Anglotedesco

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venerdì 21 febbraio 2014

PETER HARTZ:"Il mio piano per l'Europa".Operai italiani lo sapete chi è?




Dopo il Corriere della Sera toccherà anche alla La Repubblica dedicare un articolo a quel delinquente di Peter Hartz,d'altronde sono due quotidiani  tifossimi della globalizzazione neoliberista.
Adesso uno (il 90% degli italiani) vede che è tedesco,che la Germania è il paese leader (anche a barare con i bilanci) in Europa ,lo prenderà sul serio e ci sarà da copiare.Mi fa male tutti giorni sentir parlare operai disoccupati di riforme che non facciamo mentre i tedeschi le fanno giuste.Bravi...somari.
In questo paese vedo un gran menefreghismo nei confronti degli argomenti che si dovrebbero insegnare anche a scuola cioè l'economia.Non c'è la benchè minima volontà di cambiare le cose, quello che sanno fare di fronte i problemi il 90% degli italiani è urlare,fare patetiche manifestazioni di piazza e far la file a farsi riprendere dalle tv mentre chiedono l'elemosima.La percentuale così alta di gente che vota il Movimento 5 Stelle ne è la prova.
In Italia non abbiamo ancora una vera e propria legge Hartz, ma se guardiamo come lavorano i ceti medio-bassi,ci rendiamo conto che anche qui esistono milioni di mini job come in Germania.
Per sapere cos'è veramente la legge Hartz, cliccate qui:

http://anglotedesco.myblog.it/2013/05/09/per-chi-vuol-sapere-cos-e-veramente-la-legge-hartz/


da IL CORRIERE DELLA SERA del 21 febbraio 2014-Articolo di Paolo Lepri

Ha riformato il mercato del lavoro tedesco,ora vuole sconfiggere la disoccupazione giovanile in Europa.Peter Hartz ritiene di poter dare il suo contributo per la soluzione dei problemi che conosce bene,come dimostrò quando fu chiamato da Gerhard Schroder  a rinnovare il welfare in Germania.In quegli anni furono realizzati una serie di provvedimenti che portano ancora il suo nome.Oggi,l'ex dirigente della Wolkswagen pensa che "si debba e si possa" affrontare con successo la grande emergenza che colpisce i paesi europei,dove 5,7 milioni di giovani sono senza la prospettiva di un impiego.Ci crede,e si comporta di conseguenza,come dimostra il fatto che è diventato l'ispiratore di un'iniziativa che si concretizzerà tra qualche mese a Saarbrucken:un congresso internazionale da cui partirà quello che è stato chiamato il progetto degli "europatriates".
Lontano dalla politica,è molto prudente sulle questioni legate al programma della grande coalizione guidata da Angela Merkel.Se lo si interroga per esempio sulle critiche fatte dallo stesso Schroder al costoso piano di riforma delle pensioni o sulle idee di chi pensa che il nuovo esecutivo stia tradendo gli obiettivi dell'agenda 2010 voluta dall'allora cancelliere socialdemocratico,la risposta è rapida ma significativa."Preferirei non dire niente,sottolinea, perchè dovrei criticare il governo.Sul colloquio che ha avuto a dicembre con il presidente francese Francois Hollande preferisce mantenere il riserbo."C'è stato-osserva-troppo interesse dei media in Francia".

QUAL'E' LA SUA STRATEGIA PER RIDARE SPERANZA AI GIOVANI?

La disoccupazione può essere ridotta ricollocando temporaneamente i giovani senza lavoro in un altro Paese europeo che li ospiti per l'addestramento e l'impiego.Il nostro progetto è diviso in seri punti,tra i quali la realizzazione di un piano di sviluppo personale,la ricerca di strumenti innovativi per finanziare l'apprendistato, l'individuazione di impieghi a tempo parziale che non pesino sulla previdenza sociale.Il problema della disoccupazione può essere combattuto con misure operative".

NEL CAMPO DEL MERCATO DEL LAVORO LA GERMANIA HA COMUNQUE MOLTO DA INSEGNARE.COME GIUDICA LA TESI CHE IL VERO "SEGRETO" DEL SUCCESSO TEDESCO NON SIANO LE RIFORME DEL WELFARE REALIZZATE NEL DECENNIO SCORSO MA LA COGESTIONE TRA AZIENDE E SINDACATI?

Il risultato delle riforme in Germania è stato prodotto da uno sforzo comune.Effettivamente la collaborazione tra le parti coinvolte nella cogestione -i sindacati e i datori di lavoro è stata molto importante.Ma bisogna aggiungere che i fattori per il successo devono essere tre.In primo luogo la cogestione ,poi le riforme e infine è necessario che la congiuntura si metta in moto,come è accaduto tra il 2005 e il 2006 dopo quelle riforme.Naturalmente si deve anche dire che i sindacati sono stati molto moderati nelle loro richieste salariali affinchè si potesse migliorare la competitività.

L'EUROPA CONTINUA AD AVERE BISOGNO DI SEGUIRE LA STRADA DELL'AUSTERITA'O DEVE PUNTARE MAGGIORMENTE SU POLITICHE IN GRADO DI PROMUOVERE LA CRESCITA?

Bisogna fare tutte e due le cose.Si deve,dove è necessario,risparmiare e mettere atto impulsi per la crescita,i quali possono influenzare positivamente la congiuntura.Non c'è una alternativa tra le due cose.Ma ogni Paese deve fare i suoi compiti a casa in politica economica.

COME VALUTA L'INTRODUZIONE LA GERMANIA DEL SALARIO MINIMO GENERALIZZATO? CREDE ANCHE LEI CHE I LIVELLI DI OCCUPAZIONE VERRANNO COMPROMESSI?

Un salario minimo arriva in ritardo,perchè ognuno dovrebbe avere una retribuzione dignitosa.La questione riguarda il modo di organizzarlo,se non sia cioè piu efficace collegarlo al successo dell'azienda.Ma questo riguarda le regole di applicazione.In linea di principio il salario minimo è una buona cosa".

VENENDO ALL'ITALIA,PENSA CHE CI SIA LA POSSIBILITA' DI RIGUADAGNARE IL TERRENOPERDUTO E DI RICONQUISTARE FIDUCIA?

L'Italia ha una grossa cultura ed è un forte partner europeo.Sono convinto che può risolvere da sola i propri problemi.Non c'è bisogno di insegnamenti o di lezioni da parte della Germania.Gli italiani sanno grazie alla loro cultura e alla loro storia come affrontare la situazione.Potrebbe essere possibile che l'Italia tragga le conseguenze degli errori che abbiamo fatto nel nostro processo di riforme e dalle nostre esperienze,in modo da non ripeterli".

1 commento:

  1. Ecco perchè all'UE servono urgentemente titti questi schiavi ukraini che stanno persino finanziando a 1600 griven(moneta ukraina) al giorno i manifetanti in piazze,e per le manifestazioni violente addirittura 3000 griven,Non so il potere d'acquisto di questa moneta ma se la gente in piazza c'è vuol dire che è sufficiente per campare.
    Tutta questa spesa si riverserà su di noi che ci siamo già dentro quest'inferno,e addirittura "sosteniamo2 questa gente che verrà a portarci via quel poco lavoro che ce nìè ancora rimasto.Ma siamo matti?

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