Anglotedesco

Anglotedesco

domenica 22 giugno 2014

Brevi da CORRIECONOMIA e REPUBBLICA AFFARI E FINANZA




Questa settimana MILANO FINANZA non è arrivato in biblioteca dove quasi tutti i giorni vado a leggere i giornali.Accontentiamoci di CORRIECONOMIA e LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA.
Continuano le svendite e purtroppo la perdita di molti posti di lavoro in grandi aziende che fino a qualche anno fa erano solidissime come appunto la Danone.
In Germania il presidente del partito Socialdemocratico Sigmar Gabriel ha spiegato all'inizio della settimana scorsa che per i paesi in crisi,è giusto concedere piu tempo per ridurre il disavanzo.Ovviamente per questo è stato molto criticato.


Danone chiude tre impianti in Europa,uno di questi si trova in Italia,100 posti a rischio.Intanto pasta Garofalo è diventata spagnola mentre l'olio di Bertolli,Carapelli e Sasso dai soci spagnoli di Deoleo (nuovo nome di Sos) è passato ai fondi di Cuc capital.Aggiornamenti dal fonte delle multinazionali non sempre il nome è una garanzia.Perchè accade che ci sia chi,dentro un gruppo,trovi la sua consacrazione definitiva.E chi,invece,inizi una vita di continui passaggi di mano.E' il caso,per esempio,del colosso svizzero Nestlè che ha fatto dell'italiana San Pellegrino un brand globale ma non è riuscito allo stesso modo con due nomi storici del dolce come Motta e Alemagna.Ed è la storia dell'americana General Eletric che ha reso la Toscana nuovo Pignone un successo (oggi capofila Ge Oil e Gas delle Ge Energy negli Usa) ma stenta invece sul fronte bancario con interbanca

MARIA SILVIA SACCHI e ROBERTA SCAGLIARINI (Corrieconomia)


In una situazione dove la ripresa economica non si è ancora compiutamente manifestata a livelo continentale e in maniera particolare tarda in Italia, la decision della Bce di stanziare 400 miliardi di euro a favore dell'economia reale è molto positiva perchè darà al sistema bancario una possibilità aggiuntiva per assolvere in modo piu concreto l'azione di sostegno all'imprenditoria.L'opportunità di accedere ai finanziamenti BCE per importi illimitati,con scadenze che arrivano fino al 2016 per gli Ltro e fino al 2018 per i cosidetti Targedet Lrto (Tltro), ovvero il credito finalizzato alle attività produttive rappresenta un aspetto sicuramente rilevante perchè agevola la nostra vera missione:aiutare e sostenere l'economia reale che,nel caso del Banco Popolare,si identifica in particolare con le famiglie e le piccole e medie imprese.Le decisioni prese dal presidente della Bce,Mario Draghi,potrebbero anche avere positive ripercussioni sull'eurozona a livello valutario,sopratutto nel rapporto tra la nostra moneta e il dollaro,che rimane la valuta di riferimento per una ampia parte delle aziende italiane esportatrici.Un euromeno forte significa per le imprese italiane maggiori esportazioni,piu ordini,piu lavoro.In buona sostanza la possibilità di rimanere con piu facilità competitivamente sul mercato internazionale.
Sono convinto che non appena gli interventi della Bce saranno affiancati da un'incisiva azione di politica domestica focalizzata sulle riforme strutturali di cui il paese ha bisogno,non potranno che nascere concreti presupposti per una tangibile ripresa economica.

PIER FRANCESCO SAVIOTTI-amministratore delegato Banco Popolare (Corrieconomia)



Un fiume di liquidità mai visto prima sta invadendo la borse europee stimolando la ripresa di operazioni di vario tipo sui mercati drei capitali,quasi scompare nel periodo successivo alla grande crisi iniziata nel 2008.E' una liquidità che arriva dall'estero e che potrebbe dissolversi da un momento all'altro,se solo cambiassero.Alcune variabili fondamentali  tra cui i tassi di interesse americani.Ma finchè lo scenario prevalente sarà quello delineato dai banchieri centrali,di lotta alla deflazione,è possibile che i capitali restino dove vi sono piu possibilità di inversione del ciclo economico.Certo i prezzi delle società potrebbero salire talmente da scostarsi ampiamente dai valori fondamentali e minacciare lo scoppio di una nuova bolla.Ma in Europa siamo ancora lontano da quei livelli.I banchieri però,che più guadagnano da questa situazione,potrebbero metterci lo zampino e cominciare a impacchettare prodotti strutturali sempre piu rischiosi e giustificare cos' un maggiore rendimento.Ma questa è una deriva che solo le autorità di regolazione nazionali e internazionali possono scongiurare dunque,il grande afflusso di liquidità dev'essere accolto con favore ma anche con qualche sospetto,e il giudizio finale potrà essere dato solo tra qualche anno.

GIOVANNI PONS-La Repubblica affari e finanza


Superata la scadenza delle elezioni europee la politica monetaria della BCE ha segnato una svolta importante,necessaria per rompere una spirale pericolosa.L'economia dell'area euro cresce moeno delle attese e in un contesto da troppo tempo segnato dal cedimento dell'inflazione ben al di sotto dell'obiettivo del 2%.
Il pacchetto di misure che il direttorio di Francoforte ha varato lo scorso 5 giugno ripristina il segno espansivo della politica monetaria dell'euro.
La politica monetaria europea scende in campo con piu forza.Perde la sua neutralità nella direzione di una quota maggiore di attivismo pro-crescita che vuol dire anti-deflazione e, nella svolta della BCE,c'è anch il riconoscimento di una peculiarità europea.Quella di un sistema economico largamente incentrato sulle piccole e medie imprese e sulla prevalenza del canale bancario di finanziamento.-non è un caso che l'architettura delle "Tltro",le nuove operazioni rivolte al finanziamento di Pmi e famiglie-destini un bacino potenziale di fondo proporzionalmente maggiore a quei paesi che come l'Italia hanno valori piu elevati di incidenza sul Pil.


GIOVANNI AJASSA-Capo ufficio studi Bnl-Gruppo Bnp Paribas  (La Repubblica affari e finanza).

Nessun commento:

Posta un commento