Anglotedesco

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venerdì 9 maggio 2014

I No euro hanno la memoria corta (di Vittorio Malagutti)



In effetti la Lega Nord ha firmato il Trattato di Lisbona che toglie la possibilità agli stati membri dell'UE di fare liberamente le proprie politiche economiche, se formi un governo del "PIU STATO MENO PRIVATO",ti massaccrano.La costituzione europea sostituisce quella nazionale.Lo ricordo a Claudio Borghi su Twitter, ma fa finta di nulla.Da non dimenticare anche che ,a differenza di quello che ripete sempre Matteo Salvini ,Umberto Bossi voleva la Padania nell'euro (digitate su google Anglotedesco blogspot L'intervista alla Padania di A.Bagnai e le cazzate di M.Salvini ).Per quanto riguarda Giorgia Meloni, è stata berlusconiana fino a ieri e Forza Italia-Pdl hanno detto si a tutti i trattati europei compreso il Fiscal Compact (La Lega Nord no).
A Malagutti però vorrei ricordare alcune cose sulla moneta unica.L'Europa non ha una vera mano pubblica,che nel pieno della crisi,possa sostenere in maniera efficace sostenere o sostituire la mano privata.L'Europa ha un unico mercato,ha una moneta unica,ma non è uno stato federale,non ha un bilancio federale,non ha una banca centrale di tipo federale.I mercati finanziari agiscono in maniera compatta e in tempo istantaneo mentre l'euro va senza garanzie e a tasso quasi zero,ma  solo alle banche e la liquidità cosi creata non è indirizzata all'economia,ma trattenuta al proprio beneficio.
Nel 1997 alla rivista Foreign Affairs,il professore dell'Università di Harvard ,scriveva che una moneta senza Stato non può sopravvivere a lungo.Rischia di minare la pace conquistata dall'Europa nel dopoguerra.
Si può uscire dall'euro nello stesso modo in cui si è entrati, bisogna però convincere tutti i paesi.La Germania non ne vuol sapere, l'Italia (i principali partiti di centrosinistra e centrodestradestra) e gli altri paesi hanno paura di deludere i tedeschi. 

da l'ESPRESSO-articolo di Vittorio Malagutti

Non possiamoci non dirci no euro.C'è da scommerci:qualcuno,prima o poi,finirà per rispolverare perfino Benedetto Croce, riadattandolo al momento storico con la moneta unica al posto del cristianesimo.Il ritorno alla lira,descritta come la medicina magica per tutti i guai dell'Italia,è uno zuccherino propagandistico che va per la maggiore in queste settimane di campagna elettorale.Per alcuni leader a caccia di voti la battaglia contro il mostro dell'euro è una scorcitoia demagogica formidabile,un capro espiatorio pronto per l'uso a cui addossare tutta la colpa del grave impoverimento del Paese.
Prendete per esempio Matteo Salvini,che l'anno scorso ha ereditato la guida di una Lega Nord ridotta ai minimi termini dopo gli scandali (diamanti,Trota, Belsito, Tanzania).Adesso il capo dei lumbard sta rimontando alla grande nei sondaggi sventolando la bandiera dei noeuro.Un discorso simile vale anche per Fratelli d'Italia.Basta aggiungere un pò di pepe antitedesco alla solita minestra della destra popolare.Ed ecco che il partito di Giorgia Meloni può perfino sperare di superare il quorum del 4% necessario per essere rappresentati al parlamento Ue.
Questi sono i duri e puri,quelli senza se e senza ma a cui va riconosciuta una certa coerenza,quantomeno negli ultimi mesi.Se invece si va piu indietro nel tempo si scopre che leghisti ed ex An,ora impegnati a sbraitare contro la schiavitù della moneta unica,negli anni dei governi berlusconiani approvarono senza fiatare tutti i provvedimenti europeisti che (dicono loro) ci hanno messo nei guai.
I voti noeuro,però,fanno gola anche ad altri partiti che ufficialmente dichiarano che sarebbe un disastro tornare alla lira.Quindi,appena possibile, conviene smarcarsi,fare dichiarazioni contraddittorie tra loro per capire che, ma si,dai,alla fine quando saremo a Bruxelles ci pensiamo noi a sabotare i perfidi piani dell'oligarchia bancaria.Questa,per dire, sembra la linea (una linea con molti avanti e indietro) scelta da Forza Italia, con Berlusconi che a giorni alterni recita la parte del valoroso combattente contro la dittatura dei burocrati UE.
Anche Beppe Grillo,a proposito di moneta unica,ha fatto dichiarazioni poco coerenti tra loro.Si parte con "l'euro non è il problema" per poi lasciare aperta la porta a un eventuale referendum popolare sulla valuta europea.Per questo nella base Cinquestelle ha provocato un certo disorientamento l'intervento di Gianroberto Casaleggio che in una recente intervista ha tagliato corto:"Noi non diciamo l'euro si è sbagliato".Visti i precedenti,non è escluso che questa affermazione possa venire corretta e addolcita da qui al voto del 25 maggio.
In Italia e in altri Paesi Ue come Francia con il Front National,Olanda (Partito della libertà) ,Austria con l'Fbo,si sono molto rafforzati movimenti che offrono soluzioni facili a problemi complessi.Gridano "No Europa,No Euro" con una forza che azzera il dibattito perchè riduce ogni argomentazione al grado zero del dualismo bianco/nero,amico/nemico.E a volte,in mancanza di argomenti,alcuni di questi capipopolo non si fanno problemi ad accompagnare gli slogan con una buona dose di violenza verbale.Sono palloni gonfiati a caccia di visibilità.
Intanto,milioni di persone che hanno visto crollare le certezze economiche del passato se la prendono,a ragione, con la gestione irresponsabile delle istituzioni finanziarie.Per loro è molto piu semplice aggrapparsi a un'illusione piuttosto che provare a ragionare sui rischi colossali di un ipotetico ritorno al passato,alla lira.E' una reazione giustificabile,certo.Ma non è detto che non ci porti al disastro.Anzi.

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