Anglotedesco

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venerdì 25 luglio 2014

Qualsiasi cosa per esaltare la Germania.Vero Zingales?




Articolo di una banalità sconcertante, pur di difendere la Germania si tira fuori addirittura il calcio.Zingales fa bene, perchè la stragrande maggioranza del popolo-pollaio italiano ,questo sport viene preso in straordinaria considerazione (Berlusconi prese voti nel 1994 sopratutto dai tifosi del Milan, e anche di sinistra ,che adesso negano) e dunque se si vuole ottenere i risdultati dei tedeschi,bisogna copiarli.Cominciamo con una bella legge Hartz creando 8 milioni di mini-job a poche centinaia di euro al mese per far calare la disoccupazione.
Per carità,io del calcio italiano ho sempre parlato male, nei primi blog gratuiti creati da me ad inizio anni 2000,sponsorizzavo alla grande i libri di Carlo Petrini ed Ezio Vendrame e mi presi parecchi insulti, ma poi leggendo anche i libri di Declan Hill capisci che questo sport è sporco in qualsiasi angolo del mondo grazie anche a multinazionali criminali che dopano i calciatori e corrompono.
Non poteva mancare l'immigrazione nell'articolo di Zingales.Gli immigrati servono in tutti i ruoli della società.In realtà per colpa della dittatura neoliberista tanto amata dall'economista padovano, gli stranieri servono solo per fare certi mestieri.La Germania in passato ha vinto europei e mondiali senza bisogno di naturalizzare nessuno.Non voglio offendere gli immigrati ,ma la realtà è questa.

Da l'ESPRESSO- articolo di Luigi Zingales

Nel 2012,nel mezzo della crisi dell'eurozona,la nazionale italiana di calcio vinse contro quella tedesca.Molti videro in quella partita il segno del riscatto dell'Italia.Il segno che i tedeschi ci dominano solo quando sono loro ad imporre le regole.Quando invece si gioca alla pari,l'Italia vince.
Purtroppo la realtà è un'altra.Nonostante il nostro invidiabile record negli scontri diretti,la Germania ha dei risultati calcistici molto migliori dei nostri.Dal dopoguerra ad oggi la Germania si è qualificata tra le prime quattro squadra al mondo in 12 dei 17 mondiali (un'impressionante 70%) contro il 35% dell'Italia.La Germania è stata presente in quasi una finale su due,contro una su quattro dell'Italia.Nel dopoguerra la Germania ha vinto il titolo quattro volte,contro le due dell'Italia.
Il record dell'Italia è complessivamente molto buono:siamo terzi dopo la Germania e Brasile.Ma è in forse discesa.Nelle ultime quattro edizioni,l'Italia è arrivata solo una volta tra le prime quattro classificate,mentre la Germania è arrivata sempre tra le prime tre.Nelle ultime edizioni,poi,l'Italia è uscita addirittura nella fase iniziale.
Riposano sugli allori passati, viene la tentazione di ignorare i segni di questo incipiente declino.D'altra parte nel calcio bastano un paio di partite sfortunate per fare la differenza.Ma se non si trattasse solo di sfortuna? Se fosse il sintomo di una malattia che non colpisce solo il mondo del pallone,ma anche la nostra economia nel suo complesso?
Come in economia,anche nel calcio il mondo è diventato piu piatto.Trent'anni fa sarebbe stato impensabile una Costarica che per poco non arriva in semifinale.L'interscambio di giocatori ed allenatori ha ridotto il vantaggio comparato dei paesi calcisticamente sviluppati,come ha ridotto il vantaggio dei paesi economicamente sviluppati.
Quello che fa sempre piu la differenza è il gioco di squadra.Il Brasile aveva Neymar,ma senza di lui non era nulla.La Germania può permettersi l'assenza di Khedira e la sostituzione di Klose durante la finale.All'Italia i talenti, sia economici che calcistici,non mancano.Ma manca il gioco di squadra:dentro e fuori dal campo.Basta guardare le faide del dopo sconfitta:ognuno contro l'altro.Questo problema ci affligge anche dal punto di vista economico.Abbiamo miriadi di piccole imprese di successo,ma non siamo altrettanto capaci di creare delle grandi organizzazioni.Non è un problema genetico, ma di istruzione.Negli Stati Uniti a scuola si insegna anche a lavorare in team,da noi no.
Il secondo segreto della Germania è la Deutscher Fussbal-Bund,la loro Federcalcio:un'organizzazione meritocratica e non clientelare.Di fronte a uno scandalo (un paio di arbitri venduti) ha agito con determinazione e tolleranza zero.A differenza della nostra Federcalcio,che vive negli scandali.E forse un caso che abbiamo vinto i due mondiali solo quando la federazione ha fatto un pò di repulisti? La Federcalcio fa il paio con il nostro capitalismo di relazione:non solo corrotto,ma distorto nei meccanismi di selezione dalla corruzione.
La meritocrazia tedesca ha permesso anche una piu facile integrazione degli immigrati che rappresentano una fetta consistente della squadra tedesca:da Khedira a Klose,da Ozil a Boateng.A renderli tedeschi è una condivisione di valori,non un assurdo criterio genetico.Tranne qualche oriundo,l'Italia ha solo il povero Balotelli,mai tollerato dalla squadra e dai tifosi.Appena non segna è subito deriso.Forse che Toni (in passato) o Cassano (ora) sono stati molto meglio? Con una popolazione in declino,anche la nostra economia ha bisogno di immigrati, non solo come lavapiatti,ma in tutti i ruoli della società.Ha sopratutto bisogno di diventare una società multietnica,dove la persona di talento (che sia indigeno o immigrato) possa emergere.
Il calcio è solo un gioco.Se i nostri fallimenti si limitassero solo ad esso,potremmo vivere felici.Purtroppo è lo specchio della nostra società.Invece di coprirlo,dobbiamo guardarci dentro,per capire come cambiare.

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