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domenica 9 novembre 2014

FEDERICO GHIZZONI:"Con l'Unione bancaria pagheremo meno il rischio Paese"



Ormai in questo mondo comandato dalla finanza,dai grandi colossi bancari dove i popoli e gli Stati con contano piu nulla, bisogna far credere alla gente che ogno cosa è buona per migliorare la loro vita.L'Unione bancaria è uno dei tanti strumenti che i padroni del mondo usano per controllarci.

da REPUBBLICA AFFARI E FINANZA del 3 novembre 2014-intervista di Marco Panara

"E' una questione che va al di là degli stress test.Il sistema bancario italiano ha un problema di reddittività e per aumentarla deve aumentare la massa critica degli operatori,ma non può farlo contando solo sulle risorse interne.Ovviamente per attivare gli investitori dell'estero ci vuole una evoluzione della governance e un maggior grado di apertura".

"La banca in Italia sta aumentando le quote di mercato e la reddittività,l'aumento del costo del rischio si è fermato e anzi ha cominciato a scendere così come lo stock dei crediti in difficoltà.E' in corso un piano di razionalizzazione e di rilancio che migliorerà ulteriormente.I risultati e in questa fase operazioni straordinarie distrarebbero l'attenzione da questi obiettivi".

"Il piano industriale del gruppo prevedeva il raggiungimento di un patrimonio di vigilanza pari al 10% nel 2016,al 30 giugno scorso eravamo eravamo al 10,40% e dopo l'emissione di due obbligazioni le cui caratteristiche le fanno rientrare nel patrimonio di vigilanza siano arrivati all'11%.Il capitale quindi è solido ma ciò nonostante seguiamo con attenzione le indicazioni dei regolatori".

"C'è preoccupazione in tutto il sistema perchè il Financial Stability Board si appresta a presentare al prossimo G20 di Brissane la proposta di aumentare significativamente i requisiti di capitale per le banche globalmente sistemiche.Non si conoscono i numeri della proposta ma si parla di un capitale totale tra il 16 e il 20% degli attivi ponderati per il rischio.Le banche ovviamente si adegueranno alle prescrizioni ma invito tutti a riflettere sugli effetti collaterali,ovvero al fatto che un minuto dopo il mercato, come abbiamo già visto con Basilea III,chiederà a tutte le banche e non solo a quelle globalmente sistemiche di adeguarsi,determinando una nuova frenata nell'erogazione di credito e quindi dell'economia".

"Il Financial Stability Board è nato per garantire la stabilità del sistema bancario,e il patrimonio è uno,non il solo,dei fattori,di quella stabilità noi abbiamo bisogno di quella stabilità ma anche di sostenere la crescita dell'economia,e questo non è un obiettivo del Financial Stability Board ma dovrebbe esserlo dei governi".

"In Italia le nuove erogazioni sono cresciute del 60%,ma se il totale è sostanzialmente stabile è per la vendita di alcuni pacchetti di crediti in sofferenza e per la spinta che stiamo ridando capital market nelle emissioni obbligazionarie".

"Nel piano industriale abbiamo incluso i costi di questo processo e non i vantaggi, che però certamente ci saranno.Innanzitutto sottostare ad un unico sistema regolatorio e ad una unica determinerà una riduzione dei costi di compliance,poi la progressiva applicazione del capitale e della liquidità consentirà  di ottimizzare la gestione e infine sarà possibile eliminare le tante duplicazioni dovute al fatto che fino ad ora ogni banca in ogni paese doveva essere completamente autosufficiente,dall'it ai servizi di varia natura.Dalla maggiore integrazione del sistema bancario europeo ci attendiamo quindi anche un impatto positivo sul conto economico".

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