Anglotedesco

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giovedì 9 ottobre 2014

HANNO DETTO.Piero Grasso,Sandro Gozi e Cesare Damiano




Ieri c'è stata la fiducia per il Job Act e non c'è bisogno di tanti commenti.L'Italia ha deciso di far parte della dittatura europea e deve obbedire senza far tante storie.

da IL FATTO QUOTIDIANO del 3 ottobre 2014.Intervista di Gianni Barbacetto

PIERO GRASSO:

"Ci sono proposte diverse,ma sulla mia ultimamente si è fatta un pò di confusione.Quella che lei ieri ha definito "linea grasso" è in realtà quella del testo unico in discussione in commissione,redatto dal relatore D'Ascola sulla base del mio e di numerosi altri disegni di legge.Naturalmente la dizione è "Grasso e altri",ma è ben lontana dal mio testo originale che,al contrario di quanto da lei scritto,colpiva sia i reati economici della mafia che quelli dei colletti bianchi,insomma qualsiasi reato che genera profitto.Solo così si può garantire l'integrità del sistema economico e finanziario e recuperare miliardi di euro alle casse dello Stato".

"Nella mia proposta originaria aveva previsto una pena da 1 a 6 anni,anche per consentire l'utilizzo delle intercettazioni,così come avevo previsto l'attenuante speciale per chi collabora con la giustizia e le aggravanti per professionisti,pubblici ufficiali e intermediari finanziari".


da CORRIERE DELLA SERA del 4 ottobre 2014-Intervista Danilo Taino

"E' venuta meno la fiducia tra governi e popoli.Per questo l'Europa deve voltare pagina.Dobbiamo aprire un ciclo di responsabilità e lungimeranza.Responsabilità nel senso della necessità di un forte impegno per le riforme strutturali.Però,è qui che viene la lungimeranza,l'Europa deve alzare lo sguardo,rendersi conto che servono politiche economiche finalizzate a favorire la crescita.E' la fiducia,non la diffidenza,a favorire le riforme.Occorre prendere atto che tutti i Paesi stanno affrontando un passaggio che,nella terminologia Ue, e di "circostanze eccezionali", di grave crisi economica e sociale".

"Ci aspettiamo una politica di investimenti pubblici e privati il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha parlato di investimenti per 300 miliardi,ora delle consegnarli.Al vertice Ue di dicembre ci attendiamo che dica da dove verranno e chiarisca che sono aggiuntivi a quelli già mobilitati.Aggiuntivi:è essenziale".

"Nella Ue c'è una maggioranza di destra.Noi siamo soddisfatti della nomina del socialista francese Pierre Moscovici agli Affari economici.Ora sta a Juncker gestire i rapporti tra Moscovici da un lato e Valdis Dombrovskis e Jyri Katainen dall'altro due commissari conservatori con superpoteri.E' una Commissione di coalizione ma Juncker ha un mandato chiaro,l'Agenda decisa a giugno.Il diavolo starà nei dettagli della sua gestione".

"C'è un lato politico essenziale da considerare:non vorrei che, a causa di politiche miopi,Marine Le Pen finisce con il guidare la Francia.Sarebbe la fine dell'Europa".

"Non vorrei che fosse la Germania a perdersi.Tutti dobbiamo prendere atto che le politiche seguite finora non hanno dato i risultati sperati.Ognuno deve fare di piu di quello che ha fatto.Senza imporre le proprie convinzioni".


da LA STAMPA del 6 ottobre 2014-Intervista di Alessandra Barbera

CESARE DAMIANO (Presidente della Commissione Lavoro della Camera):

"Non baratterei maggiore libertà dei licenziamenti per ottenere quel risultato.Altrimenti siamo alle solite:obbedire alle logiche della Troika.Noi abbiamo avanzato alcune obiezioni.Se si vuole un risultato per domani,occorre un compromesso".

"La minoranza ha presentato sette emendamenti,il governo ne deve tenere conto.Ad esempio:quante saranno le risorse aggiuntive per la riforma degli ammortizzatori sociali? Un miliardo e mezzo è poco:al massimo permette di coprire 178.000 lavoratotri per un anno a 700 euro lordi mensili.Che significa nel dettaglio "semplificazioni delle forme di lavoro precario? Ancora:in caso di demansionamento chiediamo che venga mantenuto il livello retributivo.Infine i controlli a distanza per i lavoratori:un conto è mettere presidi a sicurezza degli impianti,altro è la telecamera che controlla il dipendente".

"Nell'ultima direzione Pd abbiamo fatto un passo avanti che mantiene l'attuale tutela dell'articolo 18 anche nei licenziamenti disciplinari:vorremmo che questo punto fosse ribadito nella delega".

"A mio avviso una ulteriore riforma dell'articolo 18 non produrrà un solo occupato in piu.Il problerma semmai è quello di far scendere ulteriormente il cuneo fiscale.In ogni caso,la discussione non si chiude in Senato,ci sarà spazio alla Camera".

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