Anglotedesco

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lunedì 31 marzo 2014

Leggete quello che dicono Romano Prodi e Ignazio Visco...


Ma va,solo adesso scoprite queste cose? E' come uno che fa costruire un locale fregandosene completamente delle norme di sicurezza e un domani succede una tragedia dove muoiono delle persone. Per evitare di essere pensantemente insultato dice:"se rispettavamo le norme di sicurezza nessuno perdeva la vita...".La stessa cosa per quelli che ci hanno fatto entrare nell'euro a tutti i costi.Dopo aver fatto il danno si giustificano in maniera patetica.
Volete cambiare l'Europa? Perchè le soluzioni giuste non le avete proposte all'inizio? Chi ha creato questa unione monetaria indecente sapeva quello che faceva e che saremmo andati incontro a questi problemi sopratutto nei paesi del sud Europa.
Romano Prodi dice buffonate e ieri sera Claudio Borghi alla Gabbia ha zittito tutti coloro che la pensano come lui.Guardate il video:



Romano Prodi A LA REPUBBLICA del 31 marzo 2014-intervista di Massimo Giannini

"Non siamo in grado di esprimere un progetto politico unitario e condiviso non "contro" la Germania,ma a favore dello sviluppo e del lavoro.Su questo non vedo proposte concrete,nè in Italia nè altrove,il modello degli Usa,che hanno iniettato nel sistema 800 miliardi di dollari in un colpo solo.Ci vorrebbe un pò di sano keynesismo"

"Non ho mai pensato mai pensato che si debbano rivedere i parametri.Li ho definiti "stupidi",nel senso che vanno sempre tarati sui cicli dell'economia è chiaro che se oggi,per rispettare  il tetto magico del 3% ci preoccupiamo solo di comprimere il deficit e non di far crescere il pil,ci suicidiamo".

"Questo è un paese senza memoria.Usciamo dall'euro,facciamo come l'Argentina:follie.Dal giorno dopo avremmo Btp svalutati del 40%,tassi di interesse al 30%,stato al collasso,banche fallite,dazi contro le nostre merci anche da parte dei paesi europei.Qualche anima bella obietta:avremmo le svalutazioni competitive! Altra follia.Una bilancia commerciale in attivo dello 0,6% del pil è la prova che ai nostri imprenditori,non certo tutti pigri e poco competitivi,quello che oggi serve non solo le svalutazioni competitive,ma un rilancio della domanda e dei consumi interni,accompagnato da una drastica semplificazione delle regole e dalla ripresa della lotta all'evasione fiscale".

"Noi dobbiamo onorare i nostri impegni,compreso il fiscal compact.Ma dobbiamo pretendere dall'Europa politiche che ci consentano di  rispettarli facendo ripartire l'economia.Non possiamo accettare che ci leghino le gambe".

da IL FOGLIO del 27 marzo 2014-Ignazio Visco

"La strada dell'integrazione europea è lunga e difficile:non è un percorso lineare,si procede spesso a piccoli passi,a volte con strappi vigorosi.L'introduzione dell'euro è stata uno di questi strappi,ci ha fatto compiere un passo decisivo,ma non ha certo portato il cammino a compimento.L'euro è una moneta senza stato,di questa mancanza risente.Le divergenze,le diffidenze a volte,che ancora caratterizzano i rapporti tra i paesi membri indeboliscono l'Unione economica e monetaria agli occhi della comunità internazionale,a quelli dei suoi stessi cittadini.Questa incompletezza,insieme con le debolezze di alcuni paesi membri, ha alimentato la crisi dei debiti sovrani dell'area dell'euro.Se le seconde hanno generato dubbi sulla sostenibilità dei debiti pubblici nazionali,la prima ha sollevato timori sull'integrità dell'unione,ha consentito che prendesse corpo il rischio di una ridenominazione in valute nazionali delle attività e passività finanziarie dell'area,ha riportato il rischio di cambio all'interno di una unione monetaria,indebolendo ulteriormente la posizione dei paesi in difficoltà.
Senza unione politica,la governance economica europea si è fondata sulle regole di bilancio e sul divieto di salvataggio tra paesi membri,ha fatto affidamento sulla spinta del mercato unico per la convergenza economica.Tuttavia in molti casi le regole di bilancio non sono state rispettate e le condizioni macroeconomiche,anche dal punto di vista strutturale,sono rimaste disomogenee.La convergenza dei tassi di interesse verso i bassi livelli dei paesi piu "virtuosi" ha permesso ad altri paesi di rinviare i necessari aggiustamenti.I mercati finanziari per anni non hanno considerato la possibilità di un aumento dei rischi sovrani.Le differenze di rendimento tra i titoli pubblici dell'area si erano sostanzialmente annullate prima della crisi.Le tensioni nell'area dell'euro sono maturate in un contesto già reso fragile dalla crisi finanziaria globale e dalla conseguente recessione 2008-09.Hanno coinvolto inizialmente la Grecia per la situazione dei suoi conti pubblici.L'Irlanda per lo scoppio della bolla immobiliare e per la conseguente crisi bancaria,il Portogallo per squilibri macroeconomici."

"L'Italia dovrà essere in grado di sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dall'Unione.In passato,ad esempio, non siamo stati capaci di trarre pieno vantaggio dai fondi strutturali europei.La realizzazione di riforme strutturali che consentano un recupero di competitività è un passaggio essenziale per il rilancio del paese.Gli interventi da attuare sono stati da tempo individuati.Il processo di coordinamento europeo potrebbe contribuire a definirne meglio i dettagli,ma la responsabilità ultima delle riforme resta nazionale.E' importante proseguire con decisione nel cammino che porta a un'Unione piu piena.L'adozione di meccanismi unici per la supervisione e la risoluzione delle crisi bancarie è un passo fondamentale.I benefici di un rafforzamento dell'integrazione europea eccedono di gran lunga i costi che deriverebbero da un suo indebolimento.Le scelte devono essere compiute con responsabilità:non si possono temere solo i rischi connessi con l'azione ,trascurando quelli che possono derivare dall'inerzia".

1 commento:

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