Anglotedesco

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martedì 29 aprile 2014

Bravo prof Bagnai,voti un partito che ha firmato il Trattato di Lisbona




Come potete leggere sotto, il professor Alberto Bagnai voterà Claudio Borghi cioè Lega Nord alle prossime elezioni europee.Io sono d'accordo su quello che pensano dell'euro,che c'è bisogno di una moneta sovrana con una banca centrale pubblica che la stampi.Ma ci sono anche altri problemi.
La Lega Nord ha puntato tanto la campagna elettorale sul BASTA EURO e contro la dittatura europea,ma,bisogna ricordare che fu uno dei partiti che firmò il TRATTATO DI LISBONA.
2800 pagine difficili da leggere e da capirci qualcosa.
I parlamenti nazionali devono lavorare per fare gli interessi dell’Unione Europea che non è eletta da noi.Gli obiettivi sono semplici :privatizzazioni selvagge,precarizzazione del lavoro ,tagli alle spese sociali ,speculazioni economiche-finanziarie ,non esiste un finanziamento del capitolo sociale.In poche parole vengono cancellati i diritti dei lavoratori ottenuti dopo aver fatto grandi battaglie e Salvini ama girare per l'Italia (anche al sud) a proteggere i lavoratori italiani.

da www.la padania.net

«Alle elezioni europee voterò Claudio Borghi». Così, il 25 aprile, il professor Alberto Bagnai, economista, autore del volume “Il tramonto dell’euro” ed anch’egli convinto  divulgatore delle ragioni per l’uscita dalla moneta unica, ha scritto sul suo blog goofynomics.blogspot.it, all’inizio di un lungo post in cui dà una completa ed articolata spiegazione delle ragioni della sua scelta in favore del suo collega economista candidato come indipendente nella lista della Lega Nord.
Una dichiarazione di voto che dà  la misura di quanto si sta delineando da tempo. Cioè la ripolarizzazione della dialettica politica non più intorno alle vecchie categorie di “destra” e “sinistra”, ma, da una parte, intorno all’adesione apropristica alle oligarchie europee, e dall’altra intorno alla critica radicale nei loro confronti. Non è certo un mistero che le visioni di Bagnai provengano dalla matrice un tempo definita come “di sinistra”. E lo stesso economista precisa che darà il voto a «una persona che fino a pochi mesi sarebbe stata un mio avversario politico». Corrosivo, come sempre, lo stile: «Da 35 anni - scrive sul blog - l’Italia è governata da un partito unico, che ha cambiato nome, passando da Pudim (Partito Unico Dell’Integrazione Monetaria) a Pude (Partito Unico Dell’Euro), ma ha sostenuto, nei decenni, un unico progetto fallimentare e fascista, avendo però l’accortezza di presentarsi agli elettori con simpatiche sfaccettature cosmetiche, onde accalappiarne il maggior numero».
L’economista eretico dice chiaramente che «oggi lo scopo del gioco può essere solo quello di ripagare i fascisti che ci opprimono con la stessa moneta che hanno usato per opprimerci: la paura. E ai grigi Eichmann di Bruxelles una sola cosa fa paura, anzi, una sola persona: questa», e il link riporta alla celebre intervista in cui Marine Le Pen seppellisce la prosopopea di una incredula Lilli Gruber.
Prosegue poi affermando di auspicarsi un’affermazione della leader del Fn francese «in sede di europee, perché solo da essa può venire una spinta al cambiamento. Solo la creazione di un gruppo parlamentare favorevole all’Europa, ma contrario all’euro e a questa Unione Europea, può darci un minimo barlume di speranza di una soluzione che sia politica e non violenta».
Riferendosi quindi al suo collega con il quale - insieme anche all’altro economista no euro Antonio Rinaldi -  aveva dato luogo all’incontro di Milano lo scorso novembre moderato da Matteo Salvini, Bagnai spiega ancora: «Claudio ha trovato una sponda politica (tattica, o strategica, non mi interessa) nella Lega, e ha deciso di percorrere quella strada». «Voto Claudio - prosegue - perché so che lui, come me, non è entrato in questo gioco per acquistare la sua piccola fetta di potere, come i cialtroni che berciano contro la casta perché capiscono che è il modo migliore per entrare a farne parte». «So che ha preso la sua decisione - aggiunge - al termine di un percorso molto sofferto, nel quale per l’ennesima volta ha deciso di mettere in gioco la propria tranquillità personale in nome dell’interesse collettivo».
Bagnai è stato chiarissimo anche nell’attaccare pesantemente il movimento Cinquestelle. «“Tutti a casa!”, ragliano i grilli (miracoli della Natura!)»,  scrive ancora Borghi. «Ma tutti a casa chi? Se la prendono con la casta, con i “politici”, con le marionette dell’oligarchia, ma li avete mai sentiti articolare un discorso razionale sulle cause della crisi?»
«Povera base: tanto grande è il mio rispetto per essa quanto la pena che mi fa!», anche se «il prezzo della loro dabbenaggine lo pagheremo per lo più noi». E racconta che «intorno a me tutti hanno votato Grillo, e tutti voteranno Borghi».
Giovanni Polli

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