Anglotedesco

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venerdì 8 agosto 2014

Il marxista di Londra che vuole fermare gli arrivi



No comment...sono in vacanza

da LA PADANIA del 5 agosto 2014

Il dibattito sull'immigrazione divampa nel Regno Unito,dove ora anche un autorevole economista addirittura di ispirazione marxista si schiera contro gli arrivi "di massa".Motivo? "Mettono il welfare a rischio".E potrebbero mandare il Paese al collasso.
Nei giorni scorsi era stato lo stesso premier conservatore David Cameron a lanciare il proprio avvertimento,mentre ieri anche il suo vice,il leader del liberal-democratici Nick Clegg ha proposto di limitare l'immigrazione sopratutto dall'est Europa.A destare scalpore è stato però lo studio firmato da Robert Rowthorn,economista di Cambridge che lancia l'allarme sull'accoglienza incontrollata citando "problemi per forniture d'acqua,delizia sociale e qualità della vita".Rowthorn,dichiaratamente marxista,ricopre un incarico anche al dipartimento di ricerca sulla popolazione e sulle politiche sociali all'università di Oxford.Ed è molto stimato,al punto di essere uno dei pochi economisti d'ispirazione socialista studiati nelle università britanniche,il professore sostiene che a un ritmo di circa 225.000 arrivi ogni anno la popolazione britannica potrebbe aumentare di 20 milioni di persone entro 50 anni.E sarebbero guai seri."Una crescita incontrollata della popolazione ,scrive, avrebbe un impatto negativo sugli standart di vita, a causa degli effetti ambientali come il sovraffollamento,la congestione e la perdita di servizi e comfort".
L'economista parla della carenza d'acqua che già oggi interessa il sud dell'Inghilterra e del Galles,che hanno gli stessi problemi idrici  di gran parte del sud dell'Europa,la futura mancanza di posti di ospedale e la nacassità per le città di prevedere centinaia di migliaia di nuovi alloggi.E ammonisce: il prodotto interno lordo crescerà grazie a tantissimi nuovi lavoratori,ma quello pro capite resterà piu o meno invariato,per il contemporaneo aumento della popolazione.
Ne risenterebbero anche scuole e trasporti e per superare tutte queste nuove sfide servirebbero grossi investimenti.

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