Anglotedesco

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domenica 8 giugno 2014

Brevi da MILANO FINANZA del 31 maggio 2014




Da oggi,ogni domenica, pubblicherò pezzi presi da articoli sul giornale finanziario MILANO FINANZA.Ci tengo a precisare una cosa:non è detto che quello che pubblico mi trova d'accordo.




Lo scenario macroeconomico di fondo, sta migliorando a livello internazionale anche al probabile aiuto dalla BCE,che giovedi 5 giugno annuncerà nel dettaglio le sue misure di allentamento della politica monetaria per dare ulteriore spinta alla crescita europea e ossigeno alle imprese.
In questo quadro l'Italia può avvantaggiarsi piu di altri paesi,vista l'iniezione di fiducia che l'esito delle elezioni europee ha portato al governo Renzi e quindi agli investitori internazionali,piu fiduciosi che Palazzo Chigi sia in grado di portare a termine le riforme strutturali promesse e di imprimere la tanto attesa spinta alla crescita,tenendo d'occhio il debito pubblico.Così,sul fronte del mercato obbligazionario lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali nel giro di una ventina di punti base a circa 160 dai 180 punti a cui era tornato nel momento di maggiore tensione pre-elettorale,con i rendimenti di titoli governativi,che sono tornati vicinissimi ai minimi dell'era euro toccati a metà maggio per le scadenze sino a 10 anni.

STEFANIA PEVERANO




"Un'area monetaria si sostiene anche con meccanismi di trasferimento di risorse al suo interno.Non parlo di trasferimenti permanenti da nord a sud o viceversa,ma di condivisione del rischio.Negli Usa esiste un meccanismo automatico di redistribuzione fiscale,in forza del quale parte delle tasse raccolte in Texas vanno ad aiutare i disoccupati del Massachussets,e viceversa.L'euro ne è privo e ciò rende la situazione insostenibile nel lungo periodo.La svalutazione è come una droga che dà un'euforia di breve periodo,e con il tempo uccide.L'Italia ha deciso, entrando nell'euro,di rinunciare alla sua droga.Ciò fa si che in un momento difficile in cui bisogna ristrutturare,non c'è un anestetico.O ce ne procuriamo uno,tipo un meccanismo di redistribuzione fiscale,oppure le riforme e i cambiamenti non si faranno perchè la gente li rifiuta.E' un problema di Italia,Spagna,Portogallo"

"Come soluzione propongo un sussidio di disoccupazione europeo,la seconda è una suddivisione del debito italiano in due categorie.Invece di consolidare il debito a livello europeo,cosa impossibile,propongo che tale debito sia condiviso fino al 60% del pil,percentuale che tutti considerano sicura e classifica come "blu",l'eccedenza si può trasformare in un debito subordinato o di categoria inferiore che possiamo etichettare "rosso".Ciò consentirebbe di ridurre il costo,perchè la parte fino al 60% sarebbe considerata sicura,e di ristrutturarlo in modo market friendly:con una simile ristrutturazione si potrebbe ridurre in modo significativo il peso del nomiale sul pil.Terzo,va migliorata l'unione bancaria.Infine,occorre una politica monetaria che combatta,e in modo deciso,la deflazione"

LUIGI ZINGALES intervistato da Marina Valerio




"Ignazio Visco ha tracciato un parallelo  che potrebbe preoccupare non poco: "la volatilità sui mercati finanziari dei paesi avanzati è scesa ben al di sotto della norma storica,raggiungendo livelli che in passato hanno a volte preceduto rapidi mutamenti dell'orientamento degli investitori  ha detto durante le considerazioni finali di Banca d'Italia.Insomma, la situazione potrebbe essere vista come la quiete prima della tempesta".
I tecnici del governatore Visco, nell'analizzare la politica di bilancio dell'Italia per il 2014 e per il medio termine,e in particolare i targuet e le previsioni nel documento di economia e finanza (Def) in relazione agli obblighi europei, sottolineano che "per il triennio 2015-2017 il quadro programmatico rispetta la regola di riduzione del debito  ma non vi sono margini di sicurezza a fronte di andamenti macoeconomici peggiori,anche di poco,o di introiti da dimissioni inferiori alle attese".Tradotto significa che il governo non potrà fare troppa melina sulle privatizzazioni,tramite le quali dovrebbero essere concretizzate la gran parte delle cessioni previste e pari,secondo il Def,allo 0,7% del pil all'anno (circa 12 miliardi) dal 2014 e per i tre anni successivi".

LUISA LEONE-ANNA MESSIA-ANDREA PIRA




Per centrare l'obiettivo bisognerebbe avere anche la garanzia che la liquidità pompata in piu nel sistema bancario,si riversi poi sul serio su imprese e famiglie.Ma fin qui il governatore non può arrivare.Tocca alle banche fare la propria parte.Come pure tocca alle imprese cambiare pelle e mentalità,aumentando il patrimonio con forme di finanziamento anche esterne al sistema bancario,con quasi 1300 miliardi di debiti finanziari e 1600 di partimonio netto il complesso delle aziende italiane ha una leva del 44%,mentre il credito bancario rappresenta il 64% dei debiti complessi".
Numeri distanti dalla media Ue,che rispettivamente vede la leva al 39% e il credito bancario al 46%."Una dotazione di capitale piu elevata agevolerebbe l'accesso delle imprese al credito; insieme con una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento esterno, le renderebbe piu robuste una leva finanziaria in linea con la media europea",è la conclusione di Visco",richiederebbe un aumento del patrimonio di circa 200 miliardi e una pari riduzioni dei debiti;si tratta di un obiettivo ambizioso ma alla portata delle nostre imprese in un orizzonte di medio termine".

ANTONIO SATTA

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