Anglotedesco

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mercoledì 2 luglio 2014

NOAM CHOMSKY:"Le lezioni di Snowden"




Penso che la maggior parte della gente si merita questo mondo infame.Bisogna sempre schierarsi dalla parte del piu forte avendo in cambio il minimo necessario,lui si fa i cavoli propri e io i miei.
Quasi tutta la stampa mondiale tratta in maniera vergognosa gente come Edward Snowden e Bradley Manning, e lo fa sopratutto per invidia.Gli da fastidio che hanno quel coraggio che a loro manca.Vorrebbero darle anche loro certe notizie ma non hanno le palle e rischiano la carriera e dunque è normale dare dei traditori a Snowden e Manning.Quella che a oggi risulta non pervenuta è una forte presa di posizione da parte dei media e delle èlite colte contro la dilagante segretezza in cui stanno affondando le democrazie occidentali.

da L'INTERNAZIONALE

Negli ultimi mesi abbiamo imparato molte cose interessanti sul potere dello stato e sulle forze che determinano la sua politica,ma anche su un tema strettamente collegato:il concetto sottile e ambiguo di trasparenza.Il merito, naturalmente,è dei documenti sul sistema di sorveglianza della National security agency (Nsa) resi noti dal coraggioso combattente per la libertà di informazione Edward J. Snowden.
I documenti ,riassunti e analizzati da Glenn Greenwald nel libro No place to hide,rivelano uno straordinario progetto per sottoporre al vaglio dello stato informazioni essenziali su chiunque si trovi nel suo raggio d'azione,che in pratica significa chiunque faccia parte della moderna società digitale.Neanche i piu distopici profeti di un futuro totalitario hanno mai concepito un disegno tanto ambizioso.E' significativo che questo progetto sia stato realizzato proprio in  uno dei paesi piu liberi del mondo e in totale violazione della sua costituzione,che protegge i cittadini da "irragionevoli perquisizioni e sequestri" e garantisce la privacy delle loro "persone,case,documenti ed effetti personali".Nonostante gli sforzi dei giuristi del governo statunitense,è impossibile conciliare questi principi con quello che è emerso dai documenti.
E' anche bene ricordare che la difesa del diritto alla privacy è stata  una delle cause della rivoluzione americana.Nel 700' il tiranno era il governo britannico,che rivendicava il diritto di intromettersi nella vita personale dei coloni.Oggi è lo stesso governo statunitense ad arrogarsi questo diritto.Il Regno Unito mantiene la posizione che spinse i coloni a ribellarsi,anche se ormai non è piu la prima potenza mondiale.In base ai documenti forniti da Snowden,il Guardian ha rivelato che Londra ha chiesto all'Nsa statunitense di "analizzare e conservare il numero di cellulare e di fax,l'indirizzo di posta elettronica e l'indirizzo ip di ogni cittadino britannico cade nella sua rete".
I cittadini del Regno Unito e del resto del mondo saranno inoltre felici di sapere che,come racconta Greenwald nel suo libro,l'Nsa intercetta regolarmente router,server e altri dispositivi esportati dagli Stati Uniti per inserirvi strumenti di sorveglianza.Questo significa che in teoria ogni cosa che scriviamo sul nostro computer può finire nell'enorme banca dati di Obama nello Utah.
La Casa Bianca vuole demolire le fondamenta delle libertà civili anche in altri modi.Il principio della presunzione d'innocenza,che risale alla Magna carta di ottocento anni fa,è stato ormai dimenticato.Di recente il New York Times ha raccontato "l'angoscia" di un giudice federale costretto a decidere sull'alimentazione forzata di un prigioniero siriano in sciopero della fame.Ma il fatto che fosse stato rinchiuso per dodici anni senza processo a Guantanamo,insieme alle altre vittime del leader del mondo libero che rivendica il diritto di imprigionare e torturare chi vuole senza formulare accuse,non gli ha suscitato nessuna "angoscia".
Queste rivelazioni invitano a riflettere sui fattori che determinano leazioni del governo.L'idea generalmente accettata è che lo scopo principale della politica sia garantire la sicurezza del paese e difenderlo dai nemici.Questo pone due interrogativi:la sicurezza di chi,e la difesa di quali nemici? Le risposte a queste domande emergono drammaticamente dalle rivelazioni di Snowden.La politica garantisce la sicurezza dell'autorità dello stato e dei gruppi di potere nazionali,difendendoli da un terribile nemico interno:i cittadini,che se non sono controllati possono diventare un pericolo enorme.Per essere difeso da questa minaccia,il potere economico e politico deve rimanere nascosto,mentre il nemico dev'essere completamente esposto al controllo dello stato.
Questo principio è stato lucidamente illustrato dal politologo Samuel P. Huntington,secondo il quale "il potere è forte fino a quando resti nell'ombra;se viene esposto alla luce del sole comincia a evaporare".Huntington fa un esempio significativo:"A volte per giustificare (un intervento militare) è necessario dare l'impressione che stiamo combattendo contro l'Unione Sovietica,come gli Stati Uniti continuano a fare dai tempi della dottrina Truman",all'inizio della guerra fredda.Nel 1981,quando Huntington scriveva queste parole profetiche,l'amministrazione Reagan  stava lanciando la sua guerra al terrorismo, che sarebbe presto diventata una brutale guerra terroristica prima in America Centrale e poi in Sudafrica,Asia e Medio Oriente.
Da allora,per giustificare le violenze all'estero e la repressione interna,lo stato ha cercato di farci credere che stiamo combattendo contro i terroristi,i signori della droga,i mullah e altri nemici ipotetici.
Il principio fondamentale è sempre lo stesso:il potere non dev'essere esposto alla luce del sole.Snowden è diventato il criminale piu ricercato del mondo perchè non ha capito questo concetto:la trasparenza dev'essere totale per i cittadini,ma non per i poteri che si devono difendere da questo spaventoso nemico.

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