Anglotedesco

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domenica 16 febbraio 2014

Quei trafficanti di essere umani,difesi dalle ipocrite sinistre europee...



Ci tengo a pubblicare una lettera trovata sul Il Fatto Quotidiano cartaceo il 14 febbraio 2014,l'ha scritta Pasquale Aiello e sono totalmente d'accordo con lui:

"E' dagli anni 80' che il fenomeno dell'immigrazione si è andato sempre piu espandendo in Italia e via via ormai in tutta Europa.
Eppure nessuno ha mai messo in atto una strategia politico-economica per impedire tutto ciò che adesso è sotto gli occhi di tutti,e aiutre questi popoli nei loro paesi.Se è così,una domanda nasce spontanea:a chi fa comodo tutto ciò?
Il FMI per esempio, nato con lo scopo ufficiale di favorire lo sviluppo dei paesi poveri,si è rivelato nel corso degli anni,invece,per quello che realmente è:lo strumento piu efficace nelle mani di un gruppo aristocratico che tiene soggiogati tutti quei paesi strangolati dal debito pubblico,fornendo ai governanti istruzioni e direttive per l'adozione di politiche di austerità,basata su privatizzazioni,alienazione di beni e tagli,quest'ultimi ovviamente e com'è consuetudine,ricadono sistematicamente su sanità,istruzione,terziario ,ecc.L'immigrazione dai paesi poveri,sopratutto africani,è la conseguenza di politiche economiche e finanziarie arroganti e prepotenti da parte degli organi sopranazionali e di politiche colonialistiche,condotte anche a suon di guerre che hanno privato le popolazioni delle risorse primarie:petrolio,oro,diamanti,lasciando i loro paesi devastati e impotenti".

Non ho nulla da aggiungere, altre cose le dirò quando pubblicherò ancora dei pezzi di questo interessantissimo libro.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

UNA VALIGETTA PIENA DI SOLDI

Istanbul,quartiere di Beyazit.Un uomo turco di etnia curda,sulla cinquantina,esce con una valigetta di pelle da un albergo malconcio.E' una caldissima giornata di fine giugno di pochi anni fa.Cammina sicuro.Sa bene dove andare.Beyazit ha il suo cuore pulsante sull'omonima piazza,un tempo centro principale della città,poco distante dal Topkap1,il palazzo del sultano durante l'impero bizantino:una delle meraviglie della capitale turca da cui si domina il Corno d'Oro e il Mar di Marmara.L'uomo dal passo sicuro si specchia in una moltitudine di facce.Europei e mediorientali,difficile distinguere le origini tra quelle pelli olivastre e le anime meticce.Si ferma e contemplare per un attimo la grande moschea sulla piazza,poi se la lascia alle spalle.Varca la soglia di una delle entrate del Gran Bazar,che lo inghiotte.Si immerge nei colori,negli odori e nei suoni del grande mercato.Conosce bene il bazar,attraversa vicoli e vicoletti coperti, una svolta a destra,poi a sinistra,poi dritto,e infine ancora a destra.Passa davanti a una miriade di negozi,apparentemente tutti uguali fra loro.
Giunge nella parte del mercato in cui ci sono le gioiellerie.Nelle vetrine,grandi anelli con smeraldi e rubini,collane con enormi diamanti.Tanto oro che luccica,bianco e giallo,che acceca.Preziosi di tutte le forme.L'uomo si ferma davanti a una vetrina,non sembra molto diversa dalle altre se non per il fatto che vi sono esposti numerosi antichi monili ottomani.Entra.Scambia qualche parola di cortesia con il gioiellere che lo stava attendendo,poi gli consegna la valigetta che ha con sè.
Nella ventiquattrore ci sono 148.000 dollari.Il gioiellere va sul retro del negozio e nasconde i soldi nella cassaforte.Poi prende un blocchetto composto da biglietti divisi in due parti:una matrice ,che rimane a lui,e un altro foglietto che,invece,stacca.Con una calligrafia stentata scrive su entrambe le parti:"140.000" e un nome,"Muhtesem Turk".Stacca il foglietto.Lo dà all'uomo.Quei 148.000 dollari sono stati consegnati al turco che è entrato in gioielleria da 37 stranieri alloggiati nel fatiscente albergo da cui lo stesso è uscito.Ma non sono per lui.A lui ogni straniero ha già pagato 2000 dollari,74.000 in totale.Che sono la sua parte.Perchè lui si è occupato di portarli lì dalla Siria,dall'Afghanistan e dal Pakistan e di alloggiarli a Instanbul in attesa di un successivo spostamento verso l'Italia.I soldi nella valigetta sono gli ulteriori 4000 dollari che ciascuno di quei 37 dovrà dare al capo dell'organizzazione,Muhtesem Turk,il "grande turco" o anche "l'incredibile turco",nel caso riesca a far arrivare quei miseri a destinazione.Muhtsem Turk,il "grande turco" o anche "l'incredibile turco",nel caso riesca a far arrivare quei miseri a destinazione.Muhtesem Turk è un soprannome.Tutti i suoi clienti,i suoi fornitori e dipendenti lo conoscono così.In Turchia dicono che il soprannome gli sia stato affibbiato dalla polizia italiana per l'estrema difficoltà nell'acciuffarlo e per la quantità di clandestini che ha trafficato negli anni.Il suo vero nome è Muammer Kucuk.Per uno strano caso del destino,Kucuk in turco significa "piccolo".
Ma Kukuc non è piccolo.E' grande,se non di più, almeno quanto Josip Loncaric.Kucuk fa parte delle nuove generazioni di trafficanti.Le nuove leve venute dopo il croato.Quelle per cui proprio Loncaric è stato un maestro,un modello.Kucuk ha messo a frutto gli insegnamenti,facendoli rendere: negli ultimi dieci nni è stato il dominatore indiscusso dei traffici nel Mediterraneo con epicentro la Turchia.
Il viaggio dei 37 stranieri è già tutto predisposto e avverrà via mare.L'incredibile ha già pronta una barca a vela.Partiranno il giorno dopo.Verranno spostati con piccoli pullman a Sigacik.Li la costa degrada sul mare e i boschi arrivano quasi fino in acqua.Si nasconderanno tra i cespugli e aspetteranno la notte.Saranno caricati su un peschereccio di una ventina di metri e,al largo della costa di Cesme,incontreranno la barca a vela.Un due alberi di nove metri,che ufficialmente può trasportare nove persone.E' già stata acquistata e pagata 50.000 dollari.Un'eccezione per questo business:spesso,come abbiamo visto,i natanti vengono affittati "a scoppio" da skipper ucraini o russi,meno sospettabili.A bordo dell'imbarcazione al largo ci sono i due capitani.Saranno loro a portare in Italia il carico umano.
Agli skipper sono stati promessi circa 20.000 dollari.Tolta qualche altra spesa,a Kucuk resteranno circa 60.000 dollari,puliti.In nero,esentasse.Non male,se si considera che di quei viaggi,da aprile a settembre,ne organizza una quantità sterminata.Spesso con barche rubate e piu grandi,quindi con piu clienti.Insomma,un giro d'affari che arriva a centinaia di migliaia di dollari ogni anno.
Una settimana dopo,il carico è arrivato a destinazione.Il "grande turco" è nel bazar,entra anche lui nella gioielleria.
"As-salam alaykum"
"Wa alaykum as-salam".
"Ecco il mio biglietto.Sono venuto a ritirare.Ho bisogno di liquidi"
"Si,i clienti hanno chiamato e mi hanno detto che sono arrivati.Aspettami.Torno subito" dice il gioielliere guardando il pezzo di carta.Si assenta un attimo,va sul retro e ritorna con i 140.000 dollari.Li incarta e li dà a Muammer Kukuk,che accenna un mezzo sorriso.Ne mancano 8000 all'appello.Certo,anche il gioiellere ci deve guadagnare qualcosa.Il suo è un servizio fondamentale nel "sistema" di Muammer Kucuk.

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