto le società di assicurazioni mediche che l'industria farmaceutica faranno buoni affari,accrescendo,certo, i costi del sistema sanitario americano,il piu caro del mondo- ma almeno facendo innalzare l'indice del pil per la gratificazione di tutti i viventi.A questo proposito non va assolutamente dimenticato quale reale bilancio nasconde l'agricoltura industriale del nostro tempo.Il (relativamente) basso prezzo dei prodotti alimentari,è il risultato di un trasferimento occulto dei costi.
Ma che cosa consumano i cittadini degli Usa,oltre al cibo? Naturalmente di tutto.Secondo i calcoli della Schor un adulto medio acquista ogni anno almeno 48 nuovi capi d'abbigliamento.Quasi in ogni cosa c'è un televisore a persona.Come è facilmente intuibile si tratta della piu elevata media pro-capite mondiale di televisori posseduti.E naturalmente cresce di ogni anno,ma ce ne occuperemo in seguito-la montagna di beni tecnologici,dal forno a microonde all'ultimo palmare,che viene quotidianamente acquistata.Negli ultimi decenni le case di tanta parte del ceto medio abbiente si sono andate accrescendo in volume,si sono fornite anche di garage supplementare per potervi ammassare lo stuff,la roba acquistata,parcheggiata in casa per un pò e non battuta,che sarà eliminata solo piu tardi.Quando l'invincibile polvere di mesi e anni nel frattempo depositatesi sulle cose persuaderà l'immemore acquirente che esse non saranno mai piu riutilizzate.
 

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