Anglotedesco

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mercoledì 6 agosto 2014

Caffè senza tasse (1 parte)



No comment...sono in vacanza...

da LADRI-Stefano Livadiotti (Bompiani)

"Le macchinette distributrici di bibite e snack sono un formidabile business.Ogni anno macinano due miliardi e mezzo.Ma i loro incassi restano ignoti al fisco.Così il ministro Visco aveva  stabilito di dotarle di una sorta di scatola nera per controllarne i guadagni.Ma Tremonti,appena tornato al ministero,ha smantellato la legge".


Il mercato del lavoro,la riforma fiscale,le macchinette che distribuiscono merendine.Cosa hanno in comune? Semplice: sono tra i temi caldi indicati nell'Agenda possibile,la relazione del gruppo di lavoro in materia economico-sociale che è stata consegnata nell'aprile del 2013 al presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano,e che avrebbe dovuto costituire una sorta di traccia per il programma del nuovo governo."Bisogna potenziare iniziative finalizzate a insegnare stili di vita salutari nelle scuole e nelle università,promuovendo,sul modello americano,l'eliminazione dai distributori automatici collocati nelle scuole di cibo e bevande ad alto contenuto calorico", si legge a pagina 40.Il problema delle macchinette che distribuiscono caffè,bibite e snack per 2,5 miliardi di euro l'anno è dunque considerato una delle priorità nazionali.
Un riflettore,quello acceso dai saggi del Quirinale, che provoca piu di qualche fastidio agli operatori del vending (come lo chiamano nel loro gergo gli addetti ai lavori), da un po di tempo allergici a ogni forma di pubblicità.Qualche anno fa erano finiti su Internet gli atti di un convegno in cui si celebrava la performance economica del settore,che sembra uno dei pochi in grado di sfuggire quasi completamente ai morsi della crisi.Appena si è sparsa la voce negli uffici del fisco cominciavano a chiedersi quanto i distributori automatici fruttassero alle casse dello Stato in termini di entrate tributarie qualcuno si è premurato di far sparire tutto.
Il business delle macchinette ,in effetti,va a gonfie vele.Secondo i dati ufficiali,i ricavi sono cresciuti del 12% nel 2010 e di oltre il 7% nel 2011.Solo nel 2012,il primo anno dal dopoguerra chiuso con un calo nelle vendite nazionali dei beni di largo consumo,anche le macchinette hanno subito una battuta d'arresto,limitando comunque al minimo i danni: le consumazioni sono calate del 2,74% ,ma i prezzi sono saliti.E così alla fine il fatturato complessivo è sceso solo dello 0,78%.Un'inezia.
I numeri sono impressionanti.Due milioni e 254 mila distributori installati un pò ovunque:in uffici ,scuole,ospedali,stazioni,aereoporti,impianti sportivi.Dieci milioni di clienti abituali (che infilano cioè una monetina nella macchinetta ogni giorno o quasi).Piu altri dodici milioni che danno il loro contributo in almeno un caso al mese.Un totale di pezzi venduti pari a 5 miliardi e 905 milioni ogni anno.E un esercito di 33.000 5 500 addetti.
Basta però prendersi la briga di impugnare una calcolatrice per capire che i conti non tornano,in nessun modo.A partire dal numero dei clienti.Lucio Pinetti,presidente della Confida,l'associazione di settore della Confcommercio che rappresenta 500 tra produttori e gestori,assicura che tra il 2009 e il 2012 sono cresciuti di 980.000 unità e quindi,dice lui,del 2,3%.Delle due l'una:o non sa far di conto o non la dice giusta,perchè il 2,3% di 22 milioni fa 506.000.

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