Anglotedesco

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giovedì 3 luglio 2014

HANIF KUREISHI:"Gli immigrati sembrano zombie ma aiutano l'Occidente a crescere"



Un altro ultraliberista che non vuole ammettere che la globalizzazione è un fallimento totale ,inventandosi le solito buffonate sulla ricchezza e sui lavori che gli operai del posto si rifiutano di fare.
Domani pubblicherò un articolo sull'immigrazione negli Usa, è la stessa cosa.Viviamo in una dittatura che è quella neoliberista.I lavori manuali, generici, si fanno con una paga da fame.Chi è piu disposto a farsi trattare da schiavo?

Da LA REPUBBLICA del 1 luglio 2014.Intervista di Enrico Franceschini

Li chiama "zombie":morti viventi.E' una metafora per provocare,ma purtroppo non tanto lontana dalla realtà."E' difficile distinguere,tra quei corpi avvinghiati,l'uno all'altro sui barconi,chi ancora respiri e chi no".Hanif Kureishi è il cantore degli immigrati tutti i suoi libri e le sue sceneggiature girano attorno allo stesso tema,da "My beautiful laundrette a "Il Budda delle periferie".Adesso il 62enne scrittore inglese di origine pachistana ha pubblicato sul Guardian un essay che ha fatto sensazione,paragonando gli immigrati a "creature aliene e mostruose,incubi delle nostre notti di occidentali benestanti" demonizzati come personaggi del cinema horror,nè morti nè vivi."Una tragedia che si ripete puntuale di generazione in generazione",dice mentre parte per l'Italia,dove stasera interviene alla Milenesiana.

PERCHE' PARAGONA GLI IMMIGRATI ODIERNI AGLI ZOMBIE?

Perchè così vengono percepiti dai media e da una buona parte dell'opinione pubblica in Occidente.Che si tratti di immigrati illegali,gli africani sui barconi,o legali come i polacchi,romeni,bulgari che attraversano la Manica per venire a lavorare in Inghilterra,nell'immaginario collettivo sono diventati una cosa solo un fuggitivo,un invasore,un nemico straniero,subdolo e pericoloso,un vampiro assetato di sangue,inteso come la linfa vitale della nostra società dei consumi,visto che viene qui per portarci via posti di lavoro e risorse del welfare".

C'E' IL RAZZISMO DIETRO QUESTO ATTEGGIAMENTO?

C'è innanzi tutto la debolezza economica quando c'è crisi,la gente ha bisogno di trovare un responsabile e l'immigrato è il colpevole perfetto,viene da lontano, parla un'altra lingua,è affamato, lacero,sporco.Uno zombie appunto.I giornali vanno a nozze a diffondere la paura di questo alieno.E il populismo dei politici ci vede una buona occasione per facili consensi".

DUNQUE RAZZISMO E XENOFOBIA NON C'ENTRANO?

Vengono risvegliati,come un virus sotto pelle,dalle ansie economiche e dal populismo.Succede qui in Gran Bretagna come in Francia e in altri paesi europei.Ed è sempre accaduto.Quando ero bambino,alla periferia di londra,gli zombie e gli alieni erano gli immigrati pachistani e del Bangladesh.Oggi è il disperato del Sudan".

DA PIU PARTI IN EUROPA SI LEVANO VOCI PER PORRE LIMITI ALL'IMMIGRAZIONE E' AUSPICABILE?

In primo luogo non è possibile.Non lo è mai stato quando mai il mondo ricco è riuscito a tenere fuori dalla porta il mondo povero? E oggi nel mondo globalizzato è ancora meno possibile erigere dei muri.In secondo luogo non ci conviene:fior di studi dimostrano che l'immigrazione fa bene alle nostre società.Gli immigrati pagano le tasse,fanno i mestieri che noi non vogliamo e rigenerano la societàè.La Londra multiculturale di oggi non sarebbe così dinamica senza di loro".

LA PREOCCUPA L'ASCESA DI PARTITI XENOFOBI COME l'UKIP NEL REGNO UNITO E IL FRONTE NAZIONALE DI MARINE LE PEN IN FRANCIA?

Si, ma ancora di piu mi preoccupano i politici come David Cameron che invece di opporsi a questi rigurgiti di fascismo cercano di corteggiarne gli elettori tuonando contro l'immigrazione e minacciando di portare la Gran bretagna fuori dall'Europa".

INSOMMA CHI SONO DAVVERO QUELLI CHE LEI CHIAMA PROVOCATORIAMENTE ZOMBIE?

Sono i miei genitori.Siamo noi prima di integrarci.Quasi tutti sono stati migranti.Quasi tutti sono stati migranti,nella storia di ogni famiglia europea c'è un padre un nonno che è partito in miseria verso un nord piu ricco e carico di speranze.

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