Anglotedesco

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lunedì 15 settembre 2014

Quello che i pennivendoli non ti spiegano.IL TRATTATO DI MAASTRICHT



Stasera con Piazzapulita e poi la settimana prossima con Michele Santoro,ricomincia  al gran completo la stagione delle trasmissione politiche in televisione.C'è qualcuno che si prenderà la briga di fare qualche puntata sui trattati criminali che i paesi membri dell'UE ed Eurozona hanno firmato? Certo che no. Allora cercherò di farlo io con pezzi dell'interessante libro di Claudio Moffa,ROMPERE LA GABBIA.
Volete una vera informazione? Cliccate sul sito di ANGLOTEDESCO.Cercherò di sintetizzare al meglio quello che i pennivendoli non spiegano.

da ROMPERE LA GABBIA-Claudio Moffa (Arianna Editrice)

Queste le finalità generali.Non meraviglia,dunque, che nel Titolo VI si delimitino i binari della "Politica economica" ,dopo un richiamo all'art 2,con il "rispetto" ,da parte degli Stati membri, "dei principi di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza" e che al Capo II dell'Art 105 si fissi la "stabilità dei prezzi" come parametro preliminare da rispettare per la politica monetaria,solo "fatto salvo" il quale, "il SEBC" potrà sostenere "le politiche economiche generali nella Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2.Il SEBC", continua e ribadisce l'Art 105, "agisce in conformità" del principio di un'economia di mercato aperta e il libera concorrenza,favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all'articolo 3 A. (...),il quale recita i seguenti "principi direttivi:prezzi stabili,finanze pubbliche e condizioni monetarie sane nonchè la bilancia dei pagamenti sostenibile".
Da quanto testè recitato discendono poi, nello stesso Capo 2 dedicato alla politica monetaria,altri dispositivi chiave, relativi alla questione della sovranità monetaria ,altri dispositivi chiave, relativi alla questione della sovranità monetaria degli Stati membri:il primo è ovvio,pena l'inesistenza di un Sistema bancario e di una Moneta comuni.

-ART 105 A:


1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità.La BCE e le Banche Centrali nazionali possono emettere banconote.Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali costuiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2.Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione della BCE per quanto riguarda il volume del conio.Il Consiglio (...) può adottare misure per armonizzare le denominazioni e le sprecificazioni tecniche di tutte le monete metalliche destinate alla circolazione,nella misura necessaria per agevolare la loro circolazione nella Comunità.
Resta comunque l'ovvietà,come già detto, del principio generale del controllo della BCE sull'emissione di euro, ma tale principio si accompagna ad altri,che ledono pesantemente la sovranità degli Stati membri.La BCE ha personalità giuridica autonoma fino a essere impermeabile e inaccessabile a influenze degli Stati Membri.

-ARTICOLO 107:

Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC,nè la BCE nè una Banca centrale nazionale nè un membro dei rispettivi organi decisionali comunitari,dai Governi degli Stati membri nè da qualsiasi altro organismo.Le istituzioni e gli organi comunitari nonchè i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali BCE o delle Bance Centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti".

-ARTICOLO 108:

Ciascun Stato membro assicura che, al piu tardi alla data di istituzione  del SEBC,la propria legislazione nazionale,incluso lo statuto della Banca Centrale nazionale,sarà compatibile con il presente trattato e con lo statuto del SEBC.

Non c'è,del resto,solo il problema delle norme specificatamente relative ai poteri della BCE.Nell'organizzazione e gerarchizzazione prevista nel Trattato lascia perplessi,ad esempio,la confusione tra funzione decisionale e funzione esecutiva:l'art 106,3 definisce come "organi decisionali" del SEBC non solo il Consiglio direttivo della BCE (presidente,vicepresidente,membri del Comitato esecutivo e governatori delle Banche entrali dei Paesi membri),ma anche il Comitato esecutivo (composto,al vicepresidente);il quale Comitato,infatti, "delibera a maggioranza semplice dei votanti", "è responsabile della gestione corrente degli affari correnti della BCE" e può avere alcuni poteri delegati dal Consiglio direttivo.
Sono dispositivi complessi,per finire, che vengono applicati sullo sfondo quotidiano di una gigantesca macchina burocratica:la Commissione Europea,teoricamente guidata dai 27 Commissari (uno per ogni Paese membro),posti tutti,tranne il Presidente,eletto al loro interno, a capo di 26 Direzioni Generali.In realtà i Commissari non solo sono espressamente chiamati ad agire nell'interesse generale dell'Unione,anzichè  come rappresentanti dello Stato di appartenenza,ma vengoni anche assistiti (circondati?) nell'esercizio quotidiano delle loro funzioni da ben 23.600 funzionari e impiegati:un apparato tecnico-amministrativo,che non può non risultare,per numero ed expertise accumulato negli anni,il vero dominus dell'UE "politica".Un apparato tale da impedire a quest'ultima un ruolo di supervisore e controllore effettivo-anche senza considerare le limitazioni normative-della BCE e di tutte le Istituzioni europee.
La Commissione ,infatti,non solo ha compiti di vigilanza e il potere di formulare pareri e raccomandazioni agli Stati membri,ma pò anche proporre leggi,emettere sanzioni per gli Stati membri inadempienti ed esercitare alcune competenze ad essa delegate dal Consiglio direttivo;inoltre,a differenza dei Consigli dei Ministri degli Stati membri cui è impropriamente paragonata,è obbligata a riunirsi almeno una volta alla settimana (peraltro non sempre a Bruxelles),secondo un lavoro di routine nel quale ogni Commissario è "assistito" da un gabinetto di esperti,funzionari fissi la cui esperienza delle complicate normative e procedure dell'Unione finisce,per incanalare la volontà decisoria del Commissario di turno.

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