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mercoledì 1 ottobre 2014

Storie di immigrazione.I tanti infermieri filippini negli Usa



La dittatura neoliberista vuole questo,per certi mestieri bisogna puntare su chi è piu disposto a farsi trattare da schiavo.L'infermiere è uno di questi lavori,adesso le donne filippine non le trovi solo negli ospedali statunitensi ,che è comunque ancora la meta preferita,ma anche in Italia e nel resto dell'Europa.Succede questo anche con gli italiani.questo è il nuovo mondo,prendere o lasciare.Si potrebbe far qualcosa,ma la gente è troppo impegnata a stare ore e ore a far la fila per un telefonino di ultima generazione.

da LA TRATTA DEGLI SCHIAVI-Jeffrey Kaye (Arianna Editrice)

In America,i Filippini sono da tempo la maggior fonte d'infermieri.Nel 2004 lavorano negli Stati Uniti piu di 50.000  infermieri diplomati filippini.L'importazione di lavoratori del settore sanitario dalle Filippine è un retaggio coloniale;infatti, gli Americani cominciarono a formare degli infermieri locali fin dall'inizio del XX secolo.Durante,l'assenza di questi lavoratori,dovuta alla Seconda Guerra Mondiale,gli ospedali statunitensi erano desiderosi di assumere i lavoratori formati all'estero,grazie ai programmi governativi,allo scopo di promuovere l'amicizia tra le varie nazioni durante la Guera Fredda.Dopo il 1965,in seguito al cambiamento della politica statunitense sull'immigrazione,da tempo contraria ai migranti asiatici,i piu intraprendenti aprirono,direttamente nelle Filippine,delle scuole di formazione per infermieri per fare fronte alla crescente domanda di queste figure professionali negli Stati Uniti.
Tra il 2000 e il 2007,secondo le stime governative,quasi 78.000 infermieri qualificati hanno lasciato le Filippine per lavorare all'estero.La maggioranza di loro è andata in Arabia Saudita,una destinazione molto popolare,non tanto per un particolare desiderio di andarci,secondo quanto mi hanno detto i migranti,ma per i salari,li relativamente alti, e perchè le restrizioni all'immigrazione sono minori che negli Stati Uniti.Alcuni ricercatori mi hanno detto che le statistiche ufficiali sull'immigrazione sottostimano la realtà,perchè molti infermieri si spostano senza darne comunicazione al governo.Ho visto personalmente dei rapporti secondo i quali,mentre le Filippine stanno producendo infermieri per l'esportazione,formandoli secondo le esigenze degli Stati esteri e mettendoli in grado di superare i loro test,il Paese non è in grado di soddisfare le proprie sigenze interne.Il numero di infermieri,rispetto al numero dei pazienti,è bassissimo,tanto che questi ultimi muoiono per mancanza di assistenza.I ricercatori rilevano che gli ospedali stanno chiudendo per la mancanza di personale sanitario.Tutti questi dati non compaiono nei rapporti e nelle statistiche ufficiali,che ho consultato.
Un giorno,mentre visitavo l'ospedale Tondo,c'erano alcuni membri di un sindacato di lavoratori che,con addosso le uniformi dell'istituto,protestavano nel cortile chiedendo aumenti salariali.Secondo i livelli americani,il personale è pesantemente sottopagato,visto che guadagna circa 261 dollari al mese.Non c'è da  meravigliarsi che se ne vadano,dato che negli Stati Uniti un infermiere viene pagato 15 volte di piu.
Il trasferimento in massa dei diplomati negli Stati Uniti non è andato come si era sperato a causa del blocco dei visti d'ingresso negli Stati Uniti per gli infermieri;però Reynoso spera che tale situazione cambi.Sensibile alle critiche secondo le quali le scuole per infermieri nelle Filippine sono considerato dei centri di produzione per merci da esportazione,la scuola ha previsto una clausola in base alla quale i diplomatici devono lavorare per due anni presso un ospedale convenzionato di Manila,il Doctors Hospital,prima di potere accettare un lavoro all'estero grazie alla HCCA International.
"Il problema con il nostro sistema d'istruzione è:possiamo instillare il nazionalismo nella gente?", mi disse Reynoso."Così, abbiamo cominciato a istruirli in questo modo:va bene che vogliate andare all'estero;però ,quando avrete abbastanza denaro,tornate indietro e servite il vostro Paese".
Era un gesto simbolico.Quando andai in giro per l'istituto,osservando gli studenti imparare su attrezzature all'avanguardia e utilizzare i manichini per apprendere tecniche come la tracheotomia o l'inserimento di catetere,capìì che l'obiettivo finali per i tirocinanti veniva rinforzato da un cartello appeso a una parete della classe: "Parlate in inglese".
mentre guardavo un giovane,di nome Christopher,lavorare ai tubi per l'alimentazione,gli chiesi dove pensava di andare a lavorare,una volta diplomatosi.
"Amo le Filippine",mi rispose,aggiungendo che pensava di restare in patria.La mia accompagnatrice,una insegnante per infermieri,manifestò parecchia perplessità alle parole di Christopher,appena lo avemmo superato."Cambierà presto opinione",disse.
Cosa molto probabile,visto che poi, quando ho interrotto una lezione in una classe di 50 studenti e ho invitato coloro che pensavano di rimanere nelle Filippine,dopo il diploma,ad alzare la mano,nessuno lo ha fatto.

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