Anglotedesco

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venerdì 4 luglio 2014

Il pericolo "banche ombra"



Difficilmente in tv i grandi giornalisti senza padrone come Mentana,Gruber,Santoro,Innocenzi ,Paragone (anche se ogni tanto manda in onda servizi di pochi minuti),Floris ,ti parlano del pericolo delle banche ombra.
Le "banche ombra",non accettano depositi, nel senso di soldi tenuti in cassa ai soli fini della custodia e del risparmio,e quindi non possono dilapilarli in operazioni avventate.
La ritirata delle banche dopo la crisi finanziaria del 2008 ha dato il via anche ad una serie di  piccoli operatori come i prestatori a breve termine o su pegno.Dal 2010 al 2012, per esempio il valore dei prestiti a breve termine nel Regno Unito è piu che raddoppiato,arrivando a sfiorare gli 800 milioni di sterline.Nell'ultimo anno il sistema finanziario cinese è stato in crisi da una serie di insolvenze legate alle banche ombra.

Gillian Tett-FINANCIAL TIMES

Se il leggendario John Pierpont Morgan si reincarnasse oggi a New York,di chi prenderebbe le sembianze? Di Jamie Dimon,l'attuale amministratore delegato della JP Morgan,la banca che porta il suo nome? O forse preferirebbe calarsi nelle vesti di Stephen Schwarzman o Leon Black,rispettivamente i capi di Blackstone e Apollo ,due giganteschi fondi di private equity?
Scommetto che Morgan sceglierebbe Schwarzman o Black.Non perchè questi manager di "asset alternativi" come si fanno chiamare di questi tempi-siano piu intraprendenti e spregiudicati degli amministratori delegati delle banche.E neanche per lo stipendio di oltre cento milioni di dollari all'anno-tra salari,dividendi e partecipazioni agli utili,che arriva nelle loro tasche facendo quasi impallidire i venti milioni di Dimon.
A convincerlo sarebbe il volume di finanziamenti non bancari che sta silenziosamente inondando le economie occidentali praticamente senza controlli.Oggi i "non banchieri" che li erogano contano come i banchieri,ma sembra che si divertano di piu.Nel decennio scorso il rendimento del capitale della Goldman Sachs ha raggiunto un massimo del 40%.Nel 2013 si è fermato all'11%.Nello stesso anno il rendimento del capitale della Kkr è stato del 27,4%,un margine che oggi le banche si sognerebbero.
Negli ultimi tempi gli utili di questi operatori sono stati gonfiati dalla vendite di aziende conmprate diversi anni fa.Ora però le banche ombra si stanno allargando oltre il loro ambito di competenza,anche perchè ci sono meno opportunità,e aggrediscono settori che erano tradizionalmente dominati dalle banche:il credito e il mercato immobiliare.Solo un quarto del volume d'affari di Apollo (pari a circa 160 miliardi di dollari) è composto da investimenti nel capitale di rischio di altre aziende.Negli ultimi tempi il fondo ha accumulato una tale quantità di obbligazioni e mutuio che il suo portafoglio crediti è esploso e cento miliardi di euro dei quattro miliardi di qualche anno fa.alla Blackstone e alla Kkr la transizione è meno traumatica:secondo Bloomberg,il credito costituisce solo un quarto dei rispettivi portafogli.Ma anche loro stanno spostando il tiro.La Blackstone ha annunciato che presto entrerà nel mercato dei mutui fondiari.
Naturalmente un portafogli crediti di cento miliardi di dollari resta inferiore a quello della JP Morgan.Ma è superiore a quello di molte medie banche statunitensi.E l'ombra di questi fondi comincia ad allungarsi anche in altri settori.Le aziende del portafoglio Blackstone,per esempio,contano complessivamente 600.000 dipendenti e generano ricavi per 79 miliardi di dollari."Oggi i fondi di private equity sembrano le banche d'affari di cento anni fa",osserva Jes Staley,ex capo della banca d'investimento della JP Morgan.Sono molti grandi e potenti".
Questo potrebbe non essere un bene.Le "non banche" stanno crescendo perchè non sono sottoposte alle stesse regole delle banche e possono fare profitti investendo in settori per gli istituti bancari tradizionali sono antieconomici.Questo preoccupa le autorità di regolamentazione.L'Office of the comptroller of the currency,un'agenzia di sorveglianza statunitense,segnala che le attività delle "non banche" hanno alimentato un boom dei mutui societari ad alto rischio,e invita le banche a non "aggirare le norme" appoggiandosi alle banche ombra per aumentare il credito.La buona notizia è che le banche ombra hanno il problema di gestire scadenze diverse per i prodotti,come le banche reali: non accettano depositi e al loro posto attraggono finanziamenti a lungo termine.Questo riduce il rischio di sistema,o almeno così sperano le autorità di regolamentazione.E nessuno può negare (neanche chi non è particolarmente entusiasta di questo compromesso sulle regole) che il giro d'affari delle banche ombra sia aumentato grazie a una domanda non soddisfatta.In definitiva,la ragione per cui le banche ombra riescono a fare profitti attraverso il credito è che le banche non investono piu in attività rischiose come le piccole imprese.
Il grande paradosso della stretta regolatoria seguita alla crisi del 2008 è che le autorità,costringendo le banche tradizionali a diventare piu sicure,hanno messo le ali a un esercito di nuovi operatori finanziari,con conseguenze imprevedibili.Chiamatelo,se volete,il trionfo dello spirito imprenditoriale di Wall street o la dimostrazione della sua malsana capacità di aggirare le regole.Comunque sia,l'intermediazione finanziaria è ancora una volta il tema del giorno,e sta generando il tipo di profitti che facevano venire l'acquolina in bocca a John Pierpont Morgan.

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