Anglotedesco

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martedì 25 marzo 2014

Fassina, al FMI criticava la ricette neoliberiste?




da L'UNITA' del 24/03/2014-Intervista a Stefano Fassina di Vladimiro Frulletti

"Il punto è che il decreto lavoro si muove sulla linea delle ricette neoliberiste europee che non potendo svalutare la moneta nazionale hanno visto nela dimunuzione dei diritti del lavoro e nella riduzione dei suoi costi la strada per una crescita basata sull'export.E' stata e rimane un'illusione"

ANGLOTEDESCO: giovedi prossimo alle ore 16:30 presso l'Università Sacro Cuore di Milano interverranno Claudio Borghi,Diego Fusaro,Guido Vaciago e Stefano Fassina.Purtroppo l'orario non mi permette di partecipare, chi può lo faccia e magari registri l'evento e lo metta in rete perchè si discuterà di cose molto serie. Mi auguro che Borghi e Fusaro ricordino al signor Stefano Fassina un paio di cose.Adesso critica le politiche neoliberiste ma tra il 2000 e il 2005 è stato al FMI.Allora le criticava? Cosa diceva della situazione in Argentina?

LORETTA NAPOLEONI lo spiega in un suo libro: "La crisi argentina non è legata esclusivamente alla disciplina ferrea imposta dal rapporto tra pesos e dollaro,a monte c'è un indebitamento eccessivo,fuori controllo connesso all'introduzione delle regole neoliberiste imposte dal centro finanziario dell'impero occidentale,prima fra tutte la finanziarizzazione dell'economia.Uno dei cavalli di battaglia di questa strategia sono le privatizzazioni che avvengono con la guida delle grandi banche d'affari internazionali. Sotto le pressioni del FMI,il governo argentino privatizza le pensioni.Nascono così i fondi penione gestiti ufficialmnte dagli argentini,ma di fatto dai banchieri di Wall Street che si ritrovano tra le mani un patrimonio nazionale. Come avviene con i paesi Pigs,le grandi banche d'affari e le grosse finanziarie in cambio dei loro servigi intascavano tanti compensi in commissioni.In Argentina dal 1991 al 2001 si parla di unmiliardo di dollari soltanto per la sottoscrizione del debito del governo.Per ogni emissione obbligazionaria infatti,il governo pagava profumatamente le banche che la portavano sul mercato e la piazzavano.Gli acquirenti erano i fondi pensione e i fondi comuni europei perchè i gestori di quelli americani non si fidavano e domandavano tassi e rendimenti piu alti.E infatti gli effetti della bancarotta argentina si faranno sentire piu a casa nostra che altrove.

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