Anglotedesco

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venerdì 2 maggio 2014

L'Espresso scatenato per difendere l'EURO



Questo si che è giornalismo, sono andati a trovare tutti quelli che sono a favore della moneta unica (pure Romano Prodi).E' come se Panorama raccoglie tutte opinioni che sono d'accordo sul fatto che Silvio Berlusconi è perseguitato dai giudici da vent'anni.
Nessuno dei grandi colossi bancari come Goldman Sachs,Jp Morgan, Bank of America,Aig, Merryl Lynch e sopratutto la Federal Reserve, sono d'accordo con l'articolo scritto da Maurizio Maggi che io pubblico in estrema sintesi.
Per prima cosa bisogna guardare di chi è l'Espresso.Il proprietario si chiama Carlo De Benedetti.Ebreo furbo (aggiungerei dell'altro,ma me lo tengo per me), è per il mondo comandato dall'oligarchia finanziaria, le maggiori istituzioni bancarie nelle mani di poche potenti famiglie (che lui conosce) che per mezzo del debito controllano la quasi totalità della produzione industriale.
La gente è talmente rincoglionita che finchè non vede marciare qualcuno in camicia nera,pensa di vivere in democrazia e se ne frega della grande mafia finanziaria.Non si rendono conto che sotto la bandiera del libero mercato (che tutti i giornali e tv difendono col coltello tra i denti),si nascondono interessi occulti per il controllo di ogni transizione commerciale da parte di pochissimi uomini.
I giornali di De Benedetti non sono credibili.Esclusa la classe operaia che avrebbe dei problemi comunque, l'uscita dall'euro sarebbe una cosa positiva per l'economia italiana.

da L'ESPRESSO del 30 aprile 2014-Maurizio Maggi

E' uno scenario alla quale non voglio credere,perchè assisteremo a un crollo dei consumi e ci troveremmo in un clima di economia di guerra,dice Giorgio Santambrogio,direttore generale di Interdis,il gruppo distributivo con oltre 1.600 supermercati,supermercatini e Cash & Carry (tra cui Sidis,Dimeglio Etè e Migross)."Sarebbe una catastrofe,proprio adesso che tantissimi investitori internazionali stanno puntando sull'Italia.La mia società compra la materia prima,come la soia,in Francia e in Canada.Se dovrò pagarla in lire mi costerà di piu,e l'aumento si mangerà tutto il vantaggio di una ipotetica svalutazione della nuova moneta,spiega Lorenzo Sassoli De Bianchi,patron della Valsoia e  presidente dell'Upa,l'associazione degli utenti pubblicitari."Mamma mia,speriamo proprio che non succeda!
La lira perderà valore,da un minimo del 20 a un massimo del 40%,le famiglie ridurranno le mole dei loro "acquisti ripetuti",quelli tipici del largo consumo ,e non escludo che nel mio settore,quello della birra,qualche concorrente estero decida di abbandonare il mercato,com'è accaduto in Grecia",sostiene Alberto Frausin,amministratore delegato di Carlsberg Italia.Manager e imprenditori del Belpaese,a larghissima maggioranza, non vedono niente di buono in un'eventuale uscita dell'Italia dall'euro.

SE SI ESCE DALL'EURO

IL COSTO PRO-CAPITE

Per un Paese "secessionista",un'uscita dall'euro potrebbe avere un costo pro-capite di 9.500-11.500 euro per il primo anno,e di 3.000-4.000 euro per gli anni successivi.

Report della banca d'affari svizzera UBS

SVALUTAZIONE

La nuova lira si potrebbe deprezzare anche oltre il 50% nei confronti dell'euro

Guido Tabellini,ex rettore Bocconi


TSUNAMI SUI TITOLI DI STATO

Dal giorno dopo avremmo i BTP svalutati del 40% e i tassi d'interesse al 30%

ROMANO PRODI


ARRIVANO I DAZI

Se la nuova moneta si deprezza del 60% contro l'euro,è probabile che l'eurozona adotterà,sull'import dall'Italia,dazi dello stesso livello.

Report banca d'affari svizzera UBS


DECOLLANO I CREDITI DUBBI

L'uscita dall'euro metterebbe le ali ai piedi ai "non performing loans (NPL),cioè ai crediti di dubbia o difficile esigibilità.Nel giro di uno-due anni,gli NPL potrebbero aumentare del 30%,trasformandosi,in buona parte, in perdite per banche e intermediari finanziari.

Elaborazioni dell'Espresso sui dati Assofin


POTERE D'ACQUISTO IN CADUTA LIBERA

Con l'avvento della nuova moneta,ci potrebbe essere un abbattimento medio del 50% del potere d'acquisto dei cittadini.

Pietro Giordano,segretario Adinconsum


SALGONO I PREZZI

Con una svalutazione del 35%,i prezzi dei prodotti in vendita nella grande distribuzione potrebbero rincarare immediatamente del 15%

Giorgio Santambrogio,direttore generale del gruppo Interdis


IL CARO MATERIE PRIME

Il 60% del valore dei prodotti italiani è composto da materie prime o semilavorati importati,quindi ci sarebbe una pesante ricaduta sui prezzi delle merci italiane.

Centro studi Confindustria


INFLAZIONE A BRIGLIA SCIOLTA

Andandosene dall'euro,l'Italia sarebbe colpita da una impennata dell'inflazione ,generata sopratutto dai rincari delle materie prime importate dall'estero,pari ad almeno il 30%

Gabriele Vedani,general manager per l'Italia di Fxcm,colosso mondiale del Brokeraggio sulle valute


IL MUTUO COSTA IL TRIPLO

E' ragionevole attendersi che i mututi a tasso fisso possano schizzare al 15-17%,mentre oggi si aggirano intorno a 5,20-5,50%.

Elaborazioni dell'Espresso sui dati Assofin

3 commenti:

  1. e la peste nera (o rossa), le cavallette, le sette piaghe?

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  2. Eddaje Tomas, non crederai ai dipendenti del miliardario svizzero... Perchè sporchi il tuo blog con questa merdaccia.
    Comunque, certi studi di confindustria (pomposamente annunciati su RadioVinavil dal loro presidente) dovrebbero poi pubblicarli tipo “se usciamo dall’Euro, il PIL fa -30%” vedi analisi di scenarieconomici.it e ancora, i semilavorati oddio le materie prime vedi QUI Bagnai e, 'a rata der mutuo QUI ancora Bagnai .

    Sorvolo sul resto delle schifezze dell'Expr., su goofy c'è già tutto (ma questo lo sai).
    Il PUDE ha sottovalutato noi noeuro ed ora arranca. Su internet ormai c'è un'ampia documentazione che smonta le loro schifezze terroristiche.
    best
    mm

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  3. Non sono d'accordo con l'Espresso però pubblico tutto ,è giusto ascoltare tutte le versioni...

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