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mercoledì 21 maggio 2014

Giulio Tremonti ci spiega i rischi dell'uscita dall'euro (1 parte)


Le discussioni se restare o no nell'euro, aumentano giorno dopo giorno.E' un po come il periodo pre mondiali di calcio, si discute se portare o no quel giocatore,grandi esperti dicono di si,altri esperti no.Come gli economisti.
Io sono dell'idea che prima di uscire dall'euro ci sarebbe da uscire dall'Unione Europea e stracciare tutti quei contratti che impediscono all'Italia di decidere le proprie politiche non solo economiche.La UE è una dittatura, vuole azzerare le identità dei paesi fregandosene se hanno esigenze diverse.Abbiamo la nostra Costituzione (e non quella europea), facciamo come ci pare ,accogliamo quelli che hanno diritto di asilo, cacciamo gli altri che entrano illegalmente o che commettono reati.
Per l'infame Warren Mosler, l'Italia dovrebbe introdurre una seconda moneta da utilizzare per pagare imposte dovute allo stato  italiano.L'euro continuerebbe a essere accettato per pagamenti di imposte dovute a qualsiasi stato membro  dell'eurozona,la nuova moneta sarebbe accettata per finalità analoghe ma solo nei confronti della repubblica della Repubblica italiana.

Pubblico un pezzo del capitolo dove Tremonti spiega perchè non sarebbe conveniente uscire dall'euro.Vi consiglio di comprare questo libro o prenderlo in prestito in biblioteca.


da BUGIE E VERITA' -Giulio Tremonti (Mondadori)

Per come stanno oggi le cose,quella dell'uscire dall'euro, tuttavia restando in Europa,si presenta in effetti come una narrazione molto popolare.In prima approssimazione,una narrazione tanto facile quanto salvifica.Ma, se pur forte la tentazione e certo non ingiuste le sue ragioni,perchè oggi il troppo è davvero troppo,non è tuttavia detto che l'uscita dall'euro,anzi l'uscire dall'eurosistema sia per l'Italia facile e/o possibile.Potrebbe anche essere come pretendere di cavalcare una tigre.Cerchiamo di vederne il perchè.
Perlopiù si dice e si scrive,abbastanza erroneamente,che i benefici del ritorno alla "lira" o dell'adozione di qualche altra moneta sarebbero essenzialmente due:

A) la possibilità di operare sull'export con la svalutazione competitiva della lira,come era una volta.
In effetti, è vero che per noi l'euro è una moneta forte,applicata su di un'economia debole.Quasi una replica,sulla maggiore scala dell'unificazione europea,di quello che è successo in Italia con l'unificazione del 1861.Così che ci sarebbe in specie oggi,con l'euro,il rischio di riservare all'Italia nel suo insieme le stesse non positive sorti che,dopo l'unificazione nazionale,il Nord più forte ha imposto al Sud,più debole.Ne seguì allora,nel Sud dell'Italia,una crisi gravissima e l'avvio dell'emigrazione,la flessibilità di allora.

b) Si avrebbe poi il recupero della nostra vecchia "flessibilità di bilancio".E dunque potremmo riprendere a fare,come si faceva una volta,spesa pubblica in deficit.E con questa,come si dice,"rilanciare lo sviluppo".

Tutto facile,dunque,tutto gratis?Non pare proprio così, per le seguenti ragioni:

AA)  La flessibilità già il nostro export,nonostante l'euro,va bene.Ma potremmo ancora piu potenziarlo mettendo di nuovo la lira al posto dell'euro,così da riprendere le nostre "svalutazioni competitive"? Forse si.A valle.Ma, a monte,come la potremmo mettere,con le nostre importazioni?
Oggi,con un'economia che è ancora strutturalmente di trasformazione,l'Italia compra infatti con moneta forte,e cioè con l'euro, i beni e i servizi che importa per trasformarli.Uscendo dall'euro si passerebbe a un'altra moneta necessariamente meno forte dell'euro (se no,non ci sarebbe la svalutazione competitiva!).
Ma allora ci sarebbe davvero qualcuno che,in pagamento delle nostre importazioni,e per sottoscrizione dei nostri debiti,prenderebbe la nostra moneta,per esempio la lira?
E,se pur di si,a che cambio? Gli altri avrebbero il coltello dalla parte del manico e lo metterebbero sul tavolo del cambio.Vedremo subito,a questo proposito,piu in dettaglio cosa potrebbe in realtà succederci,che trattamento ci potrebbero riservare gli altri,nel caso che davvero si uscisse dall'euro.

BB) La "flessibilità di bilancio",per finanziare lo sviluppo".Le decimali rigidità europee sul 3%,il "vietato se virgola qualcosa in più",sono certamente demenziali.Ma non responsabile è anche l'opposta illusione per cui senza l'Europa si potrebbe andare oltre,a fare maggior debito politico,quando si vuole.Una pia illusione,questa, perchè quello che conta non è tanto il divieto che ci viene dall'Europa,ma il divieto che ci viene dalla realtà! Data la realtà in cui ci troviamo,avremmo infatti enormi difficoltà a fare maggiore debito pubblico...anche se non ci fosse l'Europa.Perchè? Perchè dietro l'Europa,e indipendentemente da essa,c'è -si ripete-la realtà.
Con uno stock enorme di debito pubblico,essendo il nostro deficit pubblico già sul 3-4% e con il pil che non cresce,il voler comunque andare "oltre" con il nostro debito pubblico presuppone che ci sia poi qualcuno disposto a prestarci ancora di più,qualcuno che crede in noi anche se non cresciamo o se gli diciamo che potremmo crescere...ma in deficit.

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