Anglotedesco

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martedì 2 settembre 2014

ALESSANDRO SORTINO:"Io sto con Francesco!"



Curiosando e riprendendo diversi comizi di Beppe Grillo ,mi è capitato spesso di vedere all'opera Alessandro Sortino.In questo paese nessun giornalista che lavora per le televisioni è neutrale, e Sortino si può tranquillamente inserirlo nei "Cattocomunisti".Bravo a fare un certo tipo di informazione,inutile quando bisogna informare la gente sui grandi problemi che stanno distruggendo il mondo,in particolare il ceto medio-basso.
Da buon catto-comunista sta ovviamente con Papa Bergoglio e non sono per niente d'accordo su quello che dice nell'intervista rilasciata a Marco Piazza.Bergoglio è uno dei papi piu ipocriti della storia, finge di rivolgersi ad altri ma in realtà è lui che ha molte cose da farsi perdonare per via del suo passato sopratutto ai tempi della dittatura di Jorge Videla.
E' una specie di Beppe Grillo con la sottana bianca, spot, comizi nei luoghi delle tragedie ,ma di concreto nulla.Invita ad aprire le porte delle chiese,ma quelle del Vaticano le tiene ben chiuse.


da PRIMA COMUNICAZIONE-Intervista ad Alessandro Sortino di Marco Piazza

Che ci fa una iena tra i vescovi? Cosa porta un giornalista d'assalto,autore televisivo di programmi di successo,alla scrivania dell'emittente della Cei? Perchè Alessandro Sortino,uno che non ha mai nascosto di voler essere un personaggio di successo,rinuncia,di botto, alla notorietà che ti regala la diretta? Detto (da lui) che non  è questione di soldi,viene da chiedersi se non ci sia qualche colpa passata da espiare.Se nella scelta di vita non c'entri un episodio accaduto sei anni fa,ma ancora ricordato da molti.Quando lasciò Le Iene dopo un agguato fallito a Ceppaloni,sotto casa di Clemente Mastella,e dopo che il figlio del politico, di fronte alle telecamere,lo aveva accusato di essere un raccomandato e di lavorare a Mediaset grazie al padre (Sebastiano Sortino,già direttore generale della Figc e all'epoca commissario dell'Agcom).
Conosco Alessandro da 20 anni.Da quando lavoravamo insieme come giornalisti al settimanale Vita e ci occupavamo di volontariato e di terzo settore.L'ultima volta che l'ho incontrato è stato nella primavera di quest'anno,in un locale di Trastevere,a Roma.Eravamo alla festa di fine anno di "PresaDiretta",il programma di Riccardo Iacona a cui abbiamo collaborato entrambi,in tempi diversi.Ero con lui,quella sera,quando passò Paolo Ruffini,che da pochissimo aveva lasciato la direzione di La7 per andare a guidare Tv2000,la televisione della Cei."Devi assolutamente venirmi a trovare",gli disse Ruffini.Passata qualche settimana,avevo ancora sentito parlare di lui."Sortino potrebbe lasciare "Piazzapulita" e La7,mi aveva detto un amico autore."Pare gli abbiano proposto di tornare alle "Iene".Poi il colpo di scena.La firma come vice direttore nell'emittente della Conferenza episcopale.La rinuncia ai talk show di prima serata,alle inchieste in prima linea.E' un bel passo indietro dal punto di vista dell'audience,visto che la tivù italiana ne ha fatte di capriole.Dagli articoli sociali per VITA al contratto da caposervizio per Radio Capital,dove inventa rubriche giornalistiche dal taglio ironico.Insieme all'amico Filippo Roma (che lo seguirà alle Iene) scrive un cortometraggio e lo propone a Mario Monicelli,che decide di girarlo.Poi arriva a mediaset,come iena, e incontra un buon successo di pubblico e di critica.Dopo i fatti di Ceppaloni,nel 2008 lascia Mediaset e passa a La7 come capo degli autori di Exit,il programma d'attualità settimanale con la conduzione di Ilaria D'Amico.Un anno dopo gli affidano un programma tutto suo,"Malpelo",che però non raggiunge i risultati auspicati e viene chiuso in anticipo.Successivamente firma una dozzina di reportage in prima serata,che vengono trasmessi da Raitre e da la 7.E nel 2011 diventa autore di "Piazzapulita",programma condotto da Corrado Formigli.
Perchè Tv 2000?Glielo chiedo subito quando lo incontro nel suo nuovo ufficio,nell'imponente sede della televisione cattolica,quartiere Aurelio,non lontano dal Vaticano,la sede dell'editore.La stanza è ancora da arredare.Sulla scrivania c'è aperto un libro con gli scritti e le memorie di san Filippo Neri.Sul desktop del computer compare invece la home page del sito dei Cattonerd,un gruppo di giovani cattolici americani che raccontano il Vangelo con i cartoni animati e hanno scelto come immagine centrale una raffigurazione dell'ultima cena fatta coi pupazzi del Lego. "Voglio fare qualcosa del genere",dice Sortino, "i cattolici non sono degli sfigati.E la loro tivù deve fare anche divertire".
Parliamo della sua nuova scelta."Ruffini mi aveva fatto intervistare in un documentario su papa Francesco per La7 (il documentario si chiama "Sostiene Francesco",ed è andato in onda il 20 aprile scorso,ndr).Con lui avevo lavorato quando era direttore di Raitre.Sapeva della mia fede".In quel film Sortino è intervistato insieme a Corrado Augias,Carlo Freccero, Lilli Gruber e tanti altri.Galeotto fu il documentario,viene da dire,se nel giro di pochi giorni Ruffini passa a lavorare per conto del Papa e Sortino lo segue a ruota.
"La decisione l'ho presa un paio di mesi piu tardi.Con La7 stavamo pensando a una nuova stagione di "Piazzapulita" e ragionavano di un nuovo programma che avrei dovuto condurre.Avevo perfino cominciato la dieta,per tornare in video.In un mese avevo perso 15 chili".

DUE PROGRAMMI SU LA7 O,IL ALTERNATIVA,UN CLAMOROSO RITORNO CON "LE IENE",CHE VIAGGIA SU SHARE DA RECORD.

Invece...invece ho scelto Tv 2000.Professionalmente parlando era l'unica cosa veramente nuova.Sicuramente un passo indietro,se avessi pensato solo al successo mondano o all'audience.Ma la sfida era intigrante.E poi c'era qualcosa di molto piu profondo.A me,cattolico,da sempre critico nei confronti della Chiesa per non essere vicina ai poveri,si offriva l'opportunità di contribuire a cambiare il linguaggio con cui la stessa Chiesa parla al suo pubblico televisivo.Ho pensato a papa Francesco,quando dice che bisogna mettersi in gioco.E ho scelto di provarci.

DI NUOVO PAPA FRANCESCO...

Un grande innovatore,sopratutto nel modo di comunicare,anche se il primo a rompere con il passato per me è stato Ratzinger.Francesco ha eliminato l'idea che i valori cristiani possano essere uno spartiacque tra chi è dentro e chi è fuori dalla Chiesa.L'importante è la persona e nella casa di Dio bisogna fare entrare tutti.

UNA TIVU' CHE CONVERTE E FA PROSELITI,ALLORA?

Direi piuttosto che il nostro obiettivo è quello di far passare uno sguardo cristiano nel mondo.Nel passato la tivù,come la Chiesa,è stata intesa in maniera dogmatica,come canale di comunicazione dall'alto verso il basso.Oggi però le cose stanno cambiando,c'è un senso nuovo di televisione con una comunicazione orizzontale,aperta anche alla Rete,uno spazio in cui i problemi incontrano le soluzioni.Dove la persona che è diventata dipendente dal gioco d'azzardo viene messa in contatto con qualcuno che è riuscito a rompere la dipendenza che gli spiega come fare.Vorrei riuscire a fare programmi che parlino di disoccupazione,di lotta alla mafia e che nel farlo sappiano coinvolgere le persone in queste battaglie,senza limitarsi alla denuncia.Facendo capire loro che la colpa non è mai di uno solo e che in fondo siamo tutti responsabili e nessuno può scagliare la prima pietra.
Come può parlare di comunità e di tolleranza uno che per anni ha costruito il suo successo sulla denuncia pura e che   da iena mandava al patibolo le sue vittime dopo un processo sommario?

TU AVRAI PURE CAPITO CHE LA TIVU' HA BISOGNO DI VERITA' PIU CHE DI PROCESSI SOMMARI,MA IL MONDO,NEL FRATTEMPO,SEMBRA ANDARE DALLA PARTE OPPOSTA.

Vero.Se oggi guardo il popolo dei grillini mi rendo conto che sono figli di quella rappresentazione della realtà che inventarono "Le Iene".oggi è facile denunciare le malefatte e individuare i colpevoli.Molto piu difficile è ricostruire,rendendosi conto che la realtà è sempre piu complessa della sua rappresentazione televisiva.


COME SONO LE PRIME IMPRESSIONI,DOPO DUE SETTIMANE A Tv2000?

Ottime.Ho incontrato gente molto disponibile,che ha voglia di cercare linguaggi nuovi.C'è già una buona base su cui provare a costruire.Ogni pomeriggio,ad esempio,c'è il rosario in diretta da Lourdes che fa il 3%,con picchi del 5% di share.Un vero miracolo televisivo.La nostra sfida è quella di trovare il modo per far rimanere con noi tutto quel pubblico,finita la preghiera.

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