Anglotedesco

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martedì 15 aprile 2014

L'Eugenio Benetazzo (e David Parenzo) di qualche anno fa...



Il libro è del 2010, Eugenio Benetazzo e David Parenzo avevano una visione di politica economica ben diversa da quella di oggi...

a L'EUROPA S'E' Rotta-Eugenio Benetazzo e David Parenzo (Sperling & Kupfer)

SCUSI BENETAZZO,LEI UTILIZZA TERMINI DIFFICILI.CHE COSA SONO QUESTE MANOVRE DI "QUANTITATIVE EASING"? PERSONALMENTE NON NE HO MAI SENTITO PARLARE...GUARDI CHE NON SIAMO MICA A UN CONVEGNO DELLA BOCCONI!

Per carità! Al rogo la Bocconi e tutte le altre università di prestigio che per anni hanno osannato modelli di sviluppo economico oggi palesemente fallimentari.Parlo semplicemente di manovre di politica monetaria non convenzionali,fuori dagli schemi.Sono manovre di emergenza che vengono utilizzate per creare disponibilità instantanea di cassa,o per iniettare liquidità in un sistema o in una nazione al fine di supportare determinate scelte economiche,o per aiutare l'economia in senso lato.
Le faccio un esempio:una manovra di quantitative easing strutturata dalla Banca d'Inghilterra ha previsto che il ministero del Tesoro emettesse titoli di Stato a loro volta sottoscritti dalla stessa Banca.In questo modo il governo di Sua Maestà è riuscito a sostenere l'economia,iniettando nei bilanci delle banche denaro liquido,oppure rilevando istituti che si trovavano in situazioni particolarmente difficili.Uno  di questi è stata la famosa Royal Bank of Scotland,che fino a cinque anni fa era considerata un pilastro in tutta Europa,ma che alla fine del 2008 è stata salvata dal governo britannico.Tant'è vero che oggi possiamo quasi considerarla una banca di Stato,poichè il principale azionista è proprio il governo britannico.Lo stesso ha fatto e sta facendo la Federal Reserve americana,che stampa denaro e lo imette nel sistema per supportare l'economia statunitense.
Vede Parenzo,è proprio quello che noi europei non possiamo fare,quindi al momento l'Europa è sotto pressione.E questa fase di turbolenza finanziaria ci fa capire quanto la politica monetaria europea sia fallimentare.In Europa quindici paesi hanno adottato una divisa comune,il tanto famigerato euro, pertanto sono soggetti ai diktat dalla Banca centrale.Questo "monstrum" senza testa coordina le politiche monetarie per tutti i quindici Stati dell'Unione Europea,e impedisce di fatto a ciascuno di intervenire per risanare situazioni di bilancio particolarmente gravose.Se a questo aggiungiamo che le banche nazionali di ogni Paese hanno solo funzioni di vigilanza del sistema bancario interno,e non piu un ruolo primario di controllore della politica dell'offerta monetaria,il quadro ancora piu drammatico.
Prima dell'euro nel nostro Paese la Banca d'Italia poteva emettere moneta,e con questo risolvere problemi legati alle speculazioni o alle recessioni.Oggi non è piu cosi.La crisi della Grecia,quindi,non è altro che una crisi del sistema bancario centrale europeo:ora ci si rende conto di come ogni Paese che aderisca alla Ue,purtroppo,debba accettare sommessamente il diktat della BCE e le sue spiacevoli conseguenze.

VUOLE FARMI CREDERE CHE LA CRISI DELLA GRECIA E L'ATTACCO ALL'EURO SONO DOVUTI A UN FALLIMENTO STRUTTURALE DELLA POLITICA MONETARIA EUROPEA? IL FATTO CHE I SINGOLI PAESI NON POSSONO CONTARE SU UNA PROPRIA POLITICA MONETARIA,E QUINDI NON POSSANO SCEGLIERE INDIVIDUALMENTE UNA "EXIT STRATEGY",UNA VIA D'USCITA,HA PORTATO AL DISASTRO CHE STIAMO VEDENDO? E I DEBITI PRODOTTI DALLO STATO SOCIALE GRECO NON C'ENTRANO? FORSE VUOLE NEGARE CHE IL PROBLEMA DELLA GRECIA E' ANCHE UN BILANCIO STATALE CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI,CON GENTE CHE ANDAVA IN PENSIONE A 50 ANNI?

Certo.Questa è la spiegazione principale per il clima di tensione finanziaria che sta caratterizzando la UE.Gli stati periferici con un'economia già debole come la Grecia-Portogallo-Spagna e l'Italia stessa,si rendono conto di non poter intervenire per tentare di risanare la propria situazione.
Vede,noi italiani su questo potremmo fare storia.Nel 1991 fummo colpiti da una crisi economica di natura ciclica,anzichè strutturale come quella che ci sta colpendo oggi.In quella fase le difficoltà potevano essere facilmente superate,e infatti lo furono,grazie alla possibilità del Paese di sfruttare tre strumenti di natura macroeconomica:

1) La svalutazione della propria divisa (allora era la lira).

2) L'emissione di debito sovrano creando debito pubblico.

3) L'abbassamento o il rialzo dei tassi d'interesse.
Si tratta di strumenti macroeconomici fondamentali per un Paese,perchè ne definiscono la sovranità monetaria.
Vede,caro Parenzo,le valute cioè le monete di ogni Paese,rappresentano una valvola di sfogo.Prima dell'euro quando si era in difficoltà e in procinto di vedere ridimensionati i propri attivi economici,i governi disponevano di un'arma straordinaria che oggi hanno ceduto a Bruxelles.

MI SCUSI BENETAZZO,MA ANCHE LEI PARLA COME SE PONTIFICASSE DA UN PULPITO! CHE COSA SAREBBE QUESTO DEBITO SOVRANO?

Il debito sovrano è la montagna di debiti accumulati dai governi di tutto il mondo nel tentativo di supportare la ripresa delle proprie economie.Il peggioramento dello scenario macroeconomico planetario dal 2008 a oggi ha compromesso la possibilità di finanziare ampi disavanzi delle partite correnti:in buona spostanza,mentre prima un Paese che aveva deficit elevato riusciva a raccogliere capitali che lo finanziassero,ora con il crollo dei consumi e del conseguente gettito fiscale tutto viene profondamente compromesso,a causa dell'incertezza economica che si intravede per il futuro.
Caro Parenzo,cerchi di non interrompermi e mi segua nel ragionamento,vedrà che la sua sete di risposte sarà placata.Si tolga per una volta la giacca da giornalista e si concentri su quello che sto per dirle.
Riguardo all'ipotetica fine della crisi,dal secondo trimestre del 2009,dopo i minimi raggiunti dai principali indici di Borsa,abbiamo avuto un'escalation di notizie e rassicurazioni che si protratta fino ai giorni nostri,dimostrando di fatto tutta la sua labile inconsistenza.Si è trattato,sostanzialmente,di fenomenali interventi di garanzia a supporto del sistema bancario.
Non dimentichiamo,infatti, che piu di un anno fa la maggior parte delle persone temeva per i propri depositi bancari e per la tenuta del sistema.In molti pensavano ,anche giustamente,che fosse a rischio la capacità delle singole banche di riuscire a far fede ai propri investimenti.Sono dovuti intervenire gli Stati,i quali, ancora una volta,hanno dimostrato che il sistema improntato a un liberismo e a un mercatismo sfrenato è totalmente fallimentare.Se gli Stati non avessero garantito sulla tutela e sulla salvaguardia dei depositi  bancari e del sistema in sè,oggi saremmo qui a conteggiare innumerevoli casi (piu di una dozzina) di fallimenti e situazioni di insolvenza bancari in stile Lehman Brothers.
Quello che è accaduto l'abbiamo visto bene.I Paesi,indipendentemente dal colore politico dei loro governi,hanno messo l'economia a disposizione delle banche,garantendo tutto  e tutti!

STA DICENDO CHE I GOVERNANTI,INEBRIATI DAL "DIO MERCATO",HANNO RINUNCIATO A GUIDARE L'ECONOMIA E HANNO LASCIATO FARE AI BANCHIERI? E' QUESTO CHE E' SUCCESSO?

Esattamente! E sa qual'è la conseguenza? Che le banche,anzichè comportarsi da erogatori di credito per le aziende e guidare lo sviluppo del Paese,hanno piazzato sul mercato la loro spazzatura finanziaria.Stiamo vivendo,come dicevo prima,un mutamento  epocale.Una trasformazione che potrebbe sintetizzarsi nel concetto di "stadio pupale"

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