Anglotedesco

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domenica 17 agosto 2014

L'intreccio tra la politica e l'evasione fiscale in Italia (2 parte)



No comment...sono in vacanza

da LADRI-Stefano Livadiotti (Bompiani)

La curva partiva dal 1982,quando Giovanni Spadolini governava con una maggioranza di pentapartito Dc,Psi,Psdi,Pri e Pli) e si fermava al 2004,quando a Palazzo Chigi c'era Silvio Berlusconi ,alla testa di una coalizione composta da Forza Italia, An, Lega Nord,Biancofiore (Ced-Cdu),Indipendenti e Partito repubblicano.
Per questo libro,Gallegati,considerato il vero guru di Beppe Grillo in materia economica e sostenitore di una patrimoniale da imporre a chi possiede oltre 10 milioni di euro, ha aggiornato il grafico fino al 2012.L'ultima parte del tracciato conferma la tesi dei due professori.Con l'eccezione del Prodi II,tra il maggio 2006 e il maggio 2008, quando sale di qualche decimale, è con il centrodestra di Berlusconi, nel 2005 e poi di nuovo tra il maggio 2008 e il novembre 2011,che la forbice tra pressione ficale apparente ed effettiva torna ad allargarsi per poi ridiscendere,sia pure di poco,con la "strana maggioranza" di Mario Monti nel 2012.
Berlusconi & Co hanno dunque sposato e messo in pratica la tesi esposta da Romano Prodi nella prefazione al saggio L'EVASIONE SPIEGATA A UN EVASORE,firmato da Ernesto Maria Ruffini.Scrive l'ex presidente della Commissione europea e due volte premier italiano:"Solo chi promette di chiudere un occhio sul fronte delle imposte riceve di solito un'immediata remunerazione da parte dell'elettore".
Tutti i provvedimenti che hanno agevolato il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia siano stati congegnati dai governi del centrodestra o siano risultati futuro dell'iniziativa (concordata?) di esponenti delle maggioranze che li hanno sostenuti.A partire dalla famosa discesa in campo di Silvio Berlusconi,il 26 gennaio 1994,e fino ai nostri giorni, il comportamento elettorale di coloro che da quelle leggi hanno tratto vantaggio,cioè dei colpevoli dell'evasione diffusa, di cui specificatamente si occupa questo libro: i commercianti,gli artigiani,i liberi professionisti e i piccoli imprenditori,quelli che nel gergo dei politologi compongono la "piccola borghesia urbana".I risultati sono inequivocabili.Del resto,scrive Alessandro Santoro nel saggio L'EVASIONE FISCALE:
"Secondo gli osservatori e gli specialisti di flussi elettorali,in alcune campagne elettorali le differenze di punti di vista e programmi,ma sopratutto di slogan e di obiettivi propagandistici,tra i due schieramenti (centrodestra e centrosinistra) in materia fiscale sono state determinanti degli esiti finali del voto".
E i risultati dell'INDAGINE SUL LAVORO AUTONOMO IN ITALIA: ARTIGIANI E COMMERCIANTI,realizzata nel novembre del 2011 dalla SWG per conto del Pd,dicono che le tasse sono vissute di gran lunga come il problema piu assillante da entrambe le categorie nominate  nel titolo,risultando un peso elevato per l'86% dei primi (solo il 70% dei quali se la prende con il costo dei dipendenti) e per il 78% dei secondi (appena il 60% dei quali indica tra i temi piu rilevanti la retribuzione del personale).

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