Anglotedesco

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lunedì 28 luglio 2014

La ripresa che non c'è




I pezzi degli articoli piu interessanti dei giornali di economia e finanza torneranno in settembre.
Esatto, la ripresa non ci sarà e il popolo se la prenderà con Renzi,dopo aver avuto fiducia in  Berlusconi e il M5S.Tranne quelli che seguo e che sono orgoglioso di partecipare nei loro gruppi sui social network,il resto del popolo è totalmente disinformato e confuso.L'italiano (la maggior parte) è questo, è sempre stato cosi, pur di avere i soldi per andare al ristorante o al mare, bacia la mano ad un mafioso o al peggior servo dell'oligarchia finanziaria.Grillo non gli dato neanche le briciole (80 euro) Renzi invece glieli ha promessi,e il pollo (41%) ha abboccato senza rendersi conto che con la crescita bassa che ci sarà nei prossimi anni (lo spiega anche l'articolo sotto) e con il Fiscal Compact (taglio alla spesa pubblica di 50 miliardi all'anno per vent'anni) ,questo piccolo pezzo di pane in piu,sparirà, e il Belpaese banane e dei polli, arriverà ai livelli della Grecia.
Renzi può darmi del gufo ,ma chi a voglia (in pochi)di perdere del tempo per leggere libri,articoli,video di esperti che conoscono questa materia molto piu del M5S e di chi li vota, sa che le cose andranno sempre peggio.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 21 luglio 2014-Federico Fubini

L'Europa questa settimana (la scorsa visto che l'articolo è del 21 luglio) festeggerà un'anniversario.Niente di cui andare fieri due anni fa Mario Draghi disse che avrebbe fatto "qualunque cosa" per fermare la crisi." e credetemi sarà abbastanza".Quelle parole cambiarono la psicologia dei mercati e inaugurarono una lunga discesa degli spread fino ai livelli attuali.Un titolo di stato decennale dell'Italia,un paese il cui debito sfiora il 135% del Pil,oggi rende appena il 2,8%.Questo significa che l'area euro è pronta a festeggiare la svolta di Draghi con un'estate tranquilla? In apparenza si,eppure i segnali della fragilità dello stato di calma raggiunto sono troppi per poter essere ignorati.
Il centro studi di Confindustria stima che nel secondo trimestre il settore manifatturiero sia stato in arrettramento dello 0,5%.Un calo piu marcato di quello dello 0,1% del primo trimestre.Nel frattempo l'indice dei prezzi dei beni all'uscita dai cancelli delle fabbriche stanno scendendo.Gli imprenditori sanno che hanno costi per la materia prima e i macchinari piu alti dei prezzi a cui riusciranno a vendere i prodotti.Se questa è una ripresa in un contesto di stabilità finanziaria,il secondo compleanno della svolta di Draghi poteva essere festeggiato piu degnamente.Non stupisce che la scorsa settimana Pier Carlo Padoan abbia manifestato molta cautela in proposito."I dati piu recenti indicano un ritardo nel ritorno della crescita in Europa e altrove,ha detto il ministro dell'Economia,e l'Italia non fa eccezione".
Nel secondo trimestre la Cina è cresciuta a un rispettabile 7,5% annualizzato,oltre le aspettative,ma il boom di acquisti di beni d'investimento tipicamente tedeschi non tornerà presto.Negli ultimi anni la Germania ha lavorato a riorientare radicalmente i mercati di sbocco,dell'area euro verso i mercati emergenti.Ma ora la frenata di questi contribuisce a rallentare l'economia tedesca e,con essa,la domanda di beni intermedi del made in Italy.Questa filiera dunque farà si che la ripresa in Italia,se ci sarà,non sarà pronunciata.
L'Europa è l'Italia oggi si stanno muovendo in un mondo senza locomotive.Un crollo dell'economia come quello degli ultimi anni in teoria dovrebbe essere seguito da un rimbalzo quasi altrettanto forte,ma per ora non lo si vede.Il governo aveva messo in conto una crescita dello 0,8% per quest'anno e,se va bene,non supererà lo 0,3%.Con 3 milioni di disoccupati ufficiali,ma di fatto il doppio,l'Italia non se lo potrebbe permettere.I numeri raccolti da Creditr Suisse dicono che la crescita media del paese dal 1990 al 2012,una fase che include lunghi periodi di boom globale,è stata di appena lo 0,9% l'anno.Nello stesso periodo la Spagna è cresciuta del 2,3%,la Grecia dell'1,3%,la Germania dell'1,7% e la Francia dell'1,6%.Ciò significa che,per gli italiani,aspettare per il resto del mondo, li tiri fuori dai guai non è piu un'opzione.Se nulla cambia nel paese,la ripresa che arriverà sarà comunque insufficiente a riassorbire la disoccupazione e contenere il debito pubblico.Niente di tutto questo dovrebbe bastare a destabilizzare i mercati finanziari a fine luglio e in agosto,se le tensioni di guerra in Ucraina e in medio oriente non si faranno piu gravi.E' probabile che il governo di Matteo Renzi potrà godere di un'estate di lavoro senza le armi dei mercati puntate contro di sè,in una fase di semi-stagnazione dell'economia e di gelata dei prezzi.

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