Anglotedesco

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lunedì 14 luglio 2014

Anche LIBERO attacca chi critica gli Usa. Bravi!!!




Comincio subito col rispondere alle ultime righe.Al signor Veneziani consiglio di andarsi a leggere il sito Project Censored con le notizie piu censurate negli Usa e poi mi sa dire se c'è veramente libertà di opinione nel paese a stelle e strisce.Libero è da scuola materna quando difende Berlusconi,interessanti alcuni articoli su Economia ed Esteri, qui è veramente ridicolo.
Strano che il Fatto Quotidiano critichi gli Usa e anche il Corriere della Sera.Difficilmente sono d'accordo con Sergio Romano ,ma l'editoriale del 10 luglio è stato perfetto, ne pubblico un pezzo:

"Il terzo fattore è la candida arroganza degli Usa.Il paese è uscito male dalle sue ultime guerre,ma continua a considerarsi "indispensabili" e quindi autorizzato a fare ciò che ad altri sarebbe proibito.Può promulgare leggi extraterritoriali valide per i giudici americani anche quando il reato,vero o supposto,è stato commesso fuori dal territorio degli Stati Uniti.Può pretendere che tutte le linee aeree del mondo forniscano ai servizi americani informazioni sui loro passeggeri.Può pretendere che i contingenti militari americani,quando sono all'estero,godano di una totale impunità.Può considerare Edward Snowden un traditore per avere detto al mondo ciò che il mondo aveva il diritto di sapere".

da LIBERO dell'11 luglio 2014-articolo di Gianluca Veneziani

Se oggi il presidente americano andasse in Germania,non potrebbe piu pronunciare la frase "Ich bin ein Berliner" ("io sono berlinese),come fece J.F Kennedy 51 anni fa.Nello Stato tedesco e negli altri Paesi Ue si è infatti creato un clima di antiamericanismo diffuso,un pericoloso rigurgito d'ostilità all'egemonia yankee,specie dopo i recenti fatti di cronaca:la scoperta di spie tedesche,assoldate dagli Usa,per capire i segreti della potenza teutonica e la conseguente cacciata,da parte della Merkel,del capo della Cia e Berlino.Il sentimento di rivalsa contro gli Stati Uniti ha attecchito nel nostro Paese,perfino in giornali insospettabili.Sulla prima pagina del CORRIERE DELLA SERA di ieri,ad esempio, Sergio Romano firma un editoriale,in cui parla di "candida arroganza" da parte degli Usa.Si tratterebbe della tendenza degli americani "a considerarsi indispensabili" e quindi autorizzati a "fare ciò che ad altri sarebbe proibito",fino ad assumere "poteri e facoltà che in altri momenti sarebbero parsi clamorosamente illiberali".Una tesi suffragata da quotidiani da sempre ostili al gigante a stelle e strisce.Il Manifesto si mostra convinto che gli Stati Uniti "usino le informazioni per avvantaggiare le proprie imprese" e il Fatto Quotidiano parla di un gigantesco "spionaggio industriale" che garantirebbe agli Usa "fra i 30 e i 60 miliardi di euro l'anno tra sottrazioni di liste di clienti ed offerte,notizie su sviluppo di materiali e tecnologie e nuovi sistemi di produzioni".
Nondimeno,bisogna dare addosso all'americano.Ecco perchè l'Unità definisce "colpevolissimo" il "ritardo con cui tutta l'amministrazione,a cominciare da Barack Obama,si è mossa,quando la crisi stava precipitando".Al quotidiano,già organo del PCI,sorge anche il dubbio se il presidente americano sia un furbo,che "si mostrava ignaro" dello spionaggio,oppure un fesso,davvero all'oscuro di tutto.Propende per la seconda ipotesi Vittorio Zucconi che, su La Repubblica,sostiene che il presidente Usa ha "da tempo perduto il controllo delle gigantesche burocrazie spionistiche che funzionano per forza d'inerzia".
La posizione di sfottò o di critica dei quotidiani italiani fa eco alle affermazioni di riviste francesi e tedesche.Liberation parla di "arroganza americana",mentre Le Monde paragona le interferenze Usa allo spionaggio della Stasi,la polizia comunista attiva nella Repubblica democratica tedesca.Vanno piu duri i quotidiani tedeschi:la Bild si mostra stanca di "insulti e attacchi da parte degli americani" e il Frankfurter Allgemeine Zeitung grida: "La Merkel non è il barboncino di Obama (semmai un pastore tedesco pieno di cimici,aggiungeremmo noi).
Da ogni parte si dà dunque dell'"arrogante", del "colpevole" o dello "stupido" all'alleato americano.Duole però vedere giornali,che oggi non esisterebbero neppure senza il ruolo degli Usa come baluardo della libertà d'espressione,usare la propria carta solo per dar fuoco alla bandiera a stelle e strisce.

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