Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

domenica 21 settembre 2014

BREVI da Repubblica Affari e Finanza



Scordatevi che i tanti miliardi e i bassi tassi d'interesse servano per dare fiato alle famiglie e alle imprese.Qui bisogna spiegare per l'ennesima volta il meccanismo dell'euro, il non aver piu una moneta sovrana e la banca centrale italiana privata.Nel momento in cui lo Stato, avendo perso la sovranità e il reddito da emissione monetaria,è costretto ad acquistare da una banca privata il denaro necessario alla spesa pubblica,in cambio di Titoli di Stato o altre obbligazioni.E' quello che accade oggi con la BCE.Semplice...


da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 15 settembre 2014

"Sull'impegno degli istituti italiani non ho alcun dubbio.So che hanno fatto cospicue prenotazioni sulla Tltro.Ma è opportuno precisare che il cavallo deve anhe mostrare di voler fare investimenti e di avere le qualità per chiedere l'acqua.E' opportuno evitare equivoci:se ci sono imprese in gravi sittuazioni di sofferenza segnalate alla Centrale rischi della Banca d'Italia,non avendo piu il merito creditizio non l'acquisterebbero certo in termini miracolosi con la Tltro.Il problema è quindi se si ha o non si ha il merito creditizio.Inutile che io ricordi qui che in Italia è in vigore una norma penale che impedisce alle banche,secondo una sentenza della cassazione a sezioni riunite, di erogare credito a chi non è in grado di restituirlo".

"Nel 2014 sono aumentati i mutui erogati alle famiglie.Ciò testimonia che,quando ci sono "buone" domande di credito,i mutui crescono.Le banche oggi hanno di capienza sia  di liquidità che di patrimonio.Purtroppo,però,la Tltro non riguarda i prestiti ipotecari,che sono rimasti esclusi per la paura della BCE che alimentassero nuove bolle immobiliari".

"In questi anni sono state introdotte delle normative internazionali che penalizzano le banche per i prestiti che si deteriorano,costringendole ad accantonare nuovi fondi.Negli ultimi sei anni,a partire dalla crisi,le banche in Italia hanno fatto aumenti di capitale per oltre 40 miliardi,di cui ben 10 nel solo 2014.Si tratta di cifre imponenti.Corrispondenti a più di una manovra finanziria dello Stato.Questi aumenti sono stati sottoscritti soltanto da privati e hanno comportato e comporteranno rilevanti mutamenti degli assetti azionari.La rivoluzione bancaria è in atto:nelle prossime assemblee di rinnovo degli organi di governo degli istituti di credito si registreranno le ultime modificazioni nelle composizioni azionarie".

"Vorrei essere chiaro.In Italia ci sono sostanzialmente due "spread".Uno riguarda il differenziale tra  raccolta e impieghi che oggi è di circa due punti percentuali e va a remunerare principalmente il costo del rischio e della struttura.Ma bisogna anche tener conto del secondo "spread",il differenziale tra l'Italia e Germania,che adesso è intorno ai 140 punti.Mettendo assieme questi due "spread" e tenendo conto dell'euribor oggi a 0,20 ne risulta che il costo del credito non dovrebbe essere inferiore al 3,60%.E invece,oggi, si trovano anche mutui a tasso inferiore (variabile).Perchè le banche operanti in Italia si accollano una parte dello "spread" Italia-Germania.Comunque,in ogni caso,va ricordato che la disponibilità di fondi Tltro non è illimitata ma riguarda al massimo il 7% degli impieghi effettivi,di ciascuna banca al 30 aprile 2014".

IL PRESIDENTE DELL'ABI,ANTONIO PATUELLI CHE RISPONDE ALLE DOMANDE DI ADRIANO BONAFEDE.



Un fiume di denaro sta per rivelarsi sulle banche e,nelle intenzioni della BCE,sulle imprese.Fino a 400 miliardi entro il 2014 e 600 nei successivi due anni; dunque mille miliardi in tutto,nell'ipotesi piu generosa,destinati a ridare fiato al sistema produttivo.Le aste di Tltro al sistema produttivo.Le aste di Tltro (Targeted long term ferinancing operations) sono la prima mossa della manovra a tenaglia con cui la BCE conta di portar fuori dalle secche della deflazione e della crisi infinita l'area euro;l'altro passaggio sarà l'acquisto di titoli Abs (asset backet securities),nelle speranze di molti una sorta di "antipasto" del quantitative easing.Alle prime due aste le principali banche italiane parteciperanno chiedendo circa 37 miliardi.Ma arriveranno davvero alle imprese? Qualche perplessità c'è, anche perchè una serie di "luoghi comuni" hanno contribuito ad alzare il livello delle aspettative:in realtà non è così automatico il legare tra i finanziamenti e il loro utilizzo nè cos' peregrino il "rischio" che una parte di quei fondi distribuiti alle banche venga poi utilizzato per fare Carry Trade (e comprare titoli).
E' infatti vero che questo denaro a bassissimo costo ha una destinazione d'uso (la prima T di Tltro sta per "Targeted") esplicità,ma questo obiettivo non rappresenta un vincolo vero e proprio,al massimo è un deterrente:il rischio massimo che corrono le banche e di dover restituire anzitempo i finanziamenti (dopo due anni invece che dopo quattro) con una verifica che verrà fatta nell'aprile 2016.L'altra precondizione,forse ancora piu importante,è che si formi una domanda forte,e qualitativamente buona, di credito aggiuntivo;in altre parole,che il cavallo torni a bere.E anche questo passaggio non è scontato,in un momento di forte difficoltà dell'economia.

VITTORIA PULEDDA

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