Anglotedesco

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Secondo voi chi fa piu danni all'Italia Draghi o Berlusconi?

mercoledì 19 novembre 2014

HANNO DETTO.Marco Fortis,Yoram Gutgeld e Franco Bassanini

foto da:www.tempi.it



Fortis e Bassanini sono due noti ultraliberisti.Purtroppo la maggior parte degli italiani sono dei provincialotti, gente da osteria,non capiscono come funziona il modello neoliberista che sta massacrando il ceto medio-basso.L'importante è la crescita,i conti in ordine, dopo se i ceti medio-bassi sono costretti a vivere da schiavi per contriubuire, chissenefrega.L'industria e l'agricoltora sono ripartite?Si dottor Fortis,vada a fare qualche giretto e glielo vada a dire...

da IL RESTO DEL CARLINO del 14 novembre 2014-intervista di Alessia Gozzi

MARCO FORTIS:

"Ormai anche il quarto trimestre non sarà un granchè ed è probabile che la crescita chiuda l'anno con il segno meno.Ma ci si è fossilizzati troppo sulla dinamica del Pil, mentre già nel primo trimestre industria e agricoltura sono ripartite.Inoltre,da aprile a settembre gli occupati sono stati 153.000 in più,appena sapremo come questo aumento è ripartito potremmo capire se sono ripartiti anche i settori dei  servizi e delle costruzioni che piu hanno sofferto la crisi.Sarebbe la prima vera svolta da tre anni a questa parte".

"I dati sulla crescita non sono piacevoli per i tre maggiori paesi europei.La Germania non è piu una locomotiva  e si sta moltiplicando la sfiducia, la Francia è piatta nonostante non abbia attuato politiche di austerità ,l'Italia ha il segno meno ma dopo una pesante cura di rigore.Il 2014 è l'anno della discussione sulla crescita, ma hanno pesato condizioni geopolitiche eccezionali,a partire dalle crisi in Ucraina,Libia e Siria.Ma non credo che il 2015 possa essere ancora così negativo.Per L'Italia si stima il primo realistico segno piu tra lo 0,2 e lo 0,6%".

"Un pò tutta l'intellighenzia economica tedesca sta brancolando in cerca di una politica economica che non sia sconfessata dagli eventi.Grazie a tassi estremamente bassi ha potuto investire e stimolare i consumi,l'aumento del debito pubblico è stato finanziato all'80% dagli stranieri.Nel momento in cui l'export ha iniziato a frenare, l'aria è cambiata.Senza contare che per salvare i crediti deteriorati delle banche tedesche (esposte in Grecia e Spagna), la mutualizzazione europea andava bene,i debiti pubblici però non si mutualizzano non può esistere un'Europa in cui ci sono Paesi di serie A e di serie B".

"Finora abbiamo assistito a improvvisazioni,continue,bisogna dare un'impostazione definitiva sopratutto per un mercato,come quello immobiliare,che ha bisogno di certezze nel medio periodo.Un mercato importante visto che in Italia l'80% delle famiglie ha una casa di proprietà.Ben venga l'imposta unica,ma con un messaggio chiaro:mettiamo ordine e non cambiamo per un bel pò".


da LA REPUBBLICA del 15 novembre 2014-intervista di Elena Polidori

Yoram Gutgeld :

"Stiamo cercando di dare delle risposte forti e di prendere delle decisioni.Non dimentichiamo che tutta l'Europa è a bassa crescita e che noi cresciamo meno degli altri ma non da oggi:da anni.L'Italia ha problemi strutturali da risolvere".

"Dobbiamo andare avanti con le riforme,la prima delle quali è la riduzione delle tasse prevista nella legge di stabilità per 18 miliardi.Chi assumerà a tempo indeterminato avrà una consistente riduzione del carico fiscale fino al 70%".

"Fermo restando che la protesta da sempre rispettata,dico che le misure approvate dovrebbero proprio rispondere al disagio e alla paura per il futuro che chi va in piazza sente.Abbiamo anche messo piu risorse per gli ammortizzatori sociali".


da IL CORRIERE DELLA SERA del 17 novembre 2014-intervista di Stefania Tamburello

FRANCO BASSANINI:

"Si tratta di applicare regole già previste nel patto di stabilità.E di interpretare in modo piu ragionevole la correzione per il ciclo ai fini del calcolo del pareggio strutturale.Nel frattempo l'Italia,come altri paesi Europei deve fare le riforme per attivare investimenti privati.Mi riferisco per esempio al Jobs Act, alla semplificazione amministrativa e burocratica,alla riforma della giustizia:occorre accelerarne l'approvazione e sopratutto l'attivazione.In questo ambito delle regole (tributarie e non solo),perchè gli investitori vogliono certezze.Ma so che il governo sta preparando un provvedimento dedicato proprio ad incentivare e attrarre investimenti in Italia".

"Il piano Juncker è molto significativo,ma forse non sufficiente.Bisogna vedere innanzitutto quanti fondi del piano andranno a noi e in che tempi.L'importante è privilegiare tre obiettivi nella scelta dei progetti da finanziare:la concreta realizzabilità nei prossimi 3 anni, e sopratutto l'apertura dei cantieri già nel 2015;la capacità di contribuire alla crescita e al recupero di competitività,la possibilità di attrarre quote importanti di risorse private".

"Prendiamo per esempio le risorse del programa europeo.Mettiamo e lo Stato decida di mettere 500 milioni di fondi europei in un fondo di garanzia costituito ad hoc a cui le società di telecomunicazioni possono accedere,se presentano progetti meritevoli di accedere,al credito d'imposta,previsto dal decreto sblocca Italia: bene per finanziare questi progetti,potrebbero utilizzare la garanzia pubblica per ottenere prestiti a lungo termine a condizioni molto favorevoli dalla Bei,dalla Cdp ed eventualmente dalle banche.Con 500 milioni di risorse europee si potrebbero attivare dai 5 ai 10 miliardi di investimenti".

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