Anglotedesco

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lunedì 17 marzo 2014

L'euro è un fallimento,ci ha reso tutti piu poveri



Non ho mai  messo Mario Giordano nella lista dei miei giornalisti preferiti,questo libro contro l'euro però è molto utile, ce ne sono tanti altri ma l'importante è scriverne il piu possibile e informare la gente che danni ha fatto la moneta unica.
Alcuni dati nei paesi che non hanno l'euro e che l'economia in generale (i ceti medio-bassi sono piu o meno allo stesso livello) va meglio della nostra:

GRAN BRETAGNA

Pressione fisco su pil:36,3%

Tassa sui redditi:20-45%

Total tax rate:34%

SVEZIA

Pressione fisco su pil:44,6%

Tassa sui redditi:20-25%

Totale tax rate:52%

DANIMARCA

Pressione fisco su pil:49,8%

Tassa sui redditi:5,8-20,8%

Totale tax rate:27%

FONTE:Il Sole 24 ore del 17 marzo 2014

Un problema della moneta troppo forte è la speculazione.Non per come vengono trattati gli operai ma perchè hanno una propria moneta, prendiamo la Cina come esempio.
Il governante Zhou Xiaochuan sta strapazzando lo Yuan,che ha chiuso la settimana scorsa ai minimi contro il dollaro:6,1450 (-0,27).
Zhou ordina di acquistare dollari e,nello stesso momento, svaluta la moneta nazionale,1,4% in in meno in un solo mese per mettere nella maniera giusta il sistema.
Per due lunghi anni gli scommettitori hanno preso d'assalto lo yuan,si è rivalutato del 30%,dal 2005,e lo scorso anno ha attirato un mare di denaro caldo, 150 miliardi di euro.Lo yuan indebolito potrebbe far implodere una serie di prodotti derivati acquistati sopratutto da clienti cinesi in vena di ulteriori profitti speculativi sullo yuan.

NON VALE UNA LIRA -Mario Giordano (Mondadori)

In dieci anni il reddito di ogni italano è sceso del 7%.Quello degli svedesi è aumentato del 16%.
E' la moneta che ci ha dichiarato guerra,è l'euro che portiamo in tasca il nostro nemico.I dati sono clamorosamente evidenti.Prendiamo il prodotto interno lordo pro capite: nel 2002 ogni cittadino dell'eurozona aveva a disposizione 25.000 euro,oggi ne ha a disposizione 25.700.La crescita,dunque,è stata molto limitata:solo +2%.In Italia addirittura c'è stata una riduzione:siamo passati da 24.500 a 22.800,con un devastante -7%.Intanto,nello stesso periodo,cioè dal 2002 a oggi,i Paesi fuori dall'euro sono cresciuti a ben altri ritmi:in Gran Bretagna il pil pro capite è passato  da 28.400 a 30.400 euro (+ 7%),in Svezia addirittura da 30.400 a 35.300 (+16%) ,negli Stati Uniti da 33.100 a 36.400 (+10%).
Dunque,la sintesi è questa: ogni italiano oggi è piu povero del 7% rispetto al 2002,cioè dal giorno in cui è entrato nell'euro,mentre ogni inglese è piu ricco del 7% rispetto al medesimo 2002,cioè dal giorno in cui non è entrato nell'euro.E ogni svedese è piu ricco del 16%,e ogni americano è piu ricco del 10%.Se ci guardiamo dietro le spalle,il paragone è impietoso
.E se guardiamo al prossimo futuro è peggio ancora:negli ultimi mesi del 2013 gli Stati Uniti hanno ripreso a correre,mentre l'Europa rimane al palo.Sarà un caso?
Forse non è tutta colpa dell'euro,forse non è solo effetto della moneta,questo è da dimostrare,ovviamente.Ma intanto il primo dato è incontrevertibile:chi ha  l'euro in tasca,oggi, sta peggio rispetto a chi non ce l'ha.E il peggioramento,guarda cso,è partito proprio da quel fatidico 2002 quando l'euro è entrato in vigore.In particolare ,come scrive l'autorevole economista Thilo Sarrazin (ex Deutsche Bank), "l'andamento dell'Italia è stato drammatico".Nel 2001 eravamo mediamente fra i Paesi piu ricchi dell'Europa,oggi abbiamo perso tutto questo vantaggio.Ci siamo impoveriti crescendo a un ritmo che nella nostra storia non è mai stato cos' basso:fra il 1950 e il 1991,negli ultimi dieci anni dello 0,68%."Un crollo verticale" confessa il professor Giuseppe Guarino,che poi guarda con amarezza le classifiche della ricchezza mondiale:"Se una volta  ci confrontavamo con gli Stati Uniti,oggi dobbiamo sgomitare per non venire surclassati da Haiti,Costa d'Avorio Eritrea".
In effetti:non doveva favorire la crescita? Non doveva aiutarci a star meglio? Non doveva portarci in carrozza in una specie di Paese del bengodi?Macchè.Al contrario.Negli ultimi anni la crescita degli Stati con la moneta unica è stata inferiore a quella del Giappone,che pure è stato colpito da tre sciagure come il terremoto,lo tsunami e l'incidente nucleare di Kukushima.Proprio così: l'euro ha fatto piu danni,in termini economici,della triplice tragedia...
I numeri sono impietosi.Se si guarda il periodo 2001-2011,la media della crescita dei Paesi dell'eurozona è stata dell'1,1% contro l'1,8% della zona Ocse,l'1,9 degli Usa,l'1,8 di vezia e norvegia,l'1,6 della Gran Bretagna,addirittura il 2,1 del Canada e il 3,1 dell'Australia.Siamo stati,insomma, i peggiori del mondo.Anche i dati sul lavoro, per altro,non sono molto piu incoraggianti.Nel 2002 il tasso di disoccupazione nell'rea dell'euro era dell'8,3%.Nel 2012 era salito all'11,4%.Molto piu alto che nei Paesi rimasti fuori dall'euro:in Svezia il tasso di disoccupazione è fermo all'8%,in Inghilterra al 7,9,negli Usa all'8,1 e in Norvegia addirittura al 3,2%.Sarebbe stato lo stesso se fossero entrati anche loro nella moneta unica?
Il gennaio 2014 si apre con una nuova vittima designata: entra nella moneta unica il diciottesimo Paese,la Lettonia.Per i cantori in salsa di Bruxelles scatta l'ora del brindisi.Si tappano gli occhi e danno il via ai salmi: lo vedete che il progetto affascina ancora? Lo vedete quanto piace? Dimenticano,i poveretti,di dire che la mossa è tutta politica:la Lettonia vuole legarsi al carro tedesco per allontanarsi dall'odiata Mosca,in pratica è una sottomissione volontaria al dominio berlinese.E dimenticano che solo il 39% dei lettoni (dato ufficiale dell'Eurobarametro) è favorevole ad abbandonare il vecchio lats.Davvero una percentuale minima considerato che, al momento dell'adesione,in tutti gli altri Paesi l'entusiasmo era alle stelle.Si può sinceramente brindare contro la volontà del 61% dei cittadini?E che brindisi è? Alla cicuta?
Fra l'altro negli ultimi anni,con la fortuna di stare fuori dall'euro,la Lettonia ha conosciuto una crescita davvero ammirevole:il pil è aumentato del 5% nel 2012 e del 4% nel 2013,la disoccupazione è scesa dal 18,2% all'11,7%,le esportazioni sono volate (piu 2,8% nel 2013 e piu 9,4% nel 2012).Riuscirà a mantenere questi risultati nella gabbia dell'euro?

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