Anglotedesco

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giovedì 17 aprile 2014

La dura vita nei grandi istituti bancari




Un pubblicato solo un pezzo dell'articolo che racconta la dura vita di chi lavora all'interno dei grossi colossi bancari, quello che devono mandar giù e come vengono trattati.Ricordiamoci sempre che sono loro che comandano e che hanno provocato la crisi nel 2008 e non Berlusconi con Ruby o la Camorra.

Joris Luyendijk-NZZ FOLIO (Svizzera)-Pubblicato su L'INTERNAZIONALE

Potrei citare molte altre prove per dimostrare la miopa strutturale del sistema.Ma anche mettendole tutte insieme,la conclusione che se ne trae resta preoccupante:è facile criticare i manager delle banche per la loro avidità ma,esaminando il contesto,appare evidente che gli incentivi sono strutturati in modo da spingere costantemente i dipendenti a pensare solo agli interessi a breve termine.
Naturalmente molti dei miei interlocutori hanno sottolineato piu volte che ci sono enormi differenze tra una banca e l'altra e che perfino i singoli settori di uno stesso istituto possono agire in modo molto concreta ed è un motivo,tanto centrale quanto ignorato,che spiega perchè gli addetti alla valutazione del rischio tendono a chiudere un occhio quando i loro colleghi corrono rischi insostenibili a spese dei clienti.
Ascoltiamo cosa ha da dire un esperto di gestione del rischio che già prima della crisi si occupava dei pacchetti di titoli derivati chiamati collateralized debt obligations,o cdo:"Dobbiamo mettere da parte l'idea della banca come azienda singola.Questo concetto implica una certa unità di scopi e attività,come se l'istituto avesse una visione comune a cui attenersi.Non esiste niente del genere.Una banca è un insieme di individui in posizioni di comando.Ognuno è il signore del proprio "mondo".Quando ne parlano,dicono il "mio mondo",anche se in certe banche la chiamano "la mia organizzazione".Non si lavora per la banca,ma per un individuo che costruisce un mondo intorno a sè.Per i manager ambiziosi,le ondate di licenziamenti hanno una duplice funzione.Innanzitutto,in questo modo possono dimostrare ai superiori di non essere dei rammolliti:guardatemi,sto facendo dei tagli anche se gli affari vanno a gonfie vele.Inoltre,possono assumere nuovi dipendenti con cui stabiliscono dei rapporti personali.Così il manager si costruisce il proprio "mondo".Per chi si trova piu in basso nella gerarchia,questo sistema rende impossibile qualunque pianificazione della propria carriera".
Così funziona il mondo dell'alta finanza a Wall street e,dopo la deregolamentazione del 1986,chiamata Big bang,anche a Londra.In questa cultura imprenditoriale le persone sono strumenti da usare proprio come le penne,i telefoni e i computer.Se ne parla con un linguaggio distaccato,con espressioni come "tagliare qualche testa","mettere radici" o semplicemente "il corpo".Le ondate di licenziamenti sono chiamate "ripulite",Un ex manager ha descritto la situazione in questi termini:"Chi ci guarda da fuori si scandalizza per i ricchi stipendi delle banche d'investimento.Ma quello che in genere non si capisce è il significato che questo compenso ha per la banca:in sostanza l'istituto si assolve così dall'obbligo di trattare i dipendenti con umanità.Ai tuoi superiori non importa che da quattro giorni dormi male o che il fine settimana è andato a rotoli.Non sei un essere umano,ma una risorsa della banca,e questo vale anche per le pertsone piu in alto di te.Non conta da quanto tempo lavori per l'azienda.Non conta quanti soldi le hai fatto guadagnare.Se il tuo capo si convince che non rendi abbastanza,la banca tisbatte fuori senza battere ciglio".E allora perchè dovremmo aspettarci che le grandi banche trattino il resto della società meglio dei loro dipendenti?

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