Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

giovedì 25 settembre 2014

HANNO DETTO...Giorgio Melletti,Renato Brunetta,Tony Blair,Gianni Cuperlo





GIORGIO MELLETTI-Il Giornale -Intervista di Fabrizio De Feo

"Il traguardo del pagamento di tutti i debiti alle imprese è ben distante dall'essere raggiunto.All'appello mancano 21,4 miliardi di euro che gli imprenditori aspettano di riscuotere.Allo scorso 21 luglio erano stati pagati alle aziende 26.139 milioni,pari al 55% dei 47.519 milioni di euro stanziati con lo "Sblocca Debiti" e con le leggi di Stabilità 2014".

"Il meccanismo è farraginoso e molti ritengono che i soldi debbano arrivare comunque e con i nuovi moduli si rischi di allungare i tempi.A presentare le istanze sono state in prevalenza le piccole imprese.Come Confartigianato abbiamo fatto un grande lavoro.Ora,però,i debiti bisogna pagarli.Se perdessimo anche questa occasione gli imprenditori non saprebbero piu a che santo votarsi per vedere riconosciuto il diritto ad essere pagato alla Pa".

"quella direttiva (Ue sui pagamenti alle imprese) è un un tomo di educazione civica,è scritta in maniera chiara,prevede tempi precisi ,sanzioni,penali.In Italia naturalmente non viene applicata visto che i tempi di attesa,pur diminuiti rispetto al passato,sono sempre sugli 88 giorni,in media.Il governo è in aperta violazione della direttiva.Pensi che in Germania la contestavano perchè ritenevano che 30 giorni di attesa per i pagamenti fossero troppi...e non dimentichiamo che la direttiva contempla anche il capitolo dei pagamenti tra privati,non solo quelli dello Stato".


RENATO BRUNETTA-La REPUBBLICA (23/09/2014)-Intervista di Carmrlo Lopapa

"Quando sento Renzi sostenere quelle cose lì,io dico:bene ci sto,proviamoci,è anche la nostra riforma del lavoro.Pronti a votarla,perfino con la fiducia.Ma attenzione:senza compromessi,senza azzardo morale.Dopo,lo scenario cambia però,al Quirinale dovranno prenderne atto".

"Stando a quelle,al superamento dello statuto dei lavoratori,all'articolo 18, della balcanizzazione del mercato del lavoro e dello scontro tra insider e outsider,ecco se le parole saranno poi tradotte in norme coerenti e in decreti legislativi,bene,ci stiamo.Per il semplice motivo che si tratta del nostro progetto di riforma:per superare le cattive regole e il cattivo sindacato che producono solo precariato,ineguaglianze,ideologia,costi esagerati del lavoro e bassi".

"Le regole del gioco le conosciamo noi,le conosce il presidente della Repubblica,le conosco tutti.Se Renzi mette la fiducia noi la votiamo,sempre che la riforma non venga stravolta rispetto agli annunci.Poi,se i voti di Forza Italia saranno aggiuntivi,dunque non determinanti, poco male.Ma se si sostituissero a quelli di una parte del Pd,allora lo scenario cambierebbe".

"Non  ci facciamo gli affari altrui e non ci facciamo illusioni.Conosco quelle resistenze della sinistra sindacale,conservatrice,comunista.Da vecchio socialista,ho ancora ben chiaro cosa accade nell'84':con Giuliano Amato sono stato tra gli estensori del decreto di San Valentino sulla scala mobile.La battaglia si concluse col referendum e la sconfitta di quella sinistra.L'auspicio è che accada la stessa cosa.Anche perchè la riforma del lavoro ce lo chiedono i mercati,la UE,la BCE".



TONY BLAIR-da LA REPUBBLICA

"Un gruppo come l'IS è feroce, uccide senza pietà alcuna,è fatto di miliziani pronti a morire senza rimpianti.Tutte queste cose ne fanno una potenza fanatica,che è contenibile,anche tramite i raid aerei,ma alla fine si deve poter contare anche su forze sul terreno.Non si deve escludere un intervento diretto abbiamo la forza e la capacità di metterlo in atto".

"Io credo che il presidente Obama sta facendo la cosa giusta.Credo che sia riuscito a mettere d'accordo una grande alleanza di una cinquantina di Paesi,ma penso anche le strategie sono in costante evoluzione"

"Nessuno,come ha specificatamente chiarito lo stesso Obama,può escludere un intervento.Nessuno ha voglia di dire che l'esercito deve ritornare a occupare quei territori.Stiamo dando un enorme aiuto,anche tramite l'intelligence l'addestramento ed altre forme di sostegno.Ma penso che via via che la situazione evolve,potrebbe rendersi necessario intervenire".

"I combattenti locali,quindi le forze irachene e le forze curde potrebbero essere in grado di fare il necessario.Ecco perchè non sto dicendo che dovrebbe trattarsi necessariamente di truppe Usa o del Regno Unito.Stiamo già effettuando i bombardamenti aerei, questo è quanto hanno deciso di fare le nazioni alleate,e qualora si rendesse veramente necessario,non dovremmo escludere l'eventualità di utilizzare alcune forze speciali.Quello che penso è molto semplice:l'esperienza ci insegna che se non ci si prepara adeguatamente a combattere contro questo tipo di soggetto sul terreno,si potrà riuscire si a contenerli,ma non a sconfiggerli".




GIANNI CUPERLO-Corriere della Sera -Intervista di Alessandro Trocino

"Non vale la logica del prendere o lasciare.Chi vince il Congresso ha il diritto e il dovere di dirigere un partito,non di comandare.Però,del criticare una persona molto amata da Renzi,Don Milani,siamo in grado di sortirne insieme"

"Non dirò neanche una mezza prova di polemica con Renzi,che è negli Usa,perchè non si polemizza con il premier mentre all'estero rappresenti gli interessi del Paese".

"I panni del conservatore li lascio alla destra che teorizza la flessibilità spinta fino alla precarietà.Li lascio a chi via gli incentivi pubblici per abbassare il costo del lavoro senza innovazione.A chi non dice una parola sul fatto che le nostre imprese hanno un patrimonio inferiore al risparmio delle famiglie".

"Per risvegliare l'Italia sono piu importanti 5.000 cause all'anno sull'articolo 18 o il recupero anche solo di metà dei 120 miliardi di evasione? E' piu importante l'articolo 18 o ricordare che siamo il fanalino di coda nell'occupazione femminile".

"Un partito non è una ditta nè una caserma.E' una comunità e non apprezzo gli appelli alla disciplina a stagioni alterne.Alcuni di quelli che ora la invocano,sul capo dello Stato hanno votato come gli garbava".

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