Anglotedesco

Anglotedesco

Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

giovedì 2 ottobre 2014

HANNO DETTO:Stefano Fassina,Matteo Renzi,Luigi Bisignani




Stefano Fassina non ha ancora digerito il famoso "Fassina chi?" di Matteo Renzi, e lo criticherà fino alla nausea.Può dire ciò che vuole  Fassina,ma anche lui fa parte del P.U.D.E (Partito unico dell'euro come dice Alberto Bagnai) e del mondo comandato da grandi colossi bancari,speculatori finanziari e multinazionali.
Oltre a Renzi ,sono curiose anche le risposte che Luigi Bisignani da al giornalista del Tempo Alberto Di Majo.

da LA REPUBBLICA del 29 settembre 2014

STEFANO FASSINA:

"Renzi porta avanti l'agenda dei poteri forti accompagnandola a una retorica anti establishment.Pertanto lo fa assai piu di Monti e in modo molto piu efficace di Monti".

"Io voglio appoggiare un governo Renzi con agenda di sinistra.Con un buon programma per il lavoro.Una agenda che sia sopratutto alternativa a quella della "Troika",che è invece quanto il presidente del Consiglio sta portando avanti".

"Renzi ha una maggioranza bulgara in direzione alle quali si è aggiunta da subito la corrente dei "giovani turchi".é una  maggioranza che non ha mai dato segno di distinguersi dal leader nella discussione".

Da LA REPUBBLICA del 28 settembre 2014-Intervista di Claudio Tito

IL PREMIER MATTEO RENZI:

"Va cambiato tutto lo Statuto dei Lavoratori,è stato pensato 44 anni fa.E' come se uno cercasse di mettere il rullino in una macchina fotografica digitale:sono due mondi che non dialogano.Nel merito l'articolo 18 non difende tutti.Anzi,in fin dei conti non difende quasi nessuno.Nel 2013 i lavoratori reintegrati sono stati meno di tremila:considerando che i lavoratori in Italia sono oltre ventidue milioni stiamo parlando dello 0,0001%.E' solo un tema strettamente ideologico.Il reintegro spaventa gli imprenditori e mette in mano ai giudici la vita delle aziende.Va tenuto solo per i casi di discriminazione.Per gli altri indennizzo e presa in carico da parte dello Stato.Perdi il lavoro?  Io Stato ti aiuto a ritrovarlo,facendoti corso di formazione e almeno due proposte di lavoro".

"Sarebbe un errore:significherebbe essere un Paese in cui il futuro dell'economia e dell'industria dipende dalle valutazioni dei giudici.L'articolo 18 o c'è per tutti o non c'è per nessuno.Lasciarlo a metà non tutela i cittadini e crea incertezza alle aziende.Oggi una delle loro preoccupazioni è che le aziende non sanno come va a finire un'eventuale causa di lavoro.E' l'incertezza che ci frega.E siamo passati dal 7% di disoccupazione a quasi il 13%.

"In un partito normale, si discute,si vota anche dividendosi,poi si prende una decisione e la si rispetta.Sono comunque pronto ad incontrare i gruppi parlamentari,la maggioranza,la minoranza,la segreteria,la direzione,l'assemblea dei circoli,il comitato dei garanti ,la convention degli amministratori.Non voglio prove di forza muscolari,anche se abbiamo la certezza di avere la maggioranza.Io non ho paura del confronto.Sono certo che anche dentro la minoranza prevarranno le posizioni di saggezza.Un partito non è una caserma dove si obbedisce soltanto,nè un centro anarchico dove ognuno fa come vuole.E' una comunità dove ci sono idee diverse e dove, dopo esserci ascoltati, si decide.Così mi spiegavano i responsabili della ditta quando io ero all'opposizione.Così noi abbiamo sempre fatto perchè è giusto".

"Quando hai il 43% di disoccupazione giovanile se non intervieni sul mercato sei un vigliacco.Certo, se la riforma sarà approvata come la propongo questo costituirà un cambio di gioco in Europa.Perchè dopo aver impostato riforma costituzionale,legge elettorale,riforma della giustizia civile,pubblica amministrazione,la riforma del lavoro ci permetterà di andare in Europa senza piu nulla da dimostrare.Della serie:ok,noi le riforme le abbiamo fatte.Adesso abbiamo tutte le carte in regola per dire basta a questa politica di austerità miope e sterile".

"La flessibilità non è una gentile concessione.E' una possibilità prevista già adesso.Chi ha fatto le riforme ha sempre usato la flessibilità.Negli anni delle riforme la Germania,non la Grecia,dico la Germania,ha superato il 3%.Noi invece faremo le riforme mantenendoci dentro questo limite come concordato con il Ministro Padoan".

"I tedeschi sono i primi a sapere che in prospettiva questa politica europea di mero rigore farà male anche a loro.Alla Germania non serve una Francia in maniera a Le Pen o un'Italia in recessione".
"Ho detto che mi fa piu paura il pensiero debole che il potere forte.Negli ultimi giorni si sono schierati contro il Governo  direttori di giornali,imprenditori,banchieri,prelati.Ai piu è apparso come un attacco studiato.Io sono così beatamente ingenuo che preferisce credere alle coincidenze.Ma è normale:ho 39 anni,sono il capo del partito piu grande d'Europa,alla guida del Governo del Paese piu bello del mondo.Qualcuno mi critica? Mi sembra il minimo"

da IL TEMPO del 26 settembre 2014-intervista di Alberto Di Majo

LUIGI BISIGNANI:

"Quando c'era un omicidio o un altro grave fatto di cronaca e qualcuno chiedeva ad Andreotti chi fosse il mandante,lui rispondeva "cercatelo in casa".Questo è vero per di piu quando si tira in ballo la massoneria come ha fatto nel suo articolo De Bortoli.Il mandante è De Bortoli stesso".

"Mi sembra che De bortoli sia un uomo solo e,come dice lui,senza neppure un editore di riferimento".
"L'articolo che ha scritto è una prova di forza e di grande vitalità dopo un'estate non esaltante,con momenti per lui anche difficili,cos' comer succedeva ad un altro grande del Corriere che ho conosciuto.Il grande Montanelli passava mesi di grande solitudine".

"Il suo attacco al premier è un fatto personale.De Bortoli cerca anche di riavvicinarsi alla redazione che in questo momento ricorda un pò la Libia,piena di faide che si confrontano senza una direzione"
"Quell'editoriale da un bel vantaggio vantaggio al Premier che in questo modo può dimostrare che sta lottando contro presunti poteri forti per cambiare il nostro Paese:i politici,i magistrati,ora anche il Corriere.Invece a Napolitano non sarà piaciuto".

"In Italia i poteri forti non esistono,ci sono soltanto tanti poteri deboli.E in ogni caso i poteri forti si muovono con altri strumenti,come è successo a Berlusconi messo fuori gioco dallo spread.La finanza internazionale mica si affida al direttore di un quotidiano".

"Intanto Renzi ha incassato il consenso di marchionne.Quest'ultimo ha addirittura precisato che "abitualmente" non legge De Bortoli e ha definito molto coraggioso il premier.In ogni caso Renzi deve preoccuparsi piu di Wolfang Munchau,uno dei piu importanti commentatori del Financial Times che descrive l'Italia a rischio default,che di De Bortoli".

Nessun commento:

Posta un commento