Anglotedesco

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lunedì 17 febbraio 2014

Svalutare la moneta è una soluzione? L'esempio del 1992 (da FALCE E MARTELLO)




Falce e Martello è una rivista comunista dunque di parte ma da operaio molte cose scritte da Luca Lombardi in questo pezzo di articolo che pubblico,le condivido.
I problemi per la classe operaia (di Anglotedesco) è cominciata prima con il divorzio Banca d'Italia-Tesoro ,con la caduta del socialismo reale (1989 ) dove la dittatura neoliberista non ha piu trovato ostacoli.Si, nel 1992 i salari calarono ma con l'ingresso nell'euro cominciò un vero e proprio massacro e i comunisti dovrebbero farlo notare piu spesso ai loro operai.Ho visto la loro nuova invenzione della "Lista Tsipras".Cambiamo l'Europa ma teniamo l'arma che piu sta distruggendo il vecchio continente cioè l'euro.Qui ho proprio l'impressione che per loro, distruggere questa moneta criminale venga considerata un azione di destra e allora preferiscono starci dentro. Una coglionata.
Come ho scritto qualche mese fa, sarebbe giusto avere una moneta nostra, ma colui che troverebbe questo coraggio con ottime probabilità gliela farebbero pagare tirandogli fuori qualche scandalo sessuale , di corruzione oppure lo ucciderebbero come Kennedy.
Lo spiega bene in questo video Claudio Borghi, la svalutazione porterebbe a venire ad acquistare in Italia che non è la Romania ma un paese che produce grandi automobili, abbigliamento, cibo,arte e turismo , e aumenterebbero in maniera incredibile i posti di lavoro ,gli stipendi, perchè la bilancia commerciale sarebbe in positivo e i soldi per i dipendenti si troverebbero.Certo poi c'è da migliorare anche la Giustizia perchè gli operai vanno tutelati,ma questo è un altro discorso.

da FALCE E MARTELLO-articolo di Luca Lombardi

Di fronte al declino inarrestabile dell'economia italiana e delle condizioni di vita dei lavoratori,il progetto dell'Europa unita,da Maastricht all'euro,appare sempre piu un incubo.Attacchi all'euro arrivano da sinistra e da destra.Come prima l'Europa veniva presentata come una patacca ,ora è la fonte di ogni problema e l'uscita dall'euro,si afferma, basterebbe a salvare l'Italia dalla catastrofe.In realtà,il declino del capitalismo italiano è iniziato prima dell'euro e proseguirebbe fuori dall'euro.Senza un programma di trasformazione complessiva della società,uscire dall'euro non risolverebbe nulla.
Nel 1992 la "prima repubblica" vive i suoi ultimi giorni.Si era in piena Tangentopoli,i governi tecnici e semi-tecnici di Amato e Ciampi,rappresentanti della parte della borghesia italiana favorevole all'integrazione europea,miravano ad attaccarsi al carro tedesco per superare la tradizionale arrettratezza del capitalismo italiano.Cominciò Amato nel 1992,con l'abolizione della scala mobile,il varo della "concertazione" tra padroni,governo e sindacati,la prima importante controriforma delle pensioni.L'inizio delle privatizzazioni e,infine,la finanziaria da 92.000 miliardi di lire (la piu pesante nella storia della repubblica) ,di cui 43.000 di tagli alle spese statali.Le conseguenze furono durissime per i lavoratori italiani;per fare un solo esempio lo scarto fra inflazione reale e "programmata" è stato di dieci punti percentuale tra  il 1994 e il 2004 secondo uno studio dell'Ires-Cigl.
Secondo le stime del rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro,a parità di potere di acquisto,gli stipendi reali sono diminuiti in Italia del 16% tra il 1988  e il 2002,anno dell'introduzione dell'euro.
A settembre del 92' cominciarono attacchi speculativi alla lira a cui la Banca d'Italia  rispose alzando i tassi,senza successo.La lira fu svalutata del 10% rispetto alle altre valute europee ma non bastò.Dopo poche settimane la lira e la sterlina dovettero uscire dallo Sme.La lira arrivò a perdere in tre anni circa il 33% contro il marco.
La svalutazione della lira fu effettuata dunque in un contesto di attacco generalizzato alla classe lavoratrice e alle loro famiglie e di tale attacco fu parte integrante. E proprio dal 1991 che si verifica l'inversione di tendenza nel rapporto tra redditi da lavoro e redditi da capitale.Se fino a quell'anno il divario diminuiva,da allora fino ad oggi è costantemente aumentato.Il boom della bilancia commerciale,conseguenza della  svalutazione,favorì in gran parte gli imprenditori di questo paese.
D'altra parte ,qualunque politica economica non può mai essere "neutra" ma è sempre portata avanti a servizio della classe che detiene il potere.
Si andò avanti così per tutto il periodo seguente:anni di lacrime e sangue che la borghesia italiana usò per intascare profitti favolosi senza però cambiare la struttura del tessuto produttivo italiano,che ha semmai accentuato le sue debolezze:imprese troppo piccole per competere a livello mondiale,dipendenza organica degli aiuti di Stato,bassi salari,evasione fiscale e contribuitiva.
I fautori della svalutazione fanno notare che con la svalutazione si ottenne una certa ripresa.E' vero  ma durò poco e si ottenne nel contesto di anni di robusta crescita economica mondiale,con un'industria italiana ben  piu forte di oggi.Con la svalutazione si tornò ai livelli di fine anni 80' ,non ci fù nessun boom duraturo.
D'altra parte,la svalutazione non comportò la catastrofe che paventa anche a sinistra chi difende l'euro.Semplicemente ,l'Italia dopo un breve sussulto,continuò nel suo declino di lungo periodo.Il motivo per cui dopo non ci fu una fiammata  inflazionistica ,la svalutazione fu scaricata sui salari.
I fautori della svalutazione fanno notare che il PIL così come la bilancia commerciale,ma la ripresa dovuta alla svalutazione è per sua natura transitoria perchè non si può svalutare all'infinito.Da parte dei padroni non ci fu alcun investimento sul terreno dell'innovazione tecnologica e dei macchinari,cos', non appena venne meno la droga della svalutazione e la lira fu nuovamente agganciata alle valute europee,la bilancia commerciale andò in rosso.
Se nel 92' la svalutazione fu una sciagura per i lavoratori,oggi le cose sarebbero anche peggiori.Il peso dell'Italia nel commercio mondiale nel frattempo si è dimezzato,i settori in cui l'industria italiana è competitiva sono meno,molti grandi aziende sono di proprietà estera e avrebbero logiche diverse dal 1992.,dove settori importanti dell'industria e le principali banche erano ancora pubbliche.Per ottenere anche pochi trimestri di crescita,la svalutazione dovrebbe essere piu forte,con effetti catastrofici sui redditi dei lavoratori.L'idea poi che i paesi dell'area euro permetterebbero all'Italia di conquistare quote di mercato senza reagire è fantascienza.

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