Anglotedesco

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lunedì 5 maggio 2014

GIULIO TREMONTI.La sinistra divisa in tre (1 parte)




L'analisi fatta da Giulio Tremonti è giusta, solo che chi si presenta alle urne non lo capisce e visto che è comunque un partito di sinistra,voterà PD.
Cosa fa la sinistra per prendere voti? Fa capire che il mondo lo comanda l'alta finanza,i mercati,che bisogna adattarsi senza fare storie,che la precarizzazione è una cosa normale,moderna, i diritti fondamentali per i lavoratori conquistati con tanta fatica, è roba vecchia,bisogna imitare la Germania che con la Legge Hartz ha creato quasi 8 milioni di posti di lavoro (malpagati) e che ha la disoccupazione piu bassa dell'UE.
Si fanno fregare da degli intellettuali si antifascisti, ma che non si schierano con i lavoratori ma con la grande finanza criminale, con gli speculatori che tutti i giorni bruciano miliardi e miliardi,che tutto deve diventare merce perchè solo il libero mercato è in grado di assicurare la produzione di beni e servizi in condizioni giuste.Nonostante fingono di dirsi a fare del pubblico,si alleano con elementi che hanno frequentato il Club Bilderberg che tutti gli anni si progetta la distruzione dello stato sociale, di fare fare gli interessi dei grandi colossi bancari e chi si oppone deve essere fatto fuori.
Vi ricordate cosa ha detto qualche giorno fa il presidente del Consiglio Europeo,Herman Van Rompuy? Non stiamo parlando di un complottista pazzo,leggete qui:

http://www.ecplanet.com/node/4230

Sulle cose gravi dette da Van Rompuy, tutti zitti...

da BUGIE E VERITA'-Giulio Tremonti (Mondadori)

Oggi,in Italia, se la sinistra ha la sua base unitaria in un popolo,al suo vertice,sopra il popolo,di sinistre ce ne sono addirittura tre,con tre sfumature diverse:una rossa,una grigia,una "pop".
Quella rossa è la sinistra non governativa,ancora testimone degli antichi ideali di pace,di umanità e di libertà,espressi da ultimo nella forma agreste e quasi bucolica della "descrescita felice".Rossa è in specie la sinistra che oggi si oppone al moderno,peraltro senza accorgersi che,violenti o no,siamo comunque già andati oltre il moderno,per entrare addirittura nel postmoderno.Per questo,è una sinistra retromoderna,antimoderna,anticapitalista,antagonista, "luddista",come si diceva una volta.Comunque,per ora e per molto tempo ancora,è una sinistra prevedibilmente minoritaria, salvo che riesca a farsi "avanguardia" di una nuova sinistra,in cui la parte governista,dovrebbe tuttavia rinunciare al suo pretesto ruolo-guida.
Quella grigia,è all'opposto,la sinistra che è governativa o non è.E che proprio per questo, appena venti anni fa, è stata costretta a emigrare in fretta e furia e senza bagagli dai templi di Mosca (nel 1991 c'era ancora l'Urss),per arrivare di corsa nei nuivi templi di Londra e Bruxelles,così migrando dai vecchi dogmi comunisti ai nuovi dogmi "mercatismi" ed "europesti".Un tipo di sinistra che,quasi per sua natura, riemerge sempre nell'estitica del Palazzo e nella retorica del "buon governo",con quello stesso ufficiale stile tardosovietico che ancora oggi caratterizza le sue cerimonie e i suoi discorsi,i suoi comunicati stampa e le sue uscite sui "telegiornali" ufficiali.
Tipica in questo senso,e da ultimo,è la battaglia contro quel "populismo" che,a macchia d'olio,e dalle periferie verso il centro, si sta diffondendo in Europa.Neppure ci si sforza di comprenderne le ragioni,ci si limita a scagliargli contro,e dall'alto,un interdetto ,un'irrevocabile assoluta voce di condanna:"populismo!".
Populismo,perchè? Perchè è il popolo che non capisce l'euro e questa Europa.E' colpa sua.Non si ammettono critiche.Non si ammettono forme di pensiero diverse da quelle autorizzate dalla Trpika.E già nel nome "Troika",a ben vedere,c'è  una non equivoca traccia semantica,un non ingannevole indizio di una particolare sopravvivente sovietica forma di pensiero e di azione.
Tutto questo,e non solo per questo,per una ragione unica:perchè la sinistra governista ormai non trova di meglio che iscriversi senza condizioni a quello che oggi pensa sia il piu aggiornato e potente tra i circoli della ragione:il mercato,entità metafisica capace di contenere l'idea pura del mondo nuovo,il totalitarismo uniformante della moneta,capace di equalizzare gli operai con i banchieri globali,tutto in un vortice fatto da crescita infinita e magico culto dello scambio per il consumo oliato dal denaro.
Il divino mercato, dunque, usato dalla sinistra governista per coprire,all'ombra dell'altrui forza,la debolezza del suo pensiero ultimo.Il mercato,ripagato con il culto delle banche globali,con la sinistra governista che troppo spesso si presta a fargli da palo,da fiduciaria domestica dell'interesse privato travestito da interesse pubblico,volenterosa guardiana dell'argenteria dei signorotti del castello.

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