Anglotedesco

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domenica 26 ottobre 2014

LEONARDO MAUGERI:"Troppo greggio nel mondo i prezzi resteranno bassi"



Quello che dice Leonardo Maugeri "guru del petrolio" di Harvard vale piu di tante pagine di quotidiani che leggiamo tutti i giorni.Adesso va di moda nel vedere l'IS come pericolo numero uno ma in realtà il danno che provocato ai mercati petroliferi è molto limitato,controllano qualche pozzo vendendo di contrabbando 2-300mila barili al giorno di contrabbando,però diamoci una calmata.
Uno come Putin bisogna tenerselo stretto.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA-Intervista di Eugenio Occorsio

"Per capire la situazione dobbiamo andare indietro di dieci anni:Nel 2003-2004 le quotazioni cominciarono a salire,tanto che piu o meno tutte le compagnie, grandi o piccole,decisero di potenziare gli investimenti per aumentare la disponibilità e quindi cogliere le opportunità di prezzi così alti che allora sembravano dover durare per sempre (il picco fu a 150 dollari nel luglio 2008, ndr).Nei dieci anni fra il 2003 e il 2013 si sono spesi nel mondo oltre 4.000 miliardi di dollari nell'esplorazione e nello sviluppo di nuovi giacimenti di petrolio e gas.Bene,ora questi investimenti,che per natura richiedono in media 7-8 anni per dispiegare i loro effetti,stanno dando i loro frutti.Così aumenta a dismisura la capacità  produttiva,piu ancora che l'offerta:il problema ,come notava già lo sceicco Yamani,è che quando la capacità aumenta ma la domanda è stabile o in declino,si crea quello che gli americani chiamano glut, insomma eccesso di petrolio potenzialmente in grado di arrivare sul mercato.E' quello che sta succedendo.Nè è semplice per le compagnie rallentare di colpo addirittura interrompere gli investimenti,che vengono intrapresi di solito in cooperazione con Paesi produttori i quali non li lasciano sfuggire tanto facilmente le opportunità di guadagno pur ridotte.Ma poi ci sono ancora altri fattori".

"Sempre negli ultimi dieci anni è intervenuta in tutto l'occidente una serie di leggi molto stringenti sui consumi energetici,e tecnologie importanti,pensate solo ai motori auto,sono state sviluppate.Anche questo è un fattore importante per il calo della domanda di greggio.E considerate che alcuni Paesi produttori non immettono sui mercati tutta la loro capacità per non accentuare l'eccesso di offerta.L'Arabia Saudita,il maggior produttore,esporta 9,4 milioni di barili al giorno pur avendo una potenzialità di 12,5:da sempre aspira al ruolo di "banca centrale" del greggio,graduando a seconda delle esigenze le quantità da imettere sul mercato".

"Oggi di fatto Mosca è il maggior produttore di petrolio al mondo con 10,4 milioni di barili perchè a differenza dei Paesi arabi produce tutto quello che può senza tenere alcuna capacità inutilizzata.Nel gas tutto questo è ancora amplificato.La Russia,malgrado tutto, malgrado il casoucraino,ha ancora bisogno dell'Europa come mercato di sbocco in un momento in cui le quotazioni del gas stanno anch'esse scendendo.L'accordo con la Cina dispiegherà i suoi effetti fra molti anni.E' importante ricordare che per i leader prima sovietici e poi russi le quotazioni degli idrocarburi ,prima fonte di ricchezza del Paese,sono in diretta dipendenza con le loro fortune.Breznev godette di un grande consenso popolare nella seconda metà degli anni 70' quando i prezzi salirono alle stelle.La crisi di Gorbaciov e dell'Urss iniziò nel 1986,anno in cui il greggio era sceso fino a 9 dollari.Una nuova crisi piombò sul Paese verso la fine degli anni 90',culminata nel default tecnico della Russia nel 1998,e costò l'instabilità e il declino a Eltsin.Negli ultimi anni Putin a sua volta hacavalcato gli alti prezzi del petrolio del gas fino a due anni e ora, non a caso, sta cercando in tutti i modi di evitare che una caduta prolungata dei prezzi si traduca in una crisi personale di consenso all'interno della Russia,che aprirebbe nuovi scenari".

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