Anglotedesco

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giovedì 21 agosto 2014

COMPLOTTO OGM:il braccio di ferro con via Veneto


foto presa da www.dagospia.com

No comment...sono in vacanza

da DOSSIER WIKILEAKS-Stefania Maurizi (Bur)

Tutto inizia nel 2000.A innescare la guerra è il decreto Amato,che mette al bando la commercializzazione di quattro varietà di mais geneticamente modificato.Due sono prodotti Montsanto e gli altri due sono dei giganti della farmaceutica Aventis e Novartis.L'Unione Europea ne aveva già autorizzato la vendita sia per l'alimentazione umana sia per quella animale,sulla base del fatto che l'esperienza negli ultimi anni non aveva fatto emergere rischi per la salute dell'uomo.L'Italia,però,non vuole la genetica nel piatto.
Il provvedimento Amato colpisce le esportazioni dagli Usa in Italia di tutti i prodotti a base di mais.L'ambasciata americana a Roma registra i danni in un cablo: L'export di glutine di mais per mangimi è crollato da 200.000 tonnellate all'anno nel 1998/1999 (per il valore di 20 milioni di dollari) a zero nel 2003 e 2004.Idem per l'olio di mais:da 50.000 tonnellate a zero, con una perdita di 50 milioni di dollari.
Ma questo è solo l'inizio:il decreto è il segnale netto che l'Italia non lascerà entrare nel proprio mercato agricolo e alimentare gli Ogm.La risposta della diplomazia Usa è immediata.
Per gli italiani è vitale proteggere le proprie eccellenze alimentari.L'Italia si batte da sempre,per esempio,affinchè un vino prodotto in Australia non possa essere spacciato per Chianti.Per questo punta a ottenere il riconoscimento di marchi come L'Indicazione geografica protetta (igp).Per farsi sentire e ottenere risultati negli organismi internazionali,come l'Organizzazione mondiale del commercio,però,ha bisogno di alleati forti.E l'ambasciata di via Veneto ne è consapevole.Il governo italiano,scrive l'ambasciatore Sembler nel 2002,cerca aggrssivamente un supporto di qualsiasi tipo da parte degli Usa sugli Igp.Da qui l'idea di un ricatto o,come direbbe la diplomazia,di un'intesa:gli States danno una mano a Roma sugli Igp,ma Roma deve cambiare rotta sugli Ogm.
E' una strategia che non va lontano,però.Perchè per gli italiani il cibo geneticamente modificato è incompatibile con il concetto stesso di eccellenza alimentare.Per quanto possa essere una reazione superficiale,gli Ogm evocano nella mente del consumatore un cibo da catena di montaggio delle multinazionali,e non il gusto succulento dei prodotti genuini della terra.La diplomazia Usa è costretta a prenderne atto:E' difficile che il governo americano possa aiutare l'Italia a creare una nicchia di mercato protetta,il cui unico risultato sia quello di escludere le aziende americane.
Con l'arrivo del governo Berlusconi al potere,nel giugno 2001,l'America spera che i tempi bui del decreto Amato siano finiti.E invece no.Perchè a irrompere sulla scena è un ministro dell'Agricoltura testardo, un pasdaradan anti-Ogm che dà non pochi grattacapi a via Veneto:Gianni Alemanno.
Alemanno innesca una guerra ideologica che suona di retroguardia,tanto che, nei cablo, la diplomazia Usa registra le sfumature antiscientifiche e irrazionali della sua campagna,parlando di un biotech che può causare la prossima epidemia da mucca pazza.
Sono argomenti che dal punto di vista emotivo funzionano: hanno un forte impatto sull'opinione pubblica.Ma allo stesso tempo sono un boomerang,perchè se è vero che fanno presa sulle fasce meno scolarizzate della popolazione,è anche vero che suscitano puntualmente la reazione delle èlitè piu colte della società,quelle che ormai hanno capito che temi complessi come le biotecnologie o la fecondazione assistita non si possono liquidare con risse da bar sport in televisione,ma richiedono un dibattito piu evoluto e razionale,perchè sono questioni destinate a cambiare per sempre la società.Il problema è che la guerra per gli Ogm non è una disputa accademica.E' una guerra commerciale,con multinazionali capaci di schierare Stati e diplomazie,come dimostrano i file di Wikileaks.
La sfida di Alemanno provoca la reazione di via Veneto.Nell'aprile 2002,l'ambasciatore americano Sembler mobilita Washington con unas "richiesta di azione";il segretario all'Agricoltura Ann Veneman deve scrivere al ministro italiano e fargli presente quanto siano preoccupati gli Usa per le sue posizioni;il viceconsigliere alla Sicurezza nazionale,Gary Edson, deve contattare l'uomo forte delle relazioni atlantiche e consigliere diplomatico di Berlusconi,Giovanni Castellaneta,per ricordargli che Bush e Berlusconi avevano concordato una politica pro-OGM;il sottosegratario Larson deve contattare l'ambasciatore italiano negli Usa,Ferdinando Salleo,e fargli sapere che l'Italia sta per "imboccare una strada completamente sbagliata".Infine il consigliere del dipartimento di Stato, Norman Neureiter,deve scrivere ai ministri dell'Istruzione e della salute,Moratti e Sirchia.Tutti devono fare fronte comune.Il nostro obiettivo,scrive Sembler a Washington,è seppellire il documento Alemanno (anti-Ogm ,N.D.A) nella commissione nazionale sulle biotecnologie.Se invece dovesse passare nella forma in cui è stato presentato,Berlusconi si ritroverà sotto una forte pressione per spostare l'Italia verso una politica piu friendly rispetto ai nostri interessi.
Washington chiama.E Roma risponde.Sirchia chiede agli americani di fargli un appunto su come la pensano.Anche Letizia Moratti vuole un appunto.Castellaneta,da parte sua,promette che si occuperà delle nostre preoccupazioni.Anche l'allora vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini è stato allertato:il membro del Congresso americano,Bill Young, ha avvicinato il suo amico di lunga data e protetto.La mobilitazione è scattata.

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