Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 27 agosto 2014

La finanza bianca




No comment...sono in vacanza

da LA CASTA DEI CASTI (2008)-(Malatempora,Controinformazione)

Angelo Caloia ha deciso di rompere il silenzio:con tanto di nomi,giudizi,retroscena sulla sua storia di banchiere del Papa,per la prima volta messi nero su bianco.
L'outing di Caloia è in un libro scritto da un suo amico e collaboratore di antica data,Giancarlo Galli.Il titolo è "Finanza Bianca" (Mondadori) e si riferisce a quell'insieme di banche e banchieri cattolici che a Roma e in Italia hanno oggi accumulato un potere senza precedenti:con Antonio Fazio governatore della Banca d'Italia,con Cesare Geronzi dominus di Capitalia,con Giovanni Batoli Presidente di Banca Intesa,con i templi finanziari laici caduti nelle loro mani o assediati.
Caloia è parte di questa finanza bianca,è da li che è venuto.Ma nel libro Galli non la esalta per gli attuali trionfi.Anzi,la accusa di aver venduto l'anima per ottenerli,d'aver smarrito la sua "identità cristiana".La prova sarebbe nel coinvolgimento delle banche cattoliche nei colossali disastri di Parmalat,Cirio e simili:una "Caporetto etica",dalla quale invece,dice lui, sarebbe rimasto immune lo IOR.
Quando Caloia inizia la sua lunga marcia,nei primi anni 80',il Vaticano è in pieno dissesto,al pari dei finanzieri cattolici con i quali aveva condotto pessimi affari:Michele Sindona e Roberto Calvi.Alla testa dello IOR regnano un arcivescovo americano,Paul Marcinkus,che Caloia definisce "facilone,pressappochista ,mal consigliato",e un prelato italiano che è tra gli autori di quei cattivi consigli,Donato De Bonis.Lo IOR è assediato dai creditori,e nel 1984 il cardinale Agostino Casaroli,il segretario di stato all'epoca,li tacita una volta per tutte versando 406 milioni di dollari a titolo di "contributo volontario",sfidando il parere contrario non solo di Marcinkus e De Bonis ma di quasi tutti i dirigenti vaticani.
Quello stesso anno,a Milano,anche la buona finanza cattolica decide di risalire la china.Lo fa dando vita a un Gruppo Cultura Etica Finanza.Si riunisce in via Broletto,a pochi passi dal Duomo,e di esso fa parte anche un vescovo,Attilio Nicora,ausiliare dei cardinale Carlo Maria Martini.Nel gruppo figurano intellettuali destinati a ruoli di peso:come il gesuita Gian Paolo Salvini,futuro direttore della "Civiltà Cattolica",e Lorenzo Ornaghi,futuro rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.Tra i banchieri,Bazoli è il predicatore piu acceso della riscossa contro la finanza laica e il suo potentissimo nume Enrico Cuccia.A coordinare il tutto è Caloia,con Galli segretario.
Caloia è Presidente del Mediocredito Lombardo e punta piu in alto, alla CARIPLO,una delle piu grosse Casse di Risparmio del mondo.Ma tra i cattolici c'è chi gli sbarra la strada,e nella curia di Milano gli rema contro monsignor Giuseppe Merisi."Nome propheta in patria",dice oggi Caloia rievocando quella battaglia perduta.Perchè invece che a Milano il suo futuro è a Roma.Nel 1987 e poi nel 1988 si presentano da lui emissari del Vaticano.A nome del cardinale Casaroli vogliono che prenda in pugno lo IOR.
Non solo.Casaroli gli chiede di riscrivere gli statuti della banca vaticana.Caloia accetta e si mette al lavoro.E' fatta.Nel 1990 Giovanni Paolo II promulga i nuovi statuti,Marcinkus lascia Roma e si ritira in una parrocchia dell'Illinos,Caloia diventa Presidente del nuovo consiglio di sovrintendenza dello IOR.A nominarlo sono gli altri quattro banchieri del consiglio:un tedesco,uno svizzero,uno spagnolo e un americano.Lo svizzero è Philippe De Weck,ex Presidente dell'Union de Banques Suisses,vicino all'Opus Dei e frequentatore a Milano del Gruppo Cultura Etica Finanza.E' lui il grande elettore di Caloia.
Ma alla macchina dello IOR resiste la vecchia guardia:il prelato De Bonis,il direttore generale Luigi Mennini,il ragioniere  capo Pellegrino De Strobel.Questi due sono i primi a saltare.De Bonis non cede.A norma del nuovo statuto dovrebbe fare solo assistenza spirituale,in realtà continua i suoi affari come in passato.
De Bonis si allea in Vaticano con l'allora Presidente dell'APSA,il cardinale Rosalio Josè Castillo Lara,e col segretario di quell'organismo,monsignor Gianni Danzi, e manovra per sostituire a Caloia,al termine del suo primo quinquennio di presidenza,un suo candidato, l'americano Virgil C.Dechant,dei Cavalieri di Colombo e grande finanziatore di Solidarnosc in Polonia.Castillo Lara e Danzi premono anche perchè lo IOR faccia merchadising religioso.Caloia rifiuta e riceve dal cardinale una raffica di lettere al veleno.Ma alla fine la spunta.De Bonis è spedito a far da cappellano ai Cavalieri di Malta,Caloia è riconfermato Presidente nel 1995 per altri cinque anni e Castillo Lara lascerà presto l'APSA.Nel 1999,altra manovra.Questa volta il candidato a rimpiazzare Caloia è nientemeno che il Presidente uscente della banca federale di Germania,la Bundesbank,Hans Tietmeyer,e il suo promotore è il cardinale americano Edmund Casimir Szoka,all'epoca Presidente della Prefettura degli Affari Economici del Vaticano.A mettere sull'allarme Caloia è monsignor Renato Dardozzi,dell'Opus Dei.A una conferenza di Tietmeyer alla  Pontificia Accademia delle Scienze,Caloia si alza a criticarne le tesi ultraliberiste.Tra i due scoccano scintille.Ma di nuovo è Caloia a vincere la sfida,forte anche dell'appoggio del segretario personale del Papa,Stanislaw Dziwisz.
In seguito,sia nel 2000 sia nel 2005, Caloia viene comunque riconfermato come Presidente dello IOR.

Nessun commento:

Posta un commento