Anglotedesco

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domenica 28 settembre 2014

BREVI da REPUBBLICA AFFARI FINANZA e IL SOLE 24 ORE



Come ogni domenica pubblico pezzi di articoli di economia e finanza che trovo nei vari quotidiani,anche se molto volte non sono d'accordo con loro.
Qui purtroppo per i ceti medio-bassi se non si cambiano le politiche economiche mondiali,sono cavoli amari.Come diceva la settimana scorsa su Repubblica l'economista Thomas Piketty, piu che i debiti pubblici, non sono mai stati così alti i patrimoni.
Ieri sentivo i sindaci Flavio Tosi (Verona) e Federico Pizzarotti (Parma) al FESTIVAL DEL DIRITTO organizzato a Piacenza dire le solite cose sull'aumento della disoccupazione,della gente che chiede un posto dove dormire o mangiare.Le iniziative però sono quelle che sono,scarse, servono solo per tappare qualche buco.Non do la colpa a loro,l'Italia ha firmato dei trattati dove devi solo tagliare.

LA SPENDING REVIEW PUO' CAMBIARE LA PA

Una discussione sulla crisi italiana e sulle vie per uscirne in modo democratico ritengo debba prendere le mosse dall'analisi della cause per le quali abbiamo lentamente perso una visione ed un prassi di politica industriale; le scelte di specializzazione industriale si portano appresso scelte scientifiche,culturali,di assetto del sistema educativo e territoriale ,per rapporti tra capitale e lavoro.Senza una specializzazione industriale robusta e condivisa,è difficile creare valore nella catena dell'economia globalizzata; ci siamo immessi nei flussi del mercato globale senza un'idea chiara nei nostri punti di forza e debolezza,sperando solo nella capacità adattiva dei nostri operatori pubblici e privati.
Dagli anni 80' le isole,molto ingombranti,delle grandi partecipazioni pubbliche che facevano molta ricerca ed innovazione e spingevano la crescita sono state lasciate a se stesse e alla loro capacità di investire e difendersi da sole sui mercati globali;i governi che si sono succeduti hanno teorizzato la loro neutralità sempre e comunque;infatti le grandi partecipate pubbliche hanno fronteggiato da sole questa situazione;la macchina pubblica è stata lentamente deprivata di ogni capacità di indirizzare,sopratutto valutare e correggere le politiche industriali,che non c'erano,con l'abbandono della scuola,di università e ricerca al loro destino.
Come se ne esce? La revisione della spesa se ha come scopo l'innovazione strutturale delle politiche e il forte rilancio degli investimenti,in una visione chiara e una scala nitida di priorità,può essere il metodo e l'occasione per superare il federalismo senza risorse e un contabilismo fine a se stesso,senza orizzonte valutativo e senza bussola;per far avanzare il ruolo di un ceto tecnico,di specialisti delle politiche pubbliche,ai quali i giuristi offriranno solo la veste per soluzioni innovative,dentro le priorità nitidamente scelte dalla politica.

PAOLO DE IOANNA-Repubblica Affari e Finanza 22/09/2014


SUI PAGAMENTI MONITORAGGIO PERIODICO DI BRUXELLES

La commissione europea ha spiegato ieri di considerare positivamente gli ultimi provvedimenti italiani per accellerare il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione tuttavia,è ancora presto per parlare di una prossima uscita del paese dalla procedura di infrazione.L'esecutivo comunitario vuole infatti toccare con mano l'efficacia delle misure legislative che dovrebbero consentire,nelle intenzioni del legislatore,il rapido pagamento delle fatture.Il commissario all'Industria Nelli Feroci ha fatto il punto delle trattative con Roma.In giugno,la Commissione aveva aperto una procedura di infrazione per violazione delle regole europee sui termini entro cui pagare i debiti della pubblica amministrazione (30-60 giorni).
In risposta,alla fine di agosto,il governo italiano ha inviato all'esecutivo comunitario una lunga lettera,ritenuta da Nelli Feroci "soddisfacente".
"Si sta andando nella giusta direzione" ha aggiunto ieri l'ex diplomatico,secondo il quale i provvedimenti legislativi già adottati o in procinto di essere adottati dovrebbero permettere al paese di pagare i debiti accumulati a tutto il 2013."Non sono in grado di chiudere la procedura di infrazione",ha però avvertito Nelli Feroci.La "Commissione,infatti, vuole verificare "dati alla mano che il sistema funzioni".In questo contesto,"ci orientiamo a chiedere un sistema di monitoraggio periodico".Nelle intenzioni della Commissione,al governo italiano potrebbero essere chiest:rapporti ogni due mesi.L'archiviazione della procedura,se le periodiche relazioni governative saranno rassicuranti,potrebbero avvenire con la nuova Commissione Juncker,che dovrebbe entrare in funzione il 1 novembre,una volta ottenuta la fiducia nel Parlamento europeo.Secondo alcune stime,i debiti della PA italiana nei confronti delle imprese ammonterebbero a circa 80 miliardi di euro.

BEDA ROMANO -Il Sole 24 ore 26/09/2014


COSI SI CREA LAVORO

Il portavoce della Camera Usa,John Boeehner,dice che i disoccupati americani sono palesemente dei lavativi,dei buoni a nulla a carico del welfare che hanno deciso che non se la sentono proprio di lavorare".Potrei puntualizzare elencando le numerosissime prove economiche secondo le quali non sta accadendo nulla di tutto ciò:dopo tutto,se quella a cui stiamo assistendo fosse un'astensione di massa dalla forza lavoro,dovremmo veder decollare i salari di coloro che sono ancora disposti a lavorare.Potrei anche far notare i tassi di interesse a zero e portare anche la bassa inflazione a dimostrazione del fatto che stiamo vivendo in un'economia condizionata dalla domanda.Potrei anche chiedere in che modo,per la precisione,Boehner crede che una maggiore volontà di lavorare possa far spuntare dal nulla un numero piu grande di posti di lavoro.Quello che davvero mi coglie alla sprovvista è come sia possibile che gente come Boehner sia così palesemente distaccata  dall'esperienza di vita dei comuni lavoratori.Da tempo mi sembra che la questione dei sussidi di disoccupazione sia il punto focale nel quale il dibattito sulla politica economica in tempi di depressione raggiunge la sua essenza piu pura.Se si sta con la destra,si crede che i sussidi di disoccupazione compromettano la creazione di posti di lavoro,perchè tanto "si paga la gente per non lavorare".Ammettere che le circostanze in periodo di depressione sono diverse,e che l'economia soffre per una mancanza complessiva di domanda,e che mettere i soldi nelle tasche della gente che probabilmente le spenderà potrebbe incrementare l'occupazione,significherebbe ammettere che il libero mercato talvolta sbaglia di brutto.Naturalmente,poi,il disprezzo per i disoccupati torna molto utile se ci si vuole opporrre a ogni genere di aiuto per i piu disgraziati.Sentir fare queste dichiarazioni adesso, però, è per taluni versi degno di nota,perchè anche se si crede che l'allargamento dei sussidi di disoccupazione sia stato per taluni aspetti una causa piu che un effetto della crisi economica,quei sussidi allargati sono spariti da un bel prezzo.Oggi, infatti,sono tornati ai livelli che avevano all'apice del "boom di Bush",nel 2006.

PAUL KRUGMAN -Il Sole 24 Ore

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