Anglotedesco

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domenica 30 marzo 2014

Il trafficante che ama l'Italia, chissà perchè...

foto presa da www.repubblica.it



Certo l'Italia ,le leggi italiane.Come fa notare questo libro a pag 153, nel luglio del 2012 "The Australian" ha pubblicato un servizio in cui riporta che i servizi segreti australiani,l'Asis (Australian Secret Intelligence Service),stanno combattendo una guerra segreta contro i trafficanti di migranti.Stanno inviando piccoli team di agenti in alcune delle regioni piu remote del Pakistan per collaborare con le autorità del luogo allo smantellamento di reti di trafficanti che fanno arrivare clandestini e richiedenti asilo in Austrialia.L'Asis è un'agenzia  specializzata in attività antiterroristiche e il fatto che investa risorse nel contrastare lo smuggling è un chiaro segno di quanto sso sia considerato strategico a fini di terrorismo.
Avete capito gli australiani? E gli italiani cosa fanno?Un bel niente e per un motivo semplice:sono ipocriti e cercano di farsi soldi (parecchi) approfittando della disperazione di questa gente ,altro che paese che accoglie tutti perchè è umano.Le prove le trovate in questo articolo.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI-Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)

Per fare questo mestiere ci vogliono le palle quadrate.Il mio segreto? Sfrutto le opportunità che le leggi italiane offrono.Ma io amo l'Italia,è il mio secondo paese.Non le frei mai del male.Le occasioni me le ha date tutte l'Italia...
Era il 1983,avevo vent'anni e lavoravo sulle navi in Sudafrica.Partimmo da Città del Capo con un carico di argento grezzo,con destinazione Livorno.Qui avevo dei parenti.Quando siamo entrati nel porto e la nave ha attraccato ho deciso di non tornare piu indietro.Sono sceso e mi sono messo a cercarli.E' stata la scelta migliore che potessi fare.Per alcuni anni sono stato senza permesso di soggiorno,ero un clandestino.Facevo di tutto,dovevo pur vivere.Poi per uscire dall'ombra ho sfruttato la regolarizzazione della legge Martelli del 1990:la prima opportunità che la legislazione italiana mi ha offerto.Da allora mi sono fatto da solo.Passo dopo passo.E ora ho una mia attività.
E' un pomeriggio di fine aprile del 2012 nella campagna laziale.Uno straniero dalla pelle olivastra entra in un'azienda ortofrutticola che si estende su ettari di terreno.E' un'impresa florida,a conduzione familiare,che si serve di lavoro stagionale.Sta arrivando il periodo della raccolta.Lo straniero si avvicina al proprietario e gli stringe la mano.Il principale è un italiano sulla cinquantina,gli sorride.I due si conoscono.

"Allora ,questa volta avevamo detto sei?" dice lo straniero.

"Si,sei."

"Hai novità?"

"Non ancora,ti dico io quando è tutto a posto."

"I nomi li sai.Te li avevo scritti."

"Si,non preoccuparti,ti richiamo presto,a cose fatte" chiude l'agricoltore.

Kabir ha modi di fare morbidi,accomodanti, che mostrano una timidezza che isipra fiducia.E' stato abile a intravedere sin da subito le potenzialità di un mercato,ha capito che nella legge italiana c'è un buco.Un buco nero.E lo ha sfruttato,ci si è infilato,agile e invisibile.Ne ha fatto la sua arma,il suo strumento.
Il formidabile strumento di Kabir sono le norme italiane.Lui sa piegarle a proprio favore,le addomestica,le usa come gli conviene.


IO NON FACCIO NULLA DI MALE

Vengo da un piccolo villaggio ai confini con l'Afghanistan,dove vivono al massimo un migliaio di persone.Vicino a Peshawar,nel Nord del Pakistan.Sono sdi etnia pashtun.Parlo pashtu,quindi.E se riesci a parlare pashtu bene,puoi spacciarti come tale.Si,perchè loro possono chiedere asilo politico quando arrivano in Italia.E' quello che dico sempre ai miei.Anche se prima bisogna arrivarci in Italia...
In che modo? Ogni anno viene pubblicato il Decreto flussi e un imprenditore agricolo può fare richiesta di lavoratori stranieri stagionali entro la scadenza.La domenda è nominativa:è lo stesso agricoltore che va in questura e compila il modulo.Dice che vuole questa e quella persona,che ne ha bisogno.Scrive i nomi e paga quanto deve pagare.Mettendoci anche la marca da bollo è comunque un costo accessibile.Con la domanda si ottiene un nullaosta per lo straniero che può valere fino a nove mesi.
Le persone chiamate vanno all'ambasciata italiana a Islamabad,con il loro passaporto regolare,e ricevono il nullaosta,così possono venire senza problemi a lavorare nei campi.Quando arrivano firmano il contratto con il datore di lavoro e ricevono il permesso di soggiorno stagionale.Fino a qui è la normale procedura,nulla di strano.Con questa trafile però puoi far arrivare chi vuoi,su ordinazione.Nome e cognome.Chi non sfrutterebbe questa fortuna? Così entrano in ballo i mediatori.Troviamo gli imprenditori agricoli che vogliono arrotondare,disposti a chiamare le persone che indichiamo noi.I nomi glieli forniamo noi e le loro fanno il resto.Il modulo è su internet e lo compilano come vuole il mediatore.Dietro compenso,ovviamente.Tra i 1500 e i 3000 euro.Alcuni,ma raramente,vogliono anche 5000 euro in contanti.
Io pago gli italiani quando arriva il nullaosta, è in quel momento che puoi stare tranquillo che l'affare va in porto.Prima no.Una sola volta mi hanno chiesto di vedere se avessi 3000 euro in contanti.Come garanzia,non si fidavano.Bastava che glieli facessi vedere.Per me non era un problema,glieli ho mostrati e la cosa è andata avanti.Ma di solito si fidano,ed è raro sentirsi rispondere no.
A volte trovi anche imprenditori onesti.Qualcuno mi dice che vuole aiutare dei disperati e che lo fa gratis.Che chiederà il nullaosta senza niente in cambio.Si,capita.Molto raramente,ma capita.La maggior parte delle persone ci vuole guadagnare.
La mia attività è trovare le imprese agricole i cui proprietari,per soldi,sono disposti a bucare la normativa sui flussi.Soltano negli ultimi sei mesi,con questo metodo in una piccola provincia ho ottenuto oltre centocinquanta nullaosta.Ho coinvolto tanti italiani,i quali sembrano non temere i rischi.Quanto è fruttato questo giochetto? Piu di 600.000 euro in sei mesi.1.200.000 in un anno e una quota simile è finita nelle tasche degli imprenditori agricoli.Io sovvenziono l'economia nazionale,offro sussidi all'agricoltura.Io non faccio nulla di male,anzi faccio solo del bene,anche a voi italiani,e in piu aiuto tanti onesti pachistani che vogliono venire in Europa in cerca di fortuna.
Noi non lasciamo tracce perchè gli imprenditori pagano in contanti,non certo con un bonifico bancario.I problemi possono nascere dal fatto che lo straniero chiamato per lavorare nei campi,una volta ottenuto il nullaosta all'ambasciata,non  si presenta per concludere il contratto.Ma che colpa ne ha l'imprenditore? Dipende forse da lui? Fino a un paio di anni fa i controlli erano quasi assenti e quindi non c'erano rischi,ma adesso qualcosa è cambiato.Se la cosa capita su piu anni consecutivi,l'imprenditore potrebbe passare dei guai.La polizia si insospettisce e il business rischia di saltare.Ma basta cambiare impresa agricola frequentemente e tutto si sistema.Certo,conviene scegliere l'agricoltore con qualche accortezza,selezionare con cautela è importante.Una volta avevamo fatto una richiesta per diversi nullaosta con un imprenditore davvero piccolo,che non dichiarava quasi niente al fisco.Si e no aveva un fatturato di 6000 euro all'anno.Lo hanno chiamato e volevano sapere di piu."Con 6000 euro in un anno non sfami nemmeno le tue galline" gli hanno detto."Come fai a permettermi di dare lavoro a stranieri? Avevano ragione.E' stata una svista,l'ho capito subito e non ho piu sbagliato.Da allora ho cercato sempre quelli con il fatturato abbastanza alto,almeno sopra i 50-60.000 euro.Loro possono permettersi tanti braccianti stagionali e stiamo tutti piu tranquilli.
Paura di finire dietro le sbarre? Forse lo fareste pure voi,se sapeste di guadagnare così facile.Sono tanti soldi.C'è un pò di rischio,ma è accettabile.Intanto prendo il denaro,poi Dio provvede.Noi siamo pachistani,abbiamo visto la miseria,quella vera.Voi non la conoscete,per fortuna vostra,non ve le immaginate nemmeno.Quando noi sappiamo di poter guadagnare anche 500 euro,non diciamo di no.Tanti vorrebbero fare i mediatori ma pochi ci riescono.

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