Anglotedesco

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domenica 9 marzo 2014

Trafficanti di uomini lungo la Manica



C'è poco da commentare.L'Europa dov'è? Trafficanti che fanno i loro sporchi interessi,che sanno che ci sono ,ma che fanno troppo poco per fermarli.Se abitassi dalle parti di Calais voterei senza nessun dubbio Front National.

da CONFESSIONI DI UN TRAFFICANTE DI UOMINI- Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (Chiarelettere)


"Quanti di noi puoi portare in Inghilterra?"

"Due,tu e il tuo amico.Basta."

"E quanto ci costa?"

"Ne abbiamo già parlato ieri.Te l'ho detto,mille a testa."

"E se siamo in tre?"

"No,non voglio casini casini,ho detto tu e il tuo amico e basta."

"A che ora?".

"Venite qui domani sera alle nove,vi trovo io".

"Stasera non si può?"

"No,non si può.Decido io quando si può".

La discussione non dura molto,i silenzi sono lunghi e li sguardi indagatori. Tom, che incontriamo nel giugno del 2012,ci permette di assistere a una trattativa con alcuni albanesi.Seduti ai tavolini all'esterno di un bar,lui sorseggia un caffè,i due albanesi bevendo birra.I ragazzi vogliono passare la frontiera la notte stessa;la diffidenza reciproca però è evidente.I due se ne vanno,bottiglia in mano,raggiungono un gruppo di connazionali sulla place d'Armes,la piazza principale di Calais e,fumando si allontanano tutti insieme.Lanciando ogni tanto un'occhiata di sbieco al tavolino. Tom bisbiglia:"Non mi fido,quelli non vogliono pagare,me lo sento...".
Tom è un quarantenne irlandese rude e dallo sguardo vigile.Sta muovendo i primi passi nel business dello smuggling a Calais, in Francia ,dopo una lunga esperienza nel traffico di droga.Lo avevamo incontrato in precedenza al Cafè de Paris,vicino al porto.Anche in quell'occasione trangugiava caffè e fumava una sigaretta dopo l'altra. Tom non tocca mai alcol,mangia sandwich preconfezionati ma dice di adorare la cucina italiana.
Conosce benissimo tutti i porti del continente da cui partono i traghetti per Dover e per le Channel Islands.Da alcuni mesi ha deciso di entrare nel settore del traffico di esseri umani.Proprio questo tratto di Europa è attualmente uno dei punti più redditizi per gli smuggler. Molti migranti,infatti,cercano tutte le notti di raggiungere le coste inglesi e tentare la fortuna,nonostante la fitta rete di controlli di frontiera.In particolare da Calais,il piccolo e grazioso porto francese,gentilmente affacciato sulla Manica,dalle lunghe spiagge e dalla deliziosa gastronomia a base di frutti di mare.Come da Patrasso, in Grecia,anche da qui ogni anno partono migliaia di migranti che si nascondono nei camion.A volte all'insaputa dei conducenti,altre volte con il loro benestare.Secondo il governo britannico,in dodici mesi tra il 2012 e il 2013,sono stati bloccati undicimila accessi illegali.Secondo fonti giornalistiche inglesi,nel 2012 la polizia di frontiera di Sua Maestà ha intercettato ottomila migranti irregolari nascosti in camion.Sempre le stesse fonti stimano che le gang di trafficanti riescono a fare entrare almeno 30 migranti ogni giorno dalla sola Calais.

Trasportavo marijuana dall'Olanda al Regno Unito,attraverso il Belgio e la Francia.In auto e via mare.Io la portavo solamente,la consegnavo a mio cugino,a Londra ,che è un prezzo grosso,e lui pensava al resto.Insieme gestivamo il mercato di Brixton,a sud della City.Questo mi ha permesso di capire le rotte e i metodi per occultare la merce.Poi però mi sono fatto sette anni di carcere a Calais.Ero appena arrivato in questo posto quando durante un controllo mi hanno aperto il baule della Ford...
Ho deciso di rimanere a Calais,anche se la polizia francese mi conosce.Devo stare molto attento e la maggior parte delle volte preferisco lavorare fuori dalla città.Io opero con persone scelte con attenzione.La mia è una rete piccola,dai numeri ancora non troppo alti,ma all'inizio. Se sceglierò sempre le persone giuste potrà crescere.
Con me collabora un afghano con passaporto inglese che vive a Londra e un tassista francese che fa la spola tra Calais e Dunkerque,che ogni tanto si offre per trasportare migranti.E decine di camionisti inconsapevoli,nel cui carico durante la notte infilo gruppi di tre o quattro persone.Se lo scanner termico della polizia inglese non individua il "contenuto", riesco a farli sbarcare sull'isola.

Una sera incontriamo anche il tassista,il collaboratore francese di Tom. Si presenta stringendoci la mano,ma non dice il suo nome.E' uno giovane,sui trent'anni. Viene da un paese distante un centinaio di Km da Calais.Sorseggia una Stella Artois in bottiglia,ha la faccia da bravo ragazzo.L'aria distratta e timorosa allo stesso tempo,si guarda attorno spesso.La sua auto è parcheggiata li,chiede che non si sappia nemmeno il modello o la marca.Ha paura di essere riconosciuto.
Lui e Tom ci raccontano che reclutare migranti nella zona di Calais non è difficile.Basta sedersi in un caffè sulla piazza centrale,vicino al porto,e aspettare,osservare.Presto si vedono transitare gruppetti di afgani ,albanesi,eritrei e sudanesi.Oppure attendere la distribuzione dei pasti caldi che alcune associazioni locali,come La Belle Etoile, fanno regolarmente proprio dietro le banchine.
I punti di raccolta di chi vuole andare in Inghilterra illegalmente sono più o meno sempre gli stessi anche se neglu ultimi mesi,complici i controlli della polizia francese,i migranti non dormono più dove erano soliti in passato.E si sparpagliano nei tanti paesini lungo la costa.Vengono a Calais o a Dunkerque solo quando tentano il passaggio.Una volta a Calais c'era la Jungle,un accampamento nel bosco vicino al porto dove afgani e curdi avevano costruito tende e baracche.Oppure c'era l'African House,una fabbrica dismessa vicino alla stazione dei treni.Ora non c'è più nulla.I flics,i poliziotti,hanno ripulito la città,costringendo gli irregolari a nascondersi lungo la costa.Calais è come nuova,ma solo apparentemente perchè,nonostante i fitti controlli,i migranti cercano ancora ogni giorno di partire.E hanno bisogno di gente come Tom.

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