Anglotedesco

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giovedì 13 novembre 2014

Anche le donne possono lavorare,l'Arabia Saudita sta cambiando



L'INTERNAZIONALE è veramente straordinaria, ti da notizie da ogni parte del mondo, è molto piu utile leggere una volta alla settimana questa rivista che i quotidiani tutti i giorni.
Fa piacere leggere che in Arabia Saudita le cose per le donne stanno piano piano cambiando anche se di strada ne devono fare ancora parecchia.

da LE MONDE-Benjamin Barthe

E' un supermercato e allo stesso tempo un laboratorio.Uno spazio di 10.000 metri quadrati dedicato al consumo di massa, con reparti, carrelli ed espositori.Ma anche un centro d'innovazione,dove un manager cerca di rivoluzionare le abitudini di un paese tanto ricco quanto rigido,l'Arabia Saudita.Da quando gli italiani e i pachistani che lavorano alle casse sono stati sostituiti da sauditi e saudite,questo supermercato alla periferia di Riyadh è diventato la vetrina  dei cambiamenti in atto nel paese.
Nel resto del mondo l'assunzione di abitanti del posto per svolgere incarichi precedentemente affidati a immigrati non sarebbe una grande notizia.Tuttavia,in un paese dove le donne rimangono chiuse in casa e molti uomini preferiscono la disoccupazione a un lavoro subalterno,questo passaggio non è banale.E' una prova dei mutamenti silenziosi che attraversano la società saudita e che stanno rivoluzionando a poco a poco il paese.
Da vent'anni la "saudizzazione del mercato del lavoro" è uno dei punti fermi della retorica governativa.Per molto tempo nessuno si è preoccupato di tradurla in azioni concrete,visto che nel paese si estrae ogni giorno l'equivalente di un miliardo di dollari in petrolio.Fino a poco tempo fa nel settore privato lavorano gli stranieri,mentre i sauditi ricoprivano i posti nella pubblica amministrazione e nel terziario avanzato.La divisione dei ruoli ha funzionato bene finchè la rivolte scoppiate nel mondo arabo nel 2011 non hanno obbligato le autorità saudite ad aprire gli occhi.
Ora le aziende sono obbligate a includere nel loro organico una quota minima  di lavoratori sauditi: nel settore edile è il 7% ,nelle assicurazioni il 50%,nelle banche il 90%.Le imprese non in regola sono sanzionate con misure che vanno dal divieto di assumere operai stranieri al blocco delle transazioni bancarie.Invece chi si adegua è premiato con aiuti finanziari e amministrativi,che ammortizzano i costi piu alti legati all'assunzione di sauditi,spesso pagati il doppio rispetto agli stranieri.
Il direttore del supermercato di Riyadh,che ha già avuto a che fare con ambienti di lavoro conflittuali,spiega:"Per imparare a gestire uno staff difficile serve tempo,ma alla fine si ottengono dei risultati".La buona reputazione dell'azienda e i salari alti,paragonabili a quelli del settore pubblico, l'hanno aiutato a fidelizzare il personale.Già nel marzo del 2013 tutte le casse erano gestite da uomini in dishdasha,la tradizionale tunica bianca saudita.La produttività,però,era calata:prendendo come punto di riferimento il numero di articoli passati alla cassa in un  minuto,i nuovi lavoratori erano stati meno efficienti di quelli asiatici.
A offire una via d'uscita è stato il re Abdullah.Da anni l'anziano sovrano combatte contro il clero wahabita-i religiosi ultraconservatori che formano il secondo polo di potere nel regno dopo la famiglia dei Saud-per facilitare  l'accesso delle donne al mercato del lavoro.Dopo essere state per molto tempo relegate in  ufficio,nel 2012 hanno ottenuto il diritto di lavorare come commesse nei negozi di biancheria intima e di cosmetica.Finora i pignoli agenti della polizia religiosa non avevano visto nulla di male nel fatto che una madre di famiglia alla ricerca di un reggiseno o di mutandine si facesse servire da un uomo.
La direzione delle risorse umane vorrebbe promuovere le dipendenti piu brave.La polizia religiosa,però, tiene tutti sotto controllo.Vieta alle donne di lavorare in reparti diversi dalle casse e non tollera tragressioni.In passato,quando alcuni dipendenti erano stati sorpresi a fumare durante la preghiera,gli agenti non hanno esitato  ad arrestare il precedessore dell'attuale direttore.Da quel giorno,sul piano della direzione sono state installate delle porte elettromagnetiche.
Nonostante i problemi,i dati del ministero del lavoro saudita mostrano che è cominciata una nuova tendenza.Dal 2011 la percentuale dei sauditi assunti nel settore privato è passata dal 7 al 16%,mentre il numero di donne è cresciuto  da 50.000 a 500.000."Questo trasformerà anche la società e la mentalità",prevede un imprenditore locale."E' in atto una rivoluzione".Anche il direttore del supermercato di Riyadh ne è convinto: questo cambiamento ne favorirà altri.Il lavoro femminile costringerà presto ad affrontare il fatto che le donne non possono prendere la patente.Sempre piu mariti,stanchi di doverle portare ogni giorno a lavorare in macchina,si cconvertiranno all'idea di cedere il volante.Ecco quella che si dice una rivoluzione.

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