Anglotedesco

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giovedì 7 agosto 2014

Caffè senza tasse (2 parte)



No comment...sono in vacanza...

da LADRI-Stefano Livadiotti (Bompiani)

Ma se anche si trattasse solo di un mero errore,sarebbe comunque difficile far quadrare il volume delle vendite dichiarate (e la spesa media giornaliera per cliente,quantificata dalla Demoskopea in 0,96%) con il fatturato ufficiale della gestione,indicato in 2.137.964.250 euro (piu 393.587.245 euro di produzione).Vorrebbe infatti dire che il prezzo unitario delle confezioni in vendita superata di poco i 36 centesimi.E uno studio commissionato dagli stessi operatori dice che su venti prodotti solo cinque vengono offerti a meno di quaranta centesimi.
Nella loro rivista,"Vending Magazine",produttori e gestori piangono miseria.Dicono che nel 2011 ben diciassette tra le prime cento società hanno chiuso in perdita.E aggiungono:"Se calcoliamo la somma degli utili cumulati dalle top 100 negli ultimi cinque anni,al netto delle perdite,otteniamo un valore che,rapportato al fatturato cumulato dello stesso periodo, è 0,75%."Occuparsi di macchinette,insomma, non conviene davvero,giurano.Resta allora da capire in base a quale imperscrutabile logica imprenditoriale pur di avere il permesso di installarle accettino di pagare all'azienda (o all'ospedale e alla stazione ferroviaria) che le ospita un ristorno (teoricamente giustificato dal consumo di acqua e di energia elettrica) pari in media al 12,9% per i luoghi pubblici e al 5,9% per quelli privati,che sono al 70% del totale.Vai a sapere.
Del resto, basta esaminare un caso concreto per rendersi conto che le cose non stanno esattamente come si vorrebbe far credere.Nel maggio del 2012,la Asl di Lecce ha assegnato il servizio di ristoro attraverso distributori automatici alla Somed SpA di Bari, che ha vinto la gara mettendo mano al portafogli per 2.230.388 euro,guadagnandosi così il diritto di piazzare 211 macchinette per tre anni negli ospedali pugliesi.Per ogni distributore ha quindi accettato di pagare una sorta di ticket di parcheggio pari a 9,6 euro al giorno.Ebbene,se si divide il fatturato del settore per la gestione (2.137.964.250 euro) per il numero degli apparecchi in funzione (2.254.103) si ricava che l'incasso giornaliero medio è di 2,59 euro.Ai quali vanno poi sottratte le spese per l'acquisto dei prodotti e quelle per la manutenzione.Se le cifre fossero davvero quelle stampate sulla brochure della Confida,chi ha firmato quel contratto andrebbe dunque interdetto in tutta fretta.
Forse proprio perchè non gli tornavano i conti, nella legge finanziaria del 2008 Visco,allora responsabile delle Finanze nel governo guidato da Romano Prodi,aveva previsto l'obbligo di installare nei distributori una sorta di scatola nera,in grado di registrarne fedelmente gli incassi.La norma sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2009.Ma Prodi venne disarcionato.E al suo posto tornò Silvio Berlusconi,che si portò alle Finanze l'allora fidatissimo Tremonti.Così,con un breve comma inserito in un decreto che a parole avrebbe dovuto meritoriamente ridurre i costi amministrativi a carico delle imprese italiane,le scatole nere sono state cessate.
E dire che Tremonti qualche informazione su come girano davvero le cose nel vending avrebbe potuto rintracciarla senza troppa fatica.Nella seconda azienda piu importante del settore,il Gruppo Argenta (200 milioni di giro d'affari e 1500 dipendenti) ,siede,con la qualifica di sindaco effettivo,un tal Antonio Vitali,domiciliato a Milano,in via Palestrina e prima in via Crocefisso 12.Cioè proprio dove ha sede lo studio legale (e fiscale) Tremonti, Vitali,Romagnoli,Piccardi e Associati.Di cui Vitali è un partner.

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