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martedì 4 novembre 2014

FEDERICO RAMPINI:"Sosteniamo la crescita".Ma la BCE resta ingessata.




L'America proclama vittoria e torna alla normalità monetaria,lìalmeno ufficiale.Il Giappone si ricrede e rincara la dose,imitando la politica della Federal Reserve alla puntata precedente.Con una mossa audace la banca centrale di Tokyo decuplica i suoi acquisti di bond,da 70 a 720 miliardi di dollari,per favorire la ripresa.L'Inghilterra lo ha fatto da tempo,con buoni risultati.Resta al palo fin qui la BCE,grande assente nella gara monetaria che è anche fatta di svalutazioni competitive.
La sfasatura dei cicli di crescita fra le grandi economie mondiali indica che è matura una "staffetta" nel quantitative easing.Se gli Stati Uniti non ne hanno piu bisogno,l'eurozona ricaverebbe benefici dall'applicazione  di quella terapia vincente.Restano irrisolti i nodi istituzionali (mandato della Bce) e quelli politici  legati  alle resistenze della Bundesbank tedesca,nella dinamica federale dell'Istituto di Francoforte.
La settimana si è chiusa all'insegna di due svolte storiche.Da una parte,mercoledi la Fed ha annunciato la fine di un'epoca.Si conclude ufficialmente il quantitative easing,com'era stato chiamato dal dicembre 2008 l'esperimento senza precedenti per scongiurare depressione e deflazione.Per oltre cinque anni la Fed ha di fatto stampato moneta,in dimensioni mai viste nella storia.4.500 miliardi di dollari hanno inondato l'economia americana  ( e in parte sono defluiti anche verso il resto del mondo,sopratutto Brics).
Quella liquidità, creata acquistando bond sul mercato aperto, è stata indirizzata  in modo tale da aiutare l'economia reale,famiglie e imprese,non solo le banche com'è avvenuto nell'eurozona.Con un Pil che cresce del 3,5% e l'inflazione tornata ai livelli pre-crisi (5,9%),grazie a un mercato del lavoro che genera 220.000 assunzioni nette al mese nella media degli ultimi anni,la Fed può annunciare Mission Accomplished,missione compiuta .Questo è il senso della dichiarazione ufficiale di mercoledì.In realtà la svolta è meno netta di quanto appaia.Il quantitative easing non è veramente cessato,ha solo smesso di espandersi.Lo spiegano gli stessi economisti della Fed:finchè la banca centrale Usa si tiene nel suo bilancio quei 4.500 miliardi di titoli,il sostegno monetario alla ripresa  rimane in vigore.La fine del quantitative easing accadrà solo se e quando cominceranno le vendite parziali di quei bond:un'inversione di rotta che non appare all'orizzonte.
Il successo della politica americana ispira molti emuli.Londra ha seguito la stessa strada e non a caso è è l'unica grande economia europea che cresce (ma fuori dall'euro).La Banca del Giappone aveva già lanciato la suia versione del quantitative easing,da giovedi ha deciso di rafforzarla con un balzo poderoso,e d'inseguire le dimensioni americane di quelle operazioni di acquisto di bond.E' questa la seconda svolta storica della settimana,che ha innescato rialzi in tutte le Borse asiatiche.Favorendo anche la svalutazione competitiva dello yen.

FEDERICO RAMPINI (La Repubblica del 1 novembre 2014)

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