Anglotedesco

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martedì 21 ottobre 2014

LUCIO CARACCIOLO:Londra ,centro di gravità finanziaria



Città mondiale,prima che capitale del Regno Unito.Massima piazza finanziaria del pianeta.Stato a sè,giurano alcuni.State of mind,ricama il suo biografo Peter Ackroyd.Metropoli multietnica,eco dell'impero che fu.Rifugio di milioni di immigrati delle piu varie origini,che vi ritagliano recinti propri,talvolta esclusivi (...).
Al resto del Regno Unito non di rado appare come un vortice che aspira e consuma le ricchezze nazionali,assai variamente distribuite.Gestita da un'oligarchia tanto opaca da nutrire le piu cupe teorie del complotto,come quella che ha travolto Blair,accusato di aver manipolato l'intelligence per accodarsi a Bush nella sciagurata campagna irachena.Elite incarnata dai gentlemen di Westminster,con ramificazioni intellettuali a "Oxbridge" (Oxford+Cambridge,sinonimo di eccellenza come di superbia accademica) e connessioni globali con i traders della City,oggetto di leggende gotiche da far invidia agli gnomi di Zurigo.Contro questa Londra si è scatenata la  voglia di autogoverno non solo della Scozia,del Galles e dell'Irlanda del Nord,ma anche delle regioni inglesi (Yorkshire,Cornovaglia) in cerca d'autore eccitate dalle promesse devoluzioniste di quello stesso establishment da cui si sentono manipolate.Ed è in questa Supercapitale che si tracciano road maps secessioniste.Per rispondere all'eventuale disintegrazione del Regno Unito con la proclamazione dello Stato di Londra,centro della rete finanziaria mondiale.E megaparadiso fiscale (...).Nell'epoca della finanza elettronica,degli scambi algoritmici in tempo reale,perchè non sognare di fare della City il centro di gravità permanente dei movimenti di capitale su scala globale? Non solo fantasie.Le sirene della City sono all'opera per sedurre i gestori dei fondi cinesi e islamici. Insieme agli oligarchi russi,che Cameron vorrebbe trattenere sulla piazza di Londra malgrado il regime di sanzioni con cui l'Occidente intende castigare l'intervento di Putin in Ucraina, mandarini e sceicchi,detentori di un incommensurabile tesoro liquido,contribuirebbero a globalizzare la clearing house installata nella patria della sterlina ma specializzata nel mercato dell'euro.Progetto geofinanziario di ardua attuazione,che molto deve a una visione geopolitica di moda nell'Occidente intristito dal declino,in debito di futuro.L'idea è che il mondo in  gestazione non apparterrà piu asgli Stati nazionali o alle loro costellazioni,come l'Unione Europea,ma alle città globali che gestiranno la ricchezza finanziaria.La dimensione territoriale conterà quasi nulla.Basteranno pochi chilometri quadrati in cui impiantare superbi grattacieli dotati di ogni diavoleria tecnologica,nel cuore di una vibrante metropoli multietnica,perchè anche brokers e traders amano divertirsi.In questa prospettiva ,la devolution non è tragedia.E' il penultimo grido della deterritorializzazione dell'impero britannico,condizione necessaria al suo rilancio in potenza,come assicurano i teorici della nuova (anti) geopolitica virtuale.Anzi risorgerà dalla City,di qui irradiandosi quale super hub della finanza globale.Il segno del comando non è piu il processo di colonie,nemmeno informali,ma il controllo delle nervature finanziarie che disegnano le architravi del potere reale perchè impalpabile.L'ultimo standart della potenza,il marchio liquido dell'impero globale.

LUCIO CARACCIOLO da LA REPUBBLICA del 17 ottobre 2014

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