Anglotedesco

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lunedì 12 maggio 2014

PAOLO BECCHI:"Prime modifiche alla Costituzione" (1 parte)



Considero Paolo Becchi una persona estremamente intelligente,preparata e sono d'accordo al 100%  con quello che ha scritto in questo libro.Se c'è una cosa che non ho digerito del professore genovese è il colloquio con Gianroberto Casaleggio, un personaggio tutt'altro che affidabile che sull'Europa non la pensa esattamente come lui.
C'è poco da aggiungere all'analisi lucida e precisa di Becchi.Il passaggio degli stati nazionali alle istituzioni europee ha coperto l'operazione neoliberista e antidemocratica:dai parlamenti ai governi,alle tecnocrazie e e dalle istituzioni democratiche alle banche.Mentre gli stati più potenti,come la Germania,si sono rafforzati, gli stati più deboli hanno perso ogni sovranità effettiva.
Purtroppo con questa Europa, le modifiche  alla Costituzione sono cose inevitabili.

da COLPO DI STATO PERMANENTE -Paolo Becchi (Marsilio)

Certo,la legalità è rispettata.Ma ciò non toglie che,proprio grazie a questa legalità,si sia potuto modificare la Costituzione,silenziosamente e in modo indolore.
Poche notizie sono state così  trascurate,sostanzialmente eluse,e poi dimenticate dai principali organi di informazione come la modifica della Costituzione italiana avvenuta con l'approvazione della legge costituzionale n. 1/2012.
Con l'ultima e definitiva deliberazione del 17 aprile 2012,il Parlamento ha infatti modificato gli articoli 81,97,117 e 119 della Costituzione,introducendo l'obbligo del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale italiana.La maggioranza di due terzi ha,inoltre,escluso la possibilità di procedere  al "referendum di revisione costituzionale" previsto e disciplinato dall'articolo 138.
Non è la prima volta che la Costituzione subisce modifiche senza il ricorso allo strumento referendario,per semplice "colpo" della maggioranza (nel caso in questione,hanno votato a favore Pdl,Pd,Terzo Polo,nonchè,personalmente,il senatore Mario Monti).E',però, la prima volta che alcuni articoli della Costituzione vengono cambiati in un'atmosfera tanto silenziosa,senza alcun coinvolgimento dell'opinione pubblica,senza una reale discussione politica.
L'articolo 81,in particolare,viene riscritto,introducendo nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio:"Lo Stato,recita il primo comma del nuovo articolo-assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio,tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico".Cosa significa?
Significa che l'union sacrèè dei partiti,a sostegno del governo, abdica definitivamente alla governance dell'economia,testimoniando il venir meno della loro capacità di elaborare una strategia politica autonoma.Il Parlamento italiano è andato persino al di là delle previsioni di Marx:non è il comitato di affari della borghesia nazionale,ma prende ordini dal potere sovranazionale di Bruxelles,Francoforte e Berlino e sotto dettatura di questo siamo addirittura riusciti a giungere al paradosso di abolire ex legge una teoria economica (quella keynesiana).Persino il premier britannico David Cameron,che certo non è un "progressista" ,ha detto che non si poteva arrivare a "proibire Keynes per legge".
La modifica costituzionale va inquadrata nel contesto del fiscal compact,il trattato intergovernativo che introduce i meccanismi di stabilità,coordinamento e governance nell'Unione economica e monetaria,e che mira, cosi si dice, "a salvaguardare la stabilità di tutta la zona euro".Esso impegnerà il nostro Paese al rientro dal debito pubblico fino a raggiungere la cifra del 60% del PIL e al divieto di realizzare un deficit superiore al 3%.Noi siamo stati addirittura più zelanti,introducendo nella Costituzione l'obbligo di pareggio di bilancio!.
Già gli Stati Uniti d'America,nel 2010, si erano trovati ad affrontare il tema del pareggio di bilancio in Costituzione.I repubblicani sostenevano quest'ipotesi,mentre l'amministrazione democratica seguiva una politica di stimoli economici,e il rapporto debito pubblico/PIL superava il 100% (il più elevato dal 1945 ad oggi).Nonostante questa situazione,i democratici sono riusciti ,allora,a a far respingere quella proposta.E ciò anche grazie a un profondo e acceso dibattito politico,che vide l'intervento di qualificati economisti e un "Appello contro il pareggio di bilancio" sottoscritto,tra gli altri,da quattro premi Nobel (Kenneth Arrow,Peter Diamond,Eric Maskin e Robert Solow).In esso,veniva messo in evidenza come,al di là di qualche "scappatoia" prevista,la misura non poteva che avere effetti nefasti,sia nei periodi recessivi che in quelli espansivi.
E' accaduto diversamente in Italia:nessun confronto nessuna opposizione seria.

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