Anglotedesco

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lunedì 21 aprile 2014

CHRISTINE LAGARDE (25/08/13)"I banchieri centrali sono eroi nella crisi"




Il signor Giulio Tremonti dovrebbe parlare anche del Club Bilderberg essendoci stato due volte.In molte cose che racconta nel libro in quel Club si studiano per poi realizzarle.Cliccate qui e poi capirete tante cose che i vari Barbara Spinelli,Lilly Gruber ,Romasno Prodi,Gianni-Enrico Letta e lo stesso Giulio Tremonti, non ti dicono.
Se andiamo vedere il periodo che Tremonti è stato ministro,non me lo ricordo aggressivo contro quell'alta finanza padrona assoluta del mondo che sta rovinando i ceti medio-bassi europei e non ,e nei confronti dei vari Barroso,Trichet e di Ch
ristine Lagarde.Anzi, mi sembrava sempre disponibile ad accontentarli.

da VERITA' E BUGIE -Giulio Tremonti (Mondadori)

La verità è che allora non rischiava di crollare l'Italia,ma in generale rischiava di crollare l'euro,perchè le crisi cumulate e mal gestite di Grecia,Irlanda,Portogallo e Spagna non si fermavano sui confini nazionali di questi Stati ma,per effetto di contrparte,si riflettevano disastrosamente sui bilanci delle banche creditrici,principalmente delle banche tedesche e francesi.E di qui di riflesso,e su vasta scala,potenzialmente anche sulle economie della Germania, della Francia,ecc.
Non essendo certo enti "no profit" ,le banche tedesche e francesi sono state in specie corresponsabili dei superconsumi e delle "bolle" immobiliari e speculative che, nel corso dei primi anni di euforia da euro,in assenza di controlli si sono create in Grecia,Irlanda,Portogallo,Spagna ecc.Concausa dunque della crisi,ma esse stesse punto di arrivo della crisi,perchè di norma se fallisce il debitore viene colpito anche il creditore.
E' così che cominciò allora a formarsi in Europa l'idea "europea" che i profitti di conto economico accumulati negli anni passati da quelle banche dovessero essere preservati.Per contro,l'idea che le perdite così emergenti dovessero invece essere socializzate in Europa.Per tutto questo si pensò che servissero,e che servissero insieme, due cose.
La prima: creare un effetto di distrazione,un cambio di scenario,una drammatica concentrazione della crisi sull'Italia,piuttosto che sul suo vero epicentro:su Grecia,Irlanda,Portogallo e Spagna,ma anche di riflesso sulla Germania,sulla Francia,sull'euro.
La seconda cosa:mettendola in crisi, commissariandola,si voleva "convincere" anche l'Italia a pagare il conto dei disastri fatti dagli altri.Il governo italiano allora in carica si opponeva e con forza a tale pretesa,e fu questa la vera causa dell'attacco al nostro Paese.
Per cominciare,per avere un'idea dei megavalori che allora erano in gioco,a carico degli altri,non dell'Italia ,vanno considerati i numeri impressionanti riportati qui di seguito.In base ai dati del Centro studi Confindustria ("Scenari economici" n.10,dicembre 2010) ,elaborati su fonte Banca deiregolamenti internazionali e BCE,nel 2010 la quota di esposizione delle banche di Germania e Francia verso Grecia,Irlanda,Portogallo e Spagna era,per la Germania ,pari al 42% di un totale fatto da centinaia di miliardi di euro;per la Francia ,pari al 32% dello stesso.L'Italia arrivava allora appena al 5%.Era una percentuale inferiore persino a quelle di Olanda (11%) e Belgio (8%).
Nel maggio 2010, quando in Europa la crisi cominciò a manifestarsi al suo secondo stadio,come crisi "sovrana", e cioè come crisi non solo bancaria ma addirittura di alcuni importanti Stati europei, fu allora che fu messo in cantiere un primo fondo europeo (Efsma).Un fondo sperimentale che sarebbe stato alimentato da contribuzioni nazionali all'inizio calcolate ex ante e in astratto in base al parametro generale costituito dalla contribuzione di ciascun Paese al capitale Bce,questo a sua volta calcolato in base al prodotto interno lordo di ciascun Stato europo.Una percentuale che per l'Italia era ed è circa pari al 18%.
Questo primo fondo si rivelò tuttavia quasi subito insufficiente rispetto alla ulteriore,progressiva e drammatica estensione della crisi.Fu così che a partire dal 2010 e poi nel corso del 2011 ne fu messa in cantiere un'evoluzione piu ampia e strutturale.Di fatto si cominciò a costruire un secondo fondo (Esm).In questo nuovo e diverso contesto il governo italiano manifestò con crescente determinazione la sua contrarietà a finanziare oltre misura l'Esm.Contrarietà a finanziarlo ancora in base a un parametro iniziale del 18% e non piuttosto in base a un parametro nuovo,diverso e piu realisticamente allineato all'effettiva specifica esposizione a rischio propria di ciascun Paese,come giorno dopo giorno andava emergendo.Esattamente come,a parti rovesciate,se fossero state esposte per il 5% e non per il 42% o il 32% ,nel loro interesse nazionale Germania e Francia avrebbero chiesto all'Italia.In alternativa,l'Italia avrebbe anche potuto accettare il 18%,ma solo se il nuovo fondo avesse potuto costituire la piattaforma di base per l'emissione di "eurobond".
Prima o poi tutto questo avrà infatti un termine.
Per esempio,tutto questo potrebbe terminare quando nel mondo avrà davvero fine la "creazione di liquidità":un processo finanziario di tipo relativamente nuovo,tanto "creativo" quanto illusorio.Un processo sviluppato in un quadro di esuberanza irrazionale,creato al solo fine di "comprare tempo".Un processo che per gestire la crisi è stato messo in atto dalle banche centrali:prima dalla banca centrale americana e poi, per emulazione e replica,da quella europea,da quella inglese,da quella giapponese,ecc.Lo stesso,se pure in forme piu misteriose,avviene in Cina.
Un processo che è stato ed è sviluppato in forme e con tecniche nuove,e per questo appunto definite "sperimentali" e/o "non convenzionali",ma in realtà non molto diverse dalla vecchia e ugualmente illusoria stampa di cartamoneta.Tuttavia,con una specifica e fortissima differenza.Diversamente da quella vecchia,la nuova cartamoneta non ha infatti circolazione generale,non va a tutti.Va sopratutto alle banche e alla finanza,e anche alla "finanza ombra",e a tutte queste figure va come easy money,e cioè come denaro facile,come denaro che si acquisisce in forma quasi gratuita,senza dover dare garanzie e senza alcun vincolo di regole.Come fornire alcol libero e gratuito a un alcolizzato.O droga libera e gratuita a un tossicodipendente.
E' curioso,ma così è come se si stesse avverando la profezia di Marx sul comunismo che si sarebbe realizzato quando il tasso di interesse fosse stato "prossimo allo zero".Quasi per uno scherzo della storia si direbbe che oggi il comunismo si concreta proprio in questi termini,ma è un tipo di comunismo al contrario:comunismo a tesso zero,ma solo per le banche!Per gli altri,per le imprese,per gli individui,per le famiglie e le comunità, il tasso resta invece normale e perciò non comunista.
E' anche per questo che si ha qualche difficoltà a condividere l'ispirata opinione appena dalla direttrice generale del FMI ,madame Lagarde: "I banchieri centrali sono eroi nella crisi".
(CORRIERE DELLA SERA 25 agosto 2013)

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