Anglotedesco

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domenica 15 giugno 2014

Brevi MILANO FINANZA del 7 giugno 2014




Solito appuntamento domenicale con i pezzi degli articoli che ritengo piu interessanti del giornale finanziario MILANO FINANZA.Ricordo che pubblico quello che ritengo piu interessante anche se delle volte non sono d'accordo.


Che effetto avranno le misure annunciate da Mario Draghi il 5 giugno? Certamnte aiutano le banche nella raccolta.E possono abbassare i tassi pagati dalle imprese per ottenere un prestito,nonchè indebolire l'euro,sollevare l'inflazione,stimolare la crescita.La scommessa però è che tutti questi processi si inneschino davvero.La Bce agisce attraverso le banche:non è detto che gli effetti arrivino alla fine della catena.Tuttavia gli interventi di Draghi sono stati ingenti:impossibile fare di piu ora,considerando l'opposizione della Bundesbank a un ampio programma di acquisti di titoli (Quantitative Easing o Qe).Le borse a caldo hanno creduto al circolo virtuoso,anche perchè Draghi ha Anticipato che la Bce è pronta a tornare all'azione,se sarà necessario.E nemmeno l'eventualità di un Qe in stil Fed è da escludere.
"Le misure della Bce sono utili,ma non cambiano in maniera significativa l'Outlook per la crescita o per l'inflazione nel breve termine", ha detto Azad Zangana,economista di Schroders.Piu ottimista Exane Bnp Paribas:
"Le misure dovrebbero permettere una minore frammentazione nella concessione di prestiti alle imprese è un miglioramento delle prospettive economiche attraverso un euro più debole,una riduzione del costo di finanziamento e un calo dell'incertezza a livello macro".Perciò l'impatto sarà graduale e potrebbero determinare,qualora la fiducia dei consumatori si attesti ai massimi,una crescita del credito corporate almeno del 2,5% e del Pil dello 0,3% in 12 mesi.

FRANCESCO NINFOLE


"In teoria le banche potrebbero prendere in prestito quei soldi dalla BCE utilizzandoli per fini diversi dal credito per poi restituirli nel 2016.Spero che ciò non accada e probabilmente la Bce prevede di effettuare controlli per vincolare i finanziamenti agli impieghi.Da fine 2014 la Bce diventerà l'autorità di supervisione delle banche europee,quindi sarà in grado di farsi sentire".

"Credo che la Bce sia stata divisa in fazioni,di cui alcune velovano meno espansione monetaria,altre più.La decisione di giovedi è stata unanime.Probabilmente prima delle elezioni,quando l'inflazione era allo 0,7-0,8 c'era meno evidenza della necessità di queste misure.La mossa di Draghi è anche una reazione dell'avanzata degli eurocettici anche nei paesi "Corè" registrati in occasione dell'ultimo voto Ue.I governi devono fare la loro parte sopratutto sul fronte delle riforme bancarie.Mi aspetto che in paesi come Spagna e Irlanda,dove le riforme bancarie sono già state fatte,le sofferenzi stiano già calando.Spero che invece in Italia o Portogallo le banche possono utilizzare i soldi della T-Ltro"

ALBERTO GALLO ,economista di Royal Bank of Scotland intervistato da Valeria Patanè



"Questa manovra segna un punto di svolta.Il vero cambiamento epocale non è nei tassi di interesse,ma nella decisione di non drenare piu liquidità a fronte dell'acquisto di titoli.Questa parte della manovra può valere 165 miliardi di euro.Ciò significa che, per la prima volta,la BCE batte moneta.Cioè opera secondo uno schema molto vicino a quello con cui le banche centrali degli altri paesi sono riuscite.E ricordiamoci che la crisi non è nata qui,dove la stiamo ancora scontando,ma negli Stati Uniti per politiche disgraziate praticate dalle principali banche internazionali".

"Penso che questa sia una apertura al Quantitative Easing.D'altronde anche il mancato drenaggio della liquidità allarga la base monetaria e sarà fondamentaler per indebolire l'euro.L'unico modo di riavviare l'economia reale dell'eurozona,oltre allo stimolo della domanda interna e alle riforme,è la svalutazione dell'euro.Il problema che noi abbiamo oggi è che la moneta unica è troppo forte e non c'è modo ,se non muovendo il cambio di far ripartire l'economia".

"Nel nostro piano industriale abbiamo stabilito che metteremo a disposizione 170 miliardi di euro a medio-lungo termine.Significa una disponibilità di finanziamenti per oltre il 10% del pil in quattro anni.Quindi siamo pronti a sostenere la domanda che arriverà da parte delle imprese,con attenzione alla qualità del credito.E' evidente che non possiamo essere erogatori di fondi nei confronti di aziende che non hanno prospettive di riuscire a operare all'interno dei mercati.
A tutte quelle imprese che,invece,sono border line,al limite tra l'incaglio e il ristrutturato,stiamo dedicando persone per aiutarle a tornare nella situazione di profittabilità".

CARLO MESSINA,amministratore delegato di Intesa San Paolo intervistato da Andrea Cabrini.



Il mercato è preoccupato sulla reale efficacia delle misure della Banca centrale nello stimolare l'inflazione e rilanciare l'economia gli analisti di Sociètè Général.Nel caso dell'Europa "sono le banche che decidono quanta liquidità attingere presso la BCE,afferma Societè Gènèral.Mentre nel piano di acquisti di titoli come quello varato dalla Fed,è la Banca centrale che decide quanta moneta stampare,quanti titoli comprare.Per questo il rischio è ora che le banche commerciali siano molto timide nel prendere l'intera somma di 400 miliardi di euro che la Bce mette a loro disposizione",scrivono gli analisti dell'investiment Bank d'oltralpe.Le banche dovranno pagare il denaro che decideranno di prendere a prestito nell'ambito della nuova operazione di T-Ltro (Targeted Long Term Refinancing Operation) lo 0,25% per un periodo di 4 anni a tasso fisso."Ma d'ora in poi pagheranno meno, lo 0,15% ,sui prestiti ottenuti con la vecchia Ltro del 2011-2012 che scadrà all'inizio dell'anno prossimo.
Nel quadro della prima Ltro le banche avevano chiesto in tutto mille miliardi (489 nella prima trance a fine 2011 e 529 nella seconda del febbraio 2012).Di conseguenza non è affatto certo che tutte si affretteranno a finanziarsi nella prima finestra della nuova T-Ltro,quella di settembre prossimo,avverte Sociètè Gènèral.

PAOLA VALENTINI

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